{"id":1580,"date":"2008-04-14T15:10:08","date_gmt":"2008-04-14T14:10:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.parrocchiasmacassina.org\/?p=122"},"modified":"2013-01-25T21:40:50","modified_gmt":"2013-01-25T20:40:50","slug":"riflessioni-sulleducazione-dei-figli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/2008\/04\/riflessioni-sulleducazione-dei-figli\/","title":{"rendered":"Riflessioni sull&#039;educazione dei figli"},"content":{"rendered":"<h4><font color=\"#0000ff\">Educhiamo i figli<\/font><\/h4>\n<p><em>(Mons. Angelo Comastri)<\/em><\/p>\n<p>Il primo luogo di educazione \u00e8 la famiglia. Nel capitolo secondo del Vangelo di san Luca, per ben due volte l&#8217;evangelista annota una osservazione molto importante: <em>&#8220;Ges\u00f9 cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era sopra di Lui&#8221;<\/em> (Lc. 2,40); <em>&#8220;E Ges\u00f9 cresceva in sapienza, et\u00e0 e grazia davanti a Dio e davanti agli uomini&#8221;<\/em> (Lc. 2,52). Perch\u00e9 l&#8217;evangelista ha sottolineato questo particolare che, a prima vista, sembrerebbe ovvio e insignificante? No, no! Non \u00e8 ovvio e tantomeno insignificante, ma \u00e8 importantissimo! Il Figlio di Dio infatti, facendosi uomo, ha fatto sua anche la fase delicata e decisiva della crescita e della educazione della personalit\u00e0, per ricordarci che l&#8217;educazione dei figli \u00e8 una missione fondamentale, affidata ai genitori e alla comunit\u00e0 e alla societ\u00e0 intera: sottrarsi alla missione di educare significa tradire la paternit\u00e0 e la maternit\u00e0!<\/p>\n<p>Il 21 ottobre 2001 ebbi la gioia di assistere, nella Basilica di S. Pietro, alla beatificazione di una coppia di sposi: <strong>Luigi e Maria Beltrame-Quattrocchi<\/strong> . Ebbi l&#8217;occasione di incontrare anche i tre figli, che avevano negli occhi la felicit\u00e0 di bambini\u2026 novantenni. Don Tarcisio, figlio sacerdote dei genitori &#8220;beati&#8221;, mi confid\u00f2 <em>: &#8220;I nostri genitori parlavano\u2026 vivendo! Guardandoli, noi figli abbiamo imparato a vivere, perch\u00e9 abbiamo scoperto cos&#8217;\u00e8 che d\u00e0 senso e bellezza alla vita. La mamma spesso ci diceva: &#8220;Per avere una famiglia felice non contano le cose che si hanno, non contano le case che si possiedono, ma contano le persone (le persone!) che formano la famiglia&#8221;<\/em> . Infatti \u00e8 la qualit\u00e0 spirituale delle persone, che determina la qualit\u00e0 della famiglia! Pertanto il primo dono per i figli\u2026 sono i genitori: se questo dono \u00e8 squallido, \u00e8 squallida la famiglia; anche se vive in una reggia e viaggia in una macchina di lusso.<\/p>\n<p>Allora poniamoci subito una domanda decisiva: che cosa significa educare? Prendo da F\u00ebdor Dostoevskij una bella e densa definizione dell&#8217;educazione. Eccola: <em>&#8220;Educare significa dare ai figli buoni ricordi, i quali, al momento opportuno, si accenderanno come lampade e illumineranno il loro cammino&#8221;<\/em> . Personalmente, pi\u00f9 volte ho fatto esperienza della verit\u00e0 di queste parole: in particolari momenti della mia vita ho ricordato l&#8217;esempio bello dei miei genitori; sono ritornato spiritualmente bambino e ho respirato l&#8217;aria serena che abitava nella mia povera casa; ho rivisto gli occhi luminosi della mia mamma e mi \u00e8 affiorata alla mente una parola o una massima con cui ella spesso commentava gli avvenimenti della vita.