Terza Domenica – La pecora nera alla grotta di Betlemme

478

C’era una volta una pecora diversa da tutte le altre. Le pecore, si sa, sono bianche; lei invece era nera, nera come la pece. Quando passava per i campi tutti la deridevano, perché in un gregge tutto bianco spiccava come una macchia di inchiostro su un lenzuolo bianco: «Guarda una pecora nera! Che animale originale; chi crede mai di essere?». Anche le compagne pecore le gridavano dietro: «Pecora sbagliata, non sai che le pecore devono essere tutte uguali, tutte avvolte di bianca lana?».

La pecora nera non ne poteva più, quelle parole erano come pietre e non riusciva a digerirle. E così decise di uscire dal gregge e andarsene sui monti, da sola: “Almeno là avrebbe potuto brucare in pace e riposarsi all’ombra dei pini.” Ma nemmeno in montagna trovò pace. «Che vivere è questo? Sempre da sola!», si diceva dopo che il sole tramontava e la notte arrivava. Una sera, con la faccia tutta piena di lacrime, vide lontano una grotta illuminata da una debole luce. «Dormirò là dentro!» e si mise a correre. Correva come se qualcuno la attirasse.

«Chi sei?», le domandò una voce appena fu entrata. «Sono una pecora che nessuno vuole: una pecora nera! Mi hanno buttata fuori dal gregge». «La stessa cosa è capitata a noi! Anche per noi non c’era posto con gli altri nell’albergo. Abbiamo dovuto ripararci qui, io Giuseppe e mia moglie Maria. Proprio qui ci è nato un bel bambino. Eccolo!». La pecora nera era piena di gioia. Prima di tutte le altre poteva vedere il piccolo Gesù. «Avrà freddo; lasciate che mi metta vicino per riscaldarlo!». Maria e Giuseppe risposero con un sorriso. La pecora si avvicinò stretta stretta al bambino e lo accarezzò con la sua lana. Gesù si svegliò e le bisbigliò nell’orecchio: «Proprio per questo sono nato! Per ricordare a chi lo dimentica che Dio ti ama cosi come sei. Sai, il suo più grande desiderio è di non lasciare mai nessuno da solo e cerca sempre di trovare il modo per farsi sempre vicino».

E’ proprio vero! Dio mi ama così come sono e mi resta sempre accanto!    In questa settimana mi impegno a vivere un gesto di attenzione verso una persona che si sente sola o “messa da parte” o a cui io presto sempre poca attenzione, per cercare di migliorare la vita degli altri e anche me stesso.

E’ proprio vero! Dio mi ama così come sono e mi resta sempre accanto!
In questa settimana mi impegno a vivere un gesto di attenzione verso una persona che si sente sola o “messa da parte” o a cui io presto sempre poca attenzione, per cercare di migliorare la vita degli altri e anche me stesso.