Quale Avvento?

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Eh sì! Con questa domenica, entriamo nel Tempo di Avvento (ambrosiano).

Stiamo tutti (in un modo o nell’altro…) affrontando un momento particolare della nostra vita. E senz’altro le attese, in questo tempo storico che stiamo vivendo, non mancano e sono varie e differenti. Prima fra tutte: quando terminerà questa Pandemia? Un’attesa, questa, che accomuna tutti noi!

Nonostante il lockdown abbia dato già un colore alle nostre Regioni e rallentato (più o meno) molti di noi, non ha fermato il nostro cammino e così ci troviamo oggi ad iniziare il Tempo di Avvento quale “invito” a purificare ed a dare ordine e priorità alle nostre “attese” quotidiane.

Allora alla domanda (che troviamo nel titolo dell’Editoriale) possiamo ben rispondere con un solo aggettivo: essenziale.

Sì, un Avvento “essenziale” dove la preghiera può trasformarsi in consolante “occasione” per accorciare le distanze tra noi sapendo che non sconfiggeremo il virus se saremo più soli, ma se saremo più vicini, in comunione tra noi, grazie a questa “Attesa” del Signore Gesù, o meglio al far “tendere” la nostra vita, i nostri passi, il nostro cammino, il nostro cuore e le gioie e le fatiche di una intera giornata… a Lui.

Sì, un Avvento “essenziale” come ci ricorda anche Sant’Agostino quando scrive nella sua opera autobiografica (Le Confessioni): “Ci hai fatti per te, e il nostro cuore non ha posa finché non riposa in te”. Ecco perché la proposta di Avvento della nostra Comunità, nel tempo “particolare” che stiamo vivendo, non sarà tanto sul fare ma sullo stare in comunione con Gesù.

Una relazione, questa, capace di accorciare ogni distanza tra noi se vissuta “in spirito e verità” (Gv 4, 24).

Don Massimo