Dire “per sempre” sotto le bombe – Domenica 29 maggio ’22 …… festeggiamo gli anniversari!

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Facciamo festa in Comunità per gli Anniversari di Matrimonio!

Davvero una bella occasione per tutti per essere riconoscenti della testimonianza di fedeltà “di anno in anno” che ci ricorda e ci rimanda al “per sempre” dell’Amore del Signore Gesù per ognuno di noi.

Nei giorni scorsi mentre ricevevo le “iscrizioni” dei vari anniversari, incuriosito guardavo subito il numero (o 60, o 50 o 45 o 1…) e non potevo non far passare nella mia mente e nel mio cuore le tante coppie di giovani che in questi anni, da parroco, ho incontrato nel cammino in preparazione al Matrimonio cristiano. Davvero tanti!

Con alcuni di loro sono ancora in contatto, con altri meno. Ma vi confido che proprio grazie a questi momenti celebrativi in Comunità non manca l’occasione di portare davanti al Signore tutte, davvero tutte queste coppie, questi volti, questi incontri, queste storie d’amore.

In un giorno così bello, come quello di oggi, dove viviamo la Festa degli Anniversari, oltre alla preghiera per le coppie festeggiate, mi piace condividere delle testimonianze d’amore che toccano il cuore.

La scelta di Valerie e Lesya. Entrambi alle armi, in divisa, a marzo hanno deciso, poco dopo l’inizio dell’invasione di sposarsi, al fronte. Lei era pettinata alla meglio, e le fedi erano di latta.

Pensate, leggevo su Avvenire che a un mese dall’invasione russa in Ucraina ci sono stati ben 22 mila matrimoni.

Prima, come a molti nostri giovani in Italia, la vita davanti sembrava infinita. Ma quando il tempo si fa breve, chi ama si butta: e promette davanti a un prete o a un sindaco, forse il primo che nella fretta e nel caos trova, che ci si vorrà bene. Oltre la guerra, oltre la morte.

Sì, oltre la guerra e la morte, come Valeria e Andy, della Brigata Azov, sposi sotto la Azovstal il 5 maggio. Lui,è stato ucciso tre giorni dopo. Ma almeno per tre giorni, davanti al mondo e a Dio, sposi per sempre.

Una foto ci porta sempre in Ucraina, in guerra. Sono Nastya e Anton. Medici che, ad aprile, hanno scelto il loro “per sempre” e si sono sposati nel metrò di Kiev, per sfuggire ai bombardamenti.

Lei ha recuperato chissà dove un velo da sposa nel metrò affollato di profughi. Si legge, sempre su Avvenire, che il celebrante abbia esortato i due ad avere presto bambini, “perché dalla tragedia della guerra bisogna rinascere”.

Molto simili queste parole a quelle che i nostri sacerdoti dicevano agli sposi, nel ’46. Lo dissero anche ai nostri nonni. Come se dopo ogni bagno di sangue la vita, fedele e prepotente, rialzasse sempre la testa.

Questa foto di Nastya e Anton che ci testimonia un “per sempre” sotto le bombe abbia a farci il dono di scaldare il cuore in ogni matrimonio nel ritornare a quella nostra “promessa”:

“Prometto di esserti fedele sempre,
nella gioia e nel dolore,
nella salute e nella malattia,
e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita”.

Don Massimo