Un dono per i giovani

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La Chiesa ha proclamato “beato” un ragazzo di 15 anni!

Si, proprio ieri (sabato 10 ottobre) ad Assisi. Si chiama Carlo Acutis e questo giovane si distinse per il suo amore per l’Eucaristia, che definiva la sua “autostrada per il Cielo”.

Davvero un “santo dei nostri giorni” (e non è solo un modo di dire…). In questi mesi abbiamo affrontato la solitudine e il distanziamento sperimentando l’aspetto più positivo di internet, una tecnologia comunicativa per la quale Carlo aveva uno speciale talento, al punto che Papa Francesco, nella sua lettera Christus vivit (rivolta a tutti i giovani del mondo) lo ha presentato come “modello di santità giovanile nell’era digitale”.

Una gioia grande per la Chiesa ambrosiana, che gli ha dato i natali (nacque a Londra il 3 maggio 1991 dove i genitori si trovavano per lavoro, ma è cresciuto a Milano) e lo ha accompagnato nel suo incontro con Gesù. Ma soprattutto una “gioia grande” per i giovani, che trovano in lui un modello di vita.

Noti alcuni i suoi slogan: “Non io ma Dio”, “Tutti nasciamo originali, molti moriamo fotocopie”. “L’Eucaristia è la mia autostrada per il cielo”.

Il beato Carlo Acutis è uno dei giovani indicati da Papa Francesco come modelli nella Christus vivit, insieme a tre italiani (san Domenico Savio e i beati Piergiorgio Frassati e Chiara Badano).

Morì il 12 ottobre 2006 (sempre a Monza); aveva 15 anni ed è spirato a causa di una leucemia fulminante.

Colpisce la serietà della sua vita spirituale già da piccolo: fece la Prima Comunione, con un permesso speciale, a sette anni. Da adolescente andava alla S.Messa e pregava il S.Rosario quotidianamente. Maturò un amore vivo per i santi, per l’Eucaristia, fino ad allestire una mostra sui miracoli eucaristici che oggi è rimasta online e ha avuto un successo inaspettato, anche all’estero.

Sportivo e appassionato di computer, come tanti coetanei, brillava per la virtù della purezza. Un suo insegnante (del Liceo classico) dice di lui: «così bravo, così dotato da essere riconosciuto tale da tutti, ma senza suscitare invidie, gelosie, risentimenti e non ha mai celato la sua scelta di fede e anche in colloqui e incontri-scontri verbali con i compagni di classe si è posto rispettoso delle posizioni altrui, ma senza rinunciare alla chiarezza di dire e testimoniare i principi ispiratori della sua vita cristiana».

In ospedale, posto di fronte alla morte, nella tenerezza dei suoi 15 anni, Carlo disse: «Offro tutte le sofferenze che dovrò patire al Signore, per il Papa e per la Chiesa, per non fare il purgatorio e andare dritto in paradiso». Scrisse un giorno questa frase: «Tutti nasciamo come degli originali, ma molti muoiono come fotocopie». Non fu il suo caso.

Suggerisco due libri per conoscerlo:

  • Eucarestia La mia autostrada per il cielo (Ed. San Paolo)
  • Carlo Acutis 15 anni di amicizia con Dio (Ed. Elledici)

Don Massimo