Riprendiamoci l’avventura in tenda

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Non abbiamo potuto, lo scorso anno (2021) festeggiare i 50 anni del nostro Campeggio, ma finalmente settimana prossima diamo il via (con il turno dei più piccoli, 3 e 4 elementare) all’esperienza educativa unica che caratterizza la nostra Comunità!

Oso solo immaginare, in questo mezzo secolo, quanti bambini, ragazzi, adolescenti, giovani e adulti cassinesi sono passati da questa esperienza educativa … crescendo nel loro cammino.

Sì perché il Campeggio non è soltanto una possibilità di vivere una bella vacanza (la Parrocchia non è una agenzia di viaggi) ma nel Campeggio la nostra Comunità Pastorale investe e si mette in gioco, con la propria Comunità Educante, per far vivere un’esperienza di vita insieme ai nostri ragazzi e ragazze che rimanga poi nel loro percorso di crescita, nel loro cammino di formazione.

C’è in gioco la vita di ognuno (ragazzo, adulto, animatore, volontario, prete…) perché (dal Campeggio) non si torna mai a casa come quelli di prima (dopo aver vissuto un’esperienza di relazione così intensa).

L’esperienza del Campeggio è unica perché la condivisione non è solo un momento ma un’esperienza di vita 24 ore su 24 con molti tratti (la gita, la messa, il gioco, il servizio, la preghiera, la serata in fraternità, lo stare sotto una tenda…).

Il campeggio è l’occasione di un incontro personale con Dio (in un contesto dove il Creato ci parla di Lui).

E’ l’occasione per muovere i primi passi da soli, senza genitori. I genitori assomigliano in questo un po’ agli allenatori che preparano la loro squadra con cura poi la lasciano giocare con le proprie gambe, da sola.

Per i ragazzi è un’esperienza di lancio, di cammino, di prova.

Per gli educatori un mandato: i genitori non sono presenti fisicamente in campeggio, condividono però il progetto educativo proposto e ci affidano i loro figli perchè lo si attui.

Per tutti è un’esperienza di essenzialità perché vivere sotto una tenda (sconnessi da cellulari, tablet, computer, Social, Tv … ed altro) ci insegna a capire che io non ho bisogno delle cose per vivere, ho bisogno delle persone. Solo quando non hai più le cose ti rendi conto che quello che vale di più sono le persone.

Per tutti è un’esperienza di fraternità. L’esperienza di campeggio che abbiamo noi, è legata alla montagna e ci insegna molte cose. Ci insegna a capire che prima di iniziare un cammino devo essere preparato, devo avere quel che serve, devo procedere con qualcuno che sappia condurmi alla meta, devo sapere che il cammino è fatto di tappe indispensabili, di fatiche, di gioie, di soddisfazioni.

Che bella esperienza educativa “unica” il Campeggio!

GRAZIE perché la nostra Comunità ci crede in questa proposta educativa.

GRAZIE a tutti coloro che con sacrificio e gioia si organizzano per il montaggio e lo smontaggio del Campo.

GRAZIE a tutti i volontari che rendono un servizio unico a questa esperienza e grazie alla loro disponibilità a “dare una mano” la rendono possibile ancora oggi.

GRAZIE agli animatori ed educatori che dopo aver ricevuto tanto da questa proposta educativa unica, desiderano donare ad altri.

GRAZIE alle famiglie che, dopo questa “pausa”, hanno avuto fiducia in noi e hanno iscritto i propri figli a questa “avventura”.

Don Massimo