{"id":2075,"date":"2010-11-12T10:36:31","date_gmt":"2010-11-12T09:36:31","guid":{"rendered":"http:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/?p=2075"},"modified":"2013-01-25T22:04:55","modified_gmt":"2013-01-25T21:04:55","slug":"notizie-dal-gruppo-missionario-n-58","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/2010\/11\/notizie-dal-gruppo-missionario-n-58\/","title":{"rendered":"Notizie dal gruppo missionario n. 58"},"content":{"rendered":"<h1>Don Sandro Spinelli &#8211; Quarant\u2019anni di Sacerdozio (28 Giugno 1970 \u2013 28 Giugno 2010)<\/h1>\n<p><em>Riflessione trascritta da cassetta audio<\/em><\/p>\n<p>Quarant\u2019anni di prete, eppure mi sembra ieri.<\/p>\n<p>Vi penso tutti, qui in questo tramonto rossiccio nel sert\u00e3o brasiliano.<\/p>\n<p>Quarant\u2019anni fa celebravo la prima Messa nel mio paese natale, Ronco. L\u2019ho celebrata anche in parrocchia, ma \u00e8 Ronco che mi ha segnato, perch\u00e8 l\u00ec sono nato e l\u00ec sono cresciuto nelle mie vacanze, quando la nonna mi portava a lavorare i campi, a vedere lavorare i campi.<\/p>\n<p>Quarant\u2019anni di prete.<\/p>\n<p>Questi quarant\u2019anni di prete sono di una ricchezza infinita, immensa, la stessa ricchezza dell\u2019amore di Dio verso di noi. Quarant\u2019anni emozionati e pieni di emozioni.<\/p>\n<p>Potremmo dire che ciascuno di noi nasce gi\u00e0 sacerdote, prete, quando inizia a capire, quando segue una vocazione. Per me \u00e8 stato lavorando alla Magneti Marelli, dove qualcosa si \u00e8 aperto, qualche voce si \u00e8 sentita e cos\u00ec sono entrato in seminario a Milano e ho fatto fino alla prima teologia, ma sentivo un immenso desiderio di lavorare in Brasile.<\/p>\n<p>Non era possibile da prete diocesano, perch\u00e8 Milano non aveva ancora questa possibilit\u00e0, cos\u00ec ho dovuto uscire dal seminario dopo la prima teologia, rimanere fuori due anni per poter essere accolto in un\u2019altra diocesi.<\/p>\n<p>Ho fatto il militare ad Arezzo, Napoli e Peschiera, due anni, 15 mesi diciamo, e poi sono entrato nel seminario America Latina, ho fatto gli ultimi anni di teologia e cos\u00ec nel \u201970, a giugno (&#8230;), mi facevano prete, mi imponevano le mani e da l\u00ec \u00e8 iniziata questa vita di sacerdote.<\/p>\n<p>La vita di sacerdote vissuta due anni per le periferie di Verona e poi quasi sempre in Brasile.<\/p>\n<p>(&#8230;) Questi quarant\u2019anni di sacerdote sono, diciamo, un lungo ringraziamento (&#8230;) a Dio per la passione che mi ha concesso, per l\u2019appassionato vivere le relazioni. Un ringraziamento a Dio per il gusto del bello, della natura, del sole, della vita, della pioggia. E\u2019 un grazie di quarant\u2019anni di prete, grazie