La chiesa lieta

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Leggiamo insieme la Lettera dell’Arcivescovo (Parte IV – conclusione)

Eccoci arrivati (dopo ben tre Editoriali) alla fine della presentazione della Lettera dell’Arcivescovo. Dopo l’Introduzione ed i primi due “aggettivi” collegati alla Chiesa (unita e libera) concludiamo questa nostra semplice presentazione con l’aggettivo forse “più contagioso” della Grazia e della Responsabilità di essere Comunità: Chiesa lieta.

Anche in questa quarta e ultima parte troviamo una citazione significativa del Vangelo di Giovanni:

“La mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena” (Gv 15,11)

L’Arcivescovo ci mette subito in allerta: “E’ riduttivo descrivere la gioia come un sentimento che nasce da una situazione favorevole, come un’esperienza piacevole… E’ riduttivo definire la gioia come esperienza individuale…”

Ma allora, quale è il volto di una Chiesa lieta?

“La comunità credente celebra la sua gioia perché nella celebrazione i fedeli ricevono il dono della comunione con la Pasqua di Gesù, principio invincibile della gioia”.

Eh sì, come non ricordare le parole iniziali dell’Esortazione apostolica “Evangelii Gaudium” dove Papa Francesco dice chiaramente: “La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù”.

La vera gioia non viene dall’avere, non deriva dalle cose! Nasce dall’incontro, dalla gratuità di un incontro e papa Francesco non si stanca di ripetercelo. Sì, non si stanca! Faccio un solo esempio.

Pensate a come il tema della gioia sia il principale contenuto del suo Magistero: Evangelii Gaudium (2013); Amoris Laetitia (2016); Gaudete ed Exultate (2018) e in un modo più allusivo in Christus Vivit (2019), Laudato sì (2015), Fratelli tutti (2020).

La Lettera dell’Arcivescovo (e soprattutto questa parte conclusiva) possa davvero provocarci sul legame tra la gioia cristiana e lo stile di vita (il nostro?).

Alleniamoci, come Comunità Pastorale, come credenti, come Comunità Educante, come semplici cristiani impegnati in tanti e diversi settori della pastorale, della vita dell’Oratorio e delle nostre Parrocchie… a verificarci su questo: la gioia cristiana non è un’emozione ma più profondamente un habitus che dona energie spendibili nella vita di ogni giorno (in Oratorio, in famiglia, in Parrocchia, in Comunità…).

Buona riflessione e soprattutto…. buon allenamento!

Don Massimo