Abbiamo capito cos’è la felicità

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Semplici testimonianze da Lourdes

Abbiamo avuto la grande gioia, durante gli anni di Liceo, di andare a Lourdes. Eravamo carichi di gioia per questa nuova esperienza, anche se sapevamo bene che stavano per aspettarci ore e ore di viaggio. Ma la realtà che ci siamo ritrovati di fronte ha superato di gran lunga le nostre aspettative! Durante il viaggio abbiamo conosciuto delle persone fantastiche, con le quali abbiamo instaurato fin da subito un rapporto fraterno. Arrivati a Lourdes abbiamo   immediatamente   avvertito quella straordinaria sensazione di tranquillità, serenità, come se tutti i nostri pensieri negativi fossero vola ti via. Ci siamo disposti ad aiutare i malati, a trasportare le loro valigie, e nei loro occhi notavamo la vera felicità. Arrivati in albergo, ci siamo recati ai nostri posti di servizio. Le ragazze erano incaricate di servire i pasti in refettorio per preparare al meglio l’accoglienza dei malati, mentre i ragazzi si preoccupavano del trasporto delle persone in carrozzina. Non nascondiamo che all’inizio eravamo “spaventati” dal momento che, essendo la nostra prima volta, non sapevamo bene cosa fosse opportuno fare. Andando in giro per Lourdes si avvertiva un senso di pace e di tranquillità quasi magica e l’unico suono che si poteva udire era l’acqua del fiume che scorreva.

Anche stando fermi ad osservare il cielo con questo sottofondo, si potevano avvertire delle sensazioni uniche. Alla grotta poi, anche con tutta la gente attorno, l’unica presenza che attirava la nostra attenzione era Lei, la Madonna, la cui dolcezza trasmetteva una grande pace interiore e la cui semplicità desiderava condurci alla vera felicità. Davanti a Lei tutto si metteva da parte: esistevano solo Gesù, Lei e noi. La sera, davanti a Maria, nostra Madre, recitando il rosario, nel nostro animo regnava soltanto la gioia, la pace e quella serenità che solo quel luogo ci poteva regalare. In questa esperienza ci hanno insegnato tutti moltissimo; è vero sì, che noi aiutavamo delle persone meno fortunate di noi, ma in realtà sono stati loro ad aiutare noi. I nostri fratelli ammalati ci hanno insegnato che nella vita non sono importanti le cose materiali, ma le cose invisibili agli occhi. È stato bellissimo e soprattutto commovente parlare e fare amicizia con molti di loro, perché sono riusciti a mostrarci un lato diverso di una realtà completamente diversa da quella che tutti noi conosciamo: la sofferenza. Questa esperienza è stata unica, fantastica e indimenticabile. Si chiama UNITALSI

… si scrive “Famiglia”!

Lorenzo, Marina e Luca


Dal 2014 al 2018 sono stata cinque volte a Lourdes con l’UNITALSI, ad accompagnare malati e disabili a pellegrinaggi di una settimana, nel mese di ottobre. Un’esperienza di servizio, ubbidienza, disponibilità. Giornate intense di partecipazione a funzioni religiose, messe, rosari, preghiere, processioni, sempre accompagnando i malati, spingendo carrozzine, affiancando infermi e sofferenti. Tutte le giornate erano scandite dalla nostra presenza coi malati, durante i pasti e in ogni momento eravamo a loro servizio e disposizione.

La loro gioia e riconoscenza erano grandi e continue poichè grazie a noi volontari potevano vivere giorni piacevolissimi e intensi.

Oltre i pellegrinaggi, durante l’anno, si continuava poi a vedersi, si organizzavano per loro e con loro momenti di festa, pizzate, visite. Cosa ho imparato? Di queste persone ho potuto apprezzare la pazienza e l’accettazione e posso dire che scegliere di accompagnare i malati in quest’esperienza è stato soprattutto per me arricchente e motivo di crescita e consapevolezza, ritrovando una grande felicità.

Sandra