{"id":16146,"date":"2022-02-04T12:23:20","date_gmt":"2022-02-04T11:23:20","guid":{"rendered":"http:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/?p=16146"},"modified":"2022-02-04T12:23:23","modified_gmt":"2022-02-04T11:23:23","slug":"fidarsi-e-perdonarsi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/2022\/02\/fidarsi-e-perdonarsi\/","title":{"rendered":"Fidarsi e perdonarsi"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"282\" height=\"189\" src=\"http:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/wp-content\/uploads\/coppia.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-16147\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Mi chiamo <em>Enrico<\/em>; sono sposato da 34 anni con <em>Monica<\/em>, abbiamo quattro figli; tre dei quali gi\u00e0 sposati e uno che sta preparandosi al farlo. Abbiamo anche tre nipoti, al momento: <em>Giovanni<\/em>, <em>Margherita<\/em> e <em>Giacomo<\/em>, ma il potenziale \u00e8 di quelli importanti. Ci \u00e8 stato chiesto di raccontare qualcosa della nostra esperienza, individuando qualche parola chiave che sia stata significativa nel nostro percorso.<\/p>\n\n\n\n<p>Ragionandoci un po\u2019, la prima parola che ci \u00e8 venuta in mente \u00e8 stata <strong>FIDARSI<\/strong>. &nbsp;<em>In che senso?<\/em> &nbsp;<em>Fidarsi di chi e di che cosa?<\/em> Beh, prima di tutto fidarsi uno dell\u2019altro, senza riserve. Per noi, decidere di sposarci ha significato questo: essere determinati ad imboccare una strada a senso unico, in cui non sono previsti ripensamenti, n\u00e8 \u201c<em>inversioni a U\u201d<\/em>.&nbsp; Si parte insieme per arrivare insieme. Questo \u00e8 un punto che in 34 anni non \u00e8 mai stato messo in discussione. Neppure ci \u00e8 venuto in mente che potesse esserlo. Discussioni tante; magari qualche litigio; il pi\u00f9 delle volte su argomenti effimeri; mai sulle ragioni del nostro stare insieme o su come impostare la nostra vita; l\u2019educazione dei figli; le scelte abitative o lavorative<\/p>\n\n\n\n<p>Ma poi ancora <strong>FIDARSI<\/strong> della Provvidenza. Siamo partiti nel 1988 all\u2019insegna della pi\u00f9 completa precariet\u00e0. <em>Se per avere dei figli avessimo aspettato di acquistare la casa, di avere il posto fisso, di poter contare sul supporto dei nonni, oggi non avremmo la bella famiglia che abbiamo. <\/em>Se c\u2019\u00e8 una cosa di cui abbiamo fatto esperienza, \u00e8 che le <em>scelte vanno prese senza aspettare di avere preventivamente risolto ogni problema o pianificato ogni inconveniente<\/em>. Le scelte vanno prese in coscienza, <em>riflettendoci <\/em>sopra e soprattutto <em>pregandoci<\/em> sopra. Se poi queste richiedono a volte un po\u2019 di coraggio; scopri che il buon Dio non ti lascia al palo, senza una risposta. Il Vangelo di oggi ed il comportamento di san Giuseppe mi sembrano eloquenti a riguardo<\/p>\n\n\n\n<p>Infine <strong>FIDARSI<\/strong> di ci\u00f2 che ci riserva il futuro. Bench\u00e8 quanto ci circonda ed il contesto in cui viviamo non suggeriscano grande ottimismo, siamo sempre stati convinti che il domani sar\u00e0 il risultato di ci\u00f2 che costruiamo noi oggi. Se quindi i segnali che si intravedono all\u2019orizzonte sono cupi, ragione in pi\u00f9 per prenderne coscienza e rimboccarci le maniche. Quando si \u00e8 totalmente al buio, ci si pu\u00f2 lamentare dell\u2019oscurit\u00e0, oppure \u2026. accendere una candela!<\/p>\n\n\n\n<p>La seconda parola che ci \u00e8 venuta in mente \u00e8 <strong>PERDONARSI<\/strong>. Quando ci siamo sposati, di comune accordo abbiamo preso una risoluzione: mai concludere una giornata senza avere fatto pace; senza avere appianato un litigio. Abbiamo fatto nostro il consiglio di San Paolo \u201c<em>il sole non tramonti sulla vostra ira<\/em>\u201d. Provare per credere. Non \u00e8 cos\u00ec difficile come pu\u00f2 apparire. Se anche pensi di avere tutte le ragioni del mondo, scoprirai che chiedendo scusa il contrasto pi\u00f9 duro si sgonfia come un palloncino.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche nei confronti dei figli, a cui ci siamo sempre sforzati di chiedere scusa per avere perso la pazienza; fatto un rimprovero ingiustificato; dato un castigo ingiusto. So per certo che questo ha lasciato in loro una buona traccia. I figli sono giudici attenti e implacabili. A loro non importa avere dei genitori che non sbagliano mai <em>(anche perch\u00e9 non \u00e8 cos\u00ec)<\/em>. Vedono i tuoi difetti; scorgono i tuoi limiti; colgono i tuoi errori. Ci\u00f2 che importa \u00e8 che vedano in te lo sforzo per correggerli. Se lo vedono, a loro volta ti perdonano e insieme al perdono si genera la stima.<\/p>\n\n\n\n<p>A queste brevi considerazioni vorrei aggiungerne un\u2019ultima, mia personale. A tutti i padri consiglio di scoprire la devozione a <strong>San Giuseppe<\/strong>. Lui \u00e8 il modello a cui ispirarsi come sposo, come padre e come lavoratore. Siccome non mi risulta di dover fare altro nella vita se non queste tre cose, pregarlo e cercare di imitarlo mi sono sempre stati utili<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong>Enrico e Monica<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi chiamo Enrico; sono sposato da 34 anni con Monica, abbiamo quattro figli; tre dei quali gi\u00e0 sposati e uno che sta preparandosi al farlo. Abbiamo anche tre nipoti, al momento: Giovanni, Margherita e Giacomo, ma il potenziale \u00e8 di quelli importanti. 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