Occhi che sorridono

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Un gesto liturgico molto bello, che attualmente omettiamo (perché in questo periodo non si può fare), è lo scambio della pace.

Infatti, in questa fase di ripresa anche dell’Eucarestia con la partecipazione di tutti, dove è sempre importante l’indicazione di “mantenere le distanze”, non ci si può toccare con le mani e neppure abbracciarsi.

Nonostante questo limite ho scoperto personalmente   (non   so   voi…) che, con l’obbligo di indossare la mascherina, molti di noi sono meno distratti quando ci si incontra per le strade o in qualche altro luogo ed il nostro sguardo è meno affrettato e superficiale e maggiormente attento al volto dell’altro, o meglio, ai suoi occhi.

Da questa mia personale impressione mi piacerebbe, in questa fase di omissione dello scambio della pace, proporre a tutti noi lo “scambiarsi un sorriso di pace”.

Sì, perché ritengo che i nostri occhi sono sempre in grado (anche se, in parte, vincolati da una mascherina che copre il proprio naso e la propria bocca) di parlare e di sorridere quando lo sguardo di un fratello o di una sorella si rivolge a noi.

Non mi ricordo chi  sia  l’autore,  ma senz’altro tutti conosciamo e ci ricordiamo di quella breve riflessione sul sorriso che dice:

“Un sorriso non costa niente e produce molto; arricchisce chi lo riceve, senza impoverire chi lo dà. Dura un solo  istante,  ma  talvolta  il suo ricordo è eterno. Nessuno è così ricco da poter farne a meno, nessuno è abbastanza povero da non meritarlo. (…) E se qualche volta incontrate qualcuno che non sa più sorridere,  siate   generosi   dategli  il vostro, perché nessuno ha mai bisogno di un sorriso quanto colui che non può regalarne ad altri”.

Buon sorriso!

Don Massimo