<\/p>\n<p>Quante volte, sul far della sera, mi diceva quando ero bambino: <em>&#8220;Preghiamo la Madonna, perch\u00e9 la preghiera d\u00e0 il condimento alla vita!&#8221;<\/em> . Come posso dimenticare queste parole\u2026 anche a distanza di anni e anni! E per stimolarmi a correggere, fin da piccolo, qualche difetto di carattere, la mamma spesso mi diceva: <em>&#8220;Ricordati, figlio mio, che la torre di Pisa pende dalla base&#8221;<\/em> . Oppure, in momenti difficili della famiglia, consigliava sapientemente: <em>&#8220;Teniamo la mano del Signore: Lui conosce la strada giusta!&#8221;<\/em> . Oppure, per insegnarci la pazienza e la fiducia, diceva: <em>&#8220;Dio non paga tutti il sabato sera, per\u00f2 la domenica mattina non avanza pi\u00f9 niente\u2026 nessuno!&#8221;<\/em> . Oppure, mettendomi la mano nella giacca per verificare se portavo con me la Corona, mi diceva: <em>&#8220;Senza la Corona \u00e8 come avere una giacca senza bottoni!&#8221;<\/em> . Oppure, in momenti inevitabili di incomprensione o di ingratitudine, mi sussurrava: <em>&#8220;Aspetta, figlio mio, aspetta! Il Signore sembra che arrivi sempre con un quarto d&#8217;ora di ritardo\u2026 per\u00f2 \u00e8 puntuale con il Suo orologio!&#8221;<\/em> ; oppure: <em>&#8220;A me interessa che tu sia buono pi\u00f9 che tu sia bravo!&#8221;<\/em> ; oppure: <em>&#8220;La bont\u00e0 \u00e8 gi\u00e0 un premio: i cattivi non hanno futuro!&#8221;<\/em> . E potrei continuare per pagine e pagine! Mi limito ad un&#8217;ultima affermazione, colta sulle labbra della mia mamma e custodita gelosamente nel mio cuore: &#8220;Se vuoi che una cosa cattiva non si sappia, non farla!&#8221;.<\/p>\n<p>Oggi, quanti figli possono raccontare le stesse esperienze? Oggi, quanti genitori seminano buoni ricordi di fede e di sapienza nella vita dei figli? Oggi, quante mamme pregano per la conversione spirituale dei propri figli, come Santa Monica fece per il figlio Agostino?<\/p>\n<p>Angelo Giuseppe Roncalli, il futuro Papa Giovanni XXIII, in occasione di un suo compleanno scrisse ai propri genitori e si espresse cos\u00ec: <em>&#8220;Cari babbo e mamma, oggi il mio pensiero corre spontaneamente a voi: compio gli anni\u2026 e desidero dirvi un grande grazie! Sapete perch\u00e9? Perch\u00e9 voi, con la vostra vita, mi avete insegnato le cose fondamentali dell&#8217;esistenza. Tutto quello che ho imparato nei miei lunghi anni di studio \u00e8 stato soltanto un povero commento di quello che mi avete insegnato voi negli anni belli vissuti a Sotto il Monte. Oggi vi dico e sempre vi dir\u00f2: grazie!&#8221;<\/em> . Potesse moltiplicarsi questo grazie anche nei figli di oggi nei confronti dei loro genitori!<\/p>\n<p>Recentemente, con un bel gruppo di pellegrini di Loreto, sono stato a Sotto il Monte per portare un fiore freschissimo di gratitudine a S. E. Mons. Loris Francesco Capovilla, indimenticabile pastore della citt\u00e0 mariana. E, a Sotto il Monte, ho respirato il clima luminoso della famiglia e del vecchio villaggio di Papa Giovanni XXIII. Visitando la cascina dove egli visse gli anni della fanciullezza (anni decisivi per tutti, ricordatevelo!) e sostando in preghiera nella povera stanza dove egli nacque nel lontano 1881, notai, appoggiate alla parte, due spalliere di un letto\u2026 vecchia maniera. Spontaneamente ho domandato al missionario del PIME, che mi accompagnava: <em>&#8220;Padre, \u00e8 questo il letto dei genitori di Papa Giovanni?&#8221;<\/em> . Il missionario, sorridendo, mi ha risposto: <em>&#8220;No, questo \u00e8 il letto degli ultimi anni! Quando nacque Papa Giovanni XXIII i genitori dormivano in un pagliericcio fatto di foglie di granoturco\u2026 per terra! Papa Giovanni \u00e8 nato l\u00ec!&#8221;<\/em> . Dopo aver ascoltato queste parole, per un momento ho chiuso gli occhi e mi \u00e8 sembrato di sentire la voce di Papa Giovanni che mi sussurrava all&#8217;orecchio: <em>&#8220;Non avevamo niente, ma eravamo felici! Non avevamo niente, per\u00f2 se passava un povero, c&#8217;era sempre un posto per lui alla nostra tavola! Non avevamo niente, per\u00f2 il canto non mancava mai nella nostra casa! Non avevamo niente, per\u00f2 avevamo tutto: c&#8217;era Dio nella nostra casa!&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>E oggi? E nelle nostre case? Cos&#8217;\u00e8 che ci manca e\u2026 non vogliamo ammetterlo\u2026 e non vogliamo cercarlo? A Sotto il Monte, uscendo dalla casa di Papa Giovanni, S. E. Mons. Loris Francesco Capovilla mi ha confidato: <em>&#8220;Al mattino, la prima voce che si sentiva nella casa del futuro Pontefice era la voce della mamma, che intonava la preghiera dell&#8217;Angelus. E poi tutti a colazione\u2026 e poi ognuno al suo lavoro. E la sera, il piccolo Angelino Roncalli andava a dormire in una vecchia panca addossata alla parete, nella stanza dell&#8217;anziano zio Saverio. Angelino si addormentava guardando la barba dello zio, che si muoveva mentre dalle sue labbra usciva il racconto di episodi del Vangelo o della vita dei Santi&#8221;<\/em> . Chi era pi\u00f9 felice di questo bambino? Vi meravigliate, poi, se da una famiglia cos\u00ec, sia uscito un uomo equilibrato, altruista, buono e credente\u2026 come Papa Giovanni XXIII? No, non mi meraviglio: perch\u00e9 da che mondo \u00e8 mondo, se si semina grano, si raccoglie grano; e, se si semina ortica, si raccoglie ortica.<\/p>\n<p>Padre David Maria Turoldo, ammiratore e cantore di Papa Giovanni XXIII, pi\u00f9 volte ha ricordato con nostalgia i tempi della famiglia del &#8220;Papa Buono&#8221;. Pensando a Padre Turoldo, mi escono dal cuore queste riflessioni:<\/p>\n<p><em>&#8220;Un tempo non avevamo niente,ma cantavamo!Un tempo c&#8217;era soltanto un po&#8217; di zuppa la sera\u2026con scodelle sbeccate,ma cantavamo!Un tempo non c&#8217;era la televisione,ma ci guardavamo negli occhie ci parlavamo di tutto,e cantavamo!Un tempo tutti eravamo poveri,ma tenevamo sempre la chiavesulla porta di casa,e ci salutavamo per stradae cantavamo!Un tempo se c&#8217;era una gioia,si condivideva;se c&#8217;era un dolore,si partecipava;se nasceva un bimbo,si benediceva;se moriva un vecchio,si piangeva e si pregava;se c&#8217;era un ammalato,si abbracciava con tenerezzae si curava con il cuoreprima che con le medicine;un tempo non mancava mai il cantonelle nostre case disadorne,perch\u00e9 il cuore era pieno di Dio!Non voglio tornare indietro nel tempo,ma voglio che la vita di un tempofaccia un passo in avantiverso di noi, verso le nostre case&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Non \u00e8 legittimo sognare queste cose? Mi azzardo a dire di pi\u00f9: \u00e8 possibile che il sogno diventi realt\u00e0\u2026 basta volerlo!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Educhiamo i figli (Mons. Angelo Comastri) Il primo luogo di educazione \u00e8 la famiglia. 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