{"id":16468,"date":"2022-04-30T11:03:36","date_gmt":"2022-04-30T09:03:36","guid":{"rendered":"http:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/?p=16468"},"modified":"2022-04-30T11:08:18","modified_gmt":"2022-04-30T09:08:18","slug":"chiamatemi-don-mimmo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/2022\/04\/chiamatemi-don-mimmo\/","title":{"rendered":"Chiamatemi \u201cDon Mimmo\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p>M<em>immo (Domenico) Battaglia \u00e8 nato a Satriano, in Calabria, il 20 gennaio 1963.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/wp-content\/uploads\/don-mimmo.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-16469\" width=\"234\" height=\"221\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em>Da bambino, per alcuni anni, ha vissuto negli Stati Uniti dove i genitori e i nonni erano emigrati. A causa di un infortunio del pap\u00e0, la famiglia \u00e8 ritornata in Italia e, a 12 anni, Mimmo \u00e8 entrato in seminario. \u00c8 diventato prete nel 1988. \u00c8 stato rettore del Seminario liceale di Catanzaro e poi responsabile di alcune parrocchie. Dal 1992 al 2016 ha guidato il Centro calabrese di solidariet\u00e0, una struttura legata alle comunit\u00e0 terapeutiche di don Mario Picchi per il recupero delle persone affette da tossicodipendenza. Nel 2016 papa Francesco lo ha nominato vescovo di Cerreto Sannita &#8211; Telese &#8211; Sant\u2019Agata de\u2019 Goti e il 12 dicembre 2020 l\u2019ha scelto come arcivescovo di Napoli.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quali sono i punti di forza e quali le debolezze di Napoli su cui lavorare?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Citt\u00e0 dai mille volti, dai mille colori, come cantava Pino Daniele, Napoli \u00e8 un vero patrimonio di umanit\u00e0, creativit\u00e0, genialit\u00e0 e accoglienza: \u00e8 il suo punto di forza, quello che le ha consentito di superare crisi e difficolt\u00e0. Ci sono poi delle ferite \u2013 la povert\u00e0 educativa, la disoccupazione, la frammentazione del tessuto sociale \u2013 delle quali occorre prendersi cura e la Chiesa napoletana cercher\u00e0 di farlo con il balsamo della tenerezza e la forza evangelica della speranza, dialogando con tutti ma senza abdicare al dovere della denuncia del male sociale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u201cStanno uccidendo Napoli\u201d: sono le parole forti che lei ha usato recentemente per denunciare \u00abla scia di sangue\u00bb che sta \u00abprocurando la morte di giovani vite e terrore e angoscia a interi quartieri\u00bb a causa delle faide della criminalit\u00e0 organizzata. La camorra come \u201crientra\u201d nei piani pastorali di un vescovo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il Concilio ci ricorda che le gioie e le speranze, i dolori e le angosce degli uomini sono anche le gioie e le speranze, i dolori e le angosce della Chiesa, e quindi di un vescovo. E la camorra di dolori e di angosce ne impone tanti, ogni giorno. Per questo \u00e8 necessario annunciare il Vangelo anche a questa parte oscura della citt\u00e0, invitandola a conversione senza per\u00f2 retrocedere mai di un millimetro dal dovere della denuncia, rinunciando alla \u201czona comfort\u201d di chi si gira dall\u2019altra parte, facendo finta di non vedere. Credo che questo sia un dovere importante per la nostra diocesi: dobbiamo con tutto noi stessi lavorare per il bene degli uomini e delle donne di questa citt\u00e0, portando la luce della giustizia dove imperano le tenebre della criminalit\u00e0. Con la forza del Vangelo, con il potere dei segni. \u00c8 quello che chiedo a ogni prete e a tutto il popolo di Dio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Da dove nasce la sua vocazione?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La chiamata di Dio passa attraverso gli incontri: ho deciso di diventare prete colpito dal mio parroco, dal suo amore a Dio e alla gente. Mai avrei immaginato di diventare vescovo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come si sente nei panni di arcivescovo di Napoli?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Quando sono stato chiamato ho pensato alle figure di tanti vescovi che avevo incontrato, tra cui don Tonino Bello: \u00e8 sempre stato per me un invito costante a guardare Ges\u00f9 e a fidarmi di lui camminando al passo degli ultimi. Le sue parole tutt\u2019oggi sono per me un\u2019iniezione di speranza, un invito a scommettere ogni giorno la vita su Dio, amando la gente e i poveri, camminando con il <em>\u201cbastone del pellegrino e la bisaccia del cercatore\u201d<\/em>. Tanti uomini e donne mi hanno ispirato e mi hanno aiutato a crescere: penso ai tanti ragazzi e ragazze tossicodipendenti con cui ho lavorato nei miei anni calabresi; a <em>Madre Teresa<\/em>\u2026 Alla grazia di aver incontrato persone come <em>dom H\u00e9lder C\u00e2mara<\/em> e, appunto, <em>don Tonino<\/em>. \u00c8 Dio che fissa gli appuntamenti per tutti; la nostra presenza a quegli appuntamenti ci permette di cogliere il suo sguardo. Un amore che diventa relazione, dialogo, preghiera, diventa comunione di vita con il Signore. Amore che non ha et\u00e0, perch\u00e9 cambia di espressivit\u00e0 ma non di intensit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Lei \u00e8 a Napoli da diversi mesi oramai. Prima san Gennaro non ha fatto il miracolo della liquefazione del sangue. Poi \u00e8 arrivato il Covid&#8230; Un inizio difficile?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>San Gennaro non \u00e8 un oroscopo da consultare ma un \u201csegnale stradale\u201d che indica alla Chiesa partenopea che la via del Vangelo, quella che ha spinto il vescovo Gennaro a versare il proprio sangue come Ges\u00f9, non \u00e8 un optional ma rappresenta l\u2019unica strada che la Chiesa pu\u00f2 percorrere. Ed \u00e8 su questa strada che, oggi pi\u00f9 che mai, dobbiamo incamminarci. Come il vescovo Gennaro non volle far mancare il suo aiuto e la sua consolazione ai cristiani che erano in carcere, cos\u00ec noi, con coraggio, non dobbiamo far mancare il nostro aiuto a coloro che soffrono, che pagano sulla loro pelle l\u2019ingiustizia sociale, che rischiano di perdere la speranza.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00ab<em>Confide, surge, vocat te<\/em>!\u00bb \u00e8 il suo motto episcopale. \u00c8 questa la frase del Vangelo che l\u2019accompagna?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Coraggio, alzati, ti chiama<\/em>. \u00c8 la frase che dicono a Bartimeo, figlio cieco di Timeo, che sedendo lungo la strada a mendicare e sapendo del passaggio di Ges\u00f9 inizia a gridare a gran voce affinch\u00e9 il Maestro gli ridoni la vista. Nella mia vita mi sono sentito spesso come Bartimeo. Chiamato perch\u00e9 amato. Rimesso in piedi dalla tenerezza di Dio affinch\u00e9 con uguale tenerezza aiutassi gli altri a rimettersi in piedi, per seguire insieme il Signore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\">(da una intervista rilasciata alla sua nomina ai giornali nazionali)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mimmo (Domenico) Battaglia \u00e8 nato a Satriano, in Calabria, il 20 gennaio 1963. Da bambino, per alcuni anni, ha vissuto negli Stati Uniti dove i genitori e i nonni erano emigrati. 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