{"id":16682,"date":"2022-06-10T12:41:10","date_gmt":"2022-06-10T10:41:10","guid":{"rendered":"http:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/?p=16682"},"modified":"2022-06-10T12:41:13","modified_gmt":"2022-06-10T10:41:13","slug":"il-saluto-di-don-francesco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/2022\/06\/il-saluto-di-don-francesco\/","title":{"rendered":"Il saluto di don Francesco"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/wp-content\/uploads\/don-francesco-2-1024x767.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-16684\" width=\"359\" height=\"264\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Sebbene mi sembri incredibile, eccomi ormai alla vigilia (pi\u00f9 o meno) della mia ordinazione sacerdotale. Ormai le \u201cincombenze\u201d pratiche da sbrigare sono finite, e mentre scrivo mi trovo in un monastero in Umbria, immerso nella pace della preghiera liturgica. Ma, sotto questa pace, sento anche ribollire in me molti sentimenti, relativi al tempo che finisce e a quello che sta per cominciare.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre scrivo di questo ribollire interiore, mi torna alla mente una bella frase del beato Giovanni Mazzucconi, sacerdote missionario ambrosiano, morto martire nel 1855. Alla vigilia della sua partenza per la missione in Australia \u2013 e dunque poco prima di trovare la morte \u2013 scriveva cos\u00ec: \u201cNon so che cosa egli mi prepari di nuovo nel viaggio che incomincia domani, so una cosa sola, so che egli \u00e8 buono e mi ama immensamente; tutto il resto: la calma e la tempesta, il pericolo e la sicurezza, la vita e la morte, non sono che espressioni mutevoli e momentanee del caro Amore immutabile, eterno. S\u00ec, miei cari, abbiamo un altro paese, un\u2019altra patria, un regno dove ci dobbiamo ritrovare tutti, dove non vi saranno pi\u00f9 separazioni n\u00e9 partenze, dove i dolori e i pericoli passati non serviranno che ad aumentare la consolazione e la gloria\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Con commozione mi unisco a questa consapevolezza di questo santo sacerdote: non so cosa sar\u00e0 di me domani, dove sar\u00f2 mandato, se il mio parroco sar\u00e0 simpatico o antipatico, se la gente mi accoglier\u00e0 bene o male, se sar\u00f2 all\u2019altezza di ci\u00f2 che mi sar\u00e0 richiesto oppure no. Ma sono certo di quel \u201ccaro Amore immutabile, eterno\u201d che \u00e8 Cristo. Per questo non sono angosciato per ci\u00f2 che lascio e neppure per ci\u00f2 che trover\u00f2 nella mia futura parrocchia e nella mia vita di sacerdote.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco allora che, attorno a questo saldo Amore, tutto quel ribollire di sentimenti di cui parlavo poco sopra trova il suo posto. Anzitutto, avverto una forte gratitudine per questi sei anni di Seminario. Certo, a tratti mi sento un po\u2019 come un adolescente che vede e critica tenacemente tutti i difetti dei propri genitori, eppure \u2013 se sono onesto \u2013 riconosco che il Seminario, pur con tutte le sue mancanze, mi ha cresciuto: ha preso l\u2019adolescente Francesco e ne ha fatto un uomo; gli ha permesso di conoscersi, di sperimentarsi in tanti contesti diversi, di incontrare e conoscere molti fratelli, soprattutto di approfondire e amare la propria fede, e di verificare la propria vocazione. Nulla di ci\u00f2 che \u00e8 accaduto a Francesco in questi sei anni \u00e8 andato perduto: \u201cdel resto, noi sappiamo che tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno\u201d (Rm 8,28). Tutto ha concorso a fare \u2013 di quel Francesco \u2013 don Francesco.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre alla gratitudine, c\u2019\u00e8 poi senz\u2019altro anche un senso di attesa: so che tra pochi giorni sar\u00f2 prete, ma il futuro prossimo non ha ancora tratti precisi. Non so a quali parrocchie sar\u00f2 destinato, se sar\u00f2 lontano o vicino ai miei genitori, chi sar\u00e0 il mio parroco, che volti avranno i ragazzi che mi saranno affidati\u2026 Tutte queste cose le sapr\u00f2 solo il 23 giugno. Allora, il rischio, di fronte a tutte queste incognite, \u00e8 che l\u2019attesa diventi ansia. Per questo ho scelto, come motto della mia ordinazione, una frase della Regola di San Benedetto: \u201cNihil amori Christi praeponere\u201d (RB IV,21), cio\u00e8 \u201cnulla anteporre all\u2019amore di Cristo\u201d. Sebbene sembri assurdo per la nostra logica umana, l\u2019unica cosa che sempre urge fare \u00e8 lasciarsi amare da Cristo, prima di pensare alle cose da fare, alle competenze da sviluppare, ai progetti da immaginare. Cos\u00ec, quando le domande sul futuro si fanno un po\u2019 opprimenti nella mia mente, cerco di tornare \u2013 ancora e ancora \u2013 a quel \u201ccaro Amore immutabile, eterno\u201d, a desiderare solo il Paradiso, quel \u201cregno dove ci dobbiamo ritrovare tutti, dove non vi saranno pi\u00f9 separazioni n\u00e9 partenze, dove i dolori e i pericoli passati non serviranno che ad aumentare la consolazione e la gloria\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Con questi sentimenti nel cuore, vi chiedo ancora una volta di pregare per me e per i miei ventuno compagni di classe, perch\u00e9 \u2013 come mi ha detto di recente un amico frate \u2013 non ci accontentiamo di diventare preti l\u201911 giugno, ma possiamo essere per tutta la vita santi sacerdoti.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019attesa di vederci in particolare il 18 giugno, quando celebrer\u00f2 la mia prima Messa a Cassina, vi abbraccio tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>A presto,<\/p>\n\n\n\n<p><strong>don Francesco<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sebbene mi sembri incredibile, eccomi ormai alla vigilia (pi\u00f9 o meno) della mia ordinazione sacerdotale. 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