{"id":20021,"date":"2025-03-21T14:07:46","date_gmt":"2025-03-21T13:07:46","guid":{"rendered":"https:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/?p=20021"},"modified":"2025-03-21T14:07:47","modified_gmt":"2025-03-21T13:07:47","slug":"beato-chi-non-ha-perduto-la-sua-speranza-sir-142","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/2025\/03\/beato-chi-non-ha-perduto-la-sua-speranza-sir-142\/","title":{"rendered":"<strong>Beato chi non ha perduto la sua speranza (Sir 14,2)<\/strong>"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Carissimo popolo di Dio che vive a Cassina de\u2019 Pecchi<\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/wp-content\/uploads\/luce-2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/wp-content\/uploads\/luce-2.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-20022\" width=\"320\" height=\"158\" srcset=\"https:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/wp-content\/uploads\/luce-2.png 581w, https:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/wp-content\/uploads\/luce-2-300x148.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Quante volte abbiamo sentito o ripetuto questo detto popolare? &#8220;La speranza \u00e8 l&#8217;ultima a morire&#8221;. I latini usavano la frase: &#8220;<em>Spes ultima dea<\/em>&#8221; per significare che la speranza \u00e8 l&#8217;ultima dea che siede al capezzale del morente, con riferimento al mito greco della dea Speranza che resta tra gli uomini a consolarli, anche quando tutti gli altri d\u00e8i abbandonano la terra per l&#8217;Olimpo. Viene ripresa da Foscolo nei Sepolcri: <em>&#8220;[&#8230;] Anche la speme, \/ ultima dea, fugge i sepolcri&#8221;<\/em>. Preferisco immaginare che la speranza non muore mai, la vedo come una casa da abitare, per sempre, con il Padre. In questo anno Santo sento particolarmente presente nel mio cuore questa virt\u00f9 teologale della speranza, oltre a fede e carit\u00e0. La sua presenza <strong>convinta<\/strong> mi ha donato parole di incoraggiamento per lavoratori impauriti. La sua presenza <strong>discreta <\/strong>mi ha aiutato a sostenere persone in lacrime, costrette a salutare i loro cari, dopo la morte, con una preghiera di sepoltura. La sua presenza <strong>caparbia<\/strong> mi ha sostenuto nell&#8217;infondere, con parole e azioni, la fiducia nella ripresa dopo le tenebre. La sua presenza <strong>universale<\/strong> mi ha fatto intravvedere percorsi inimmaginabili di fede e di carit\u00e0. La sua presenza <strong>contagiosa <\/strong>mi ha concesso la gioia responsabile di conoscere in profondit\u00e0 persone e situazioni. La sua presenza <strong>reale<\/strong> mi ha sostenuto nel momento del dubbio e della paura. La sua presenza <strong>libera<\/strong> mi ha incoraggiato a credere in percorsi di liberazione da ogni forma di male presente nel mondo. Ringrazio il Signore perch\u00e9 infonde nei cuori il dono della speranza e intuisco anche, che questo dono va accolto e custodito attraverso <strong>esercizi di speranza<\/strong>. Mi vengono alla mente le parole di S. Pietro nella sua lettera: <em>&#8220;&#8230; ma adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque <strong>vi domandi ragione della speranza che \u00e8 in voi.<\/strong> Tuttavia, questo sia fatto con dolcezza e rispetto&#8221;<\/em> <em>1Pietro 3,15.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il primo esercizio \u00e8 quello del discernimento.<\/strong> Non potremo aprirci ad una speranza condivisa e stabile se non saremo capaci di <em>discernere ci\u00f2 che di illusorio e persino malfunzionante c\u2019\u00e8 nella nostra vita o attorno noi. <\/em>Se immaginiamo di poter semplicemente riprendere a vivere come prima e, soprattutto, a chiudere gli occhi e il cuore sulle ferite dell\u2019umanit\u00e0 e del creato, non potremo che essere cos\u00ec delusi da rischiare la disperazione con tutta la violenza che questa pu\u00f2 scatenare dentro di noi e tra di noi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il secondo esercizio \u00e8 quello della solidariet\u00e0.<\/strong> L\u2019indimenticabile gesto di papa Francesco, del 27 marzo 2020 in piazza S. Pietro a Roma durante la pandemia del Covid, possa diventare una profezia per sognare insieme una umanit\u00e0 responsabile e solidale. Quando papa Francesco ha ricordato che <em>&#8220;siamo tutti sulla stessa barca&#8221;,<\/em> in realt\u00e0 ha esortato l\u2019umanit\u00e0 a fare corpo e a \u201cremare\u201d insieme verso un futuro che non sia la continuazione del passato, ma un viaggio che continua, lasciandoci guidare dal vento dello Spirito di Ges\u00f9.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il terzo esercizio \u00e8 quello dell&#8217;umilt\u00e0.<\/strong> Con coraggio San Giovanni Paolo II comprese che <em>&#8220;non si pu\u00f2 mai rinnovare la speranza senza riconoscere i propri errori&#8221;.<\/em> Speriamo che questo tempo di quaresima sia occasione di scoperte interiori, di ricerche di valori e di un\u2019umanit\u00e0 rinnovata. Infine, come scrive San Paolo: <em>&#8220;Se poi noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo da compiangere pi\u00f9 di tutti gli uomini&#8221; <\/em>(1Cor 15,19).<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>don Luigi<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carissimo popolo di Dio che vive a Cassina de\u2019 Pecchi Quante volte abbiamo sentito o ripetuto questo detto popolare? &#8220;La speranza \u00e8 l&#8217;ultima a morire&#8221;. 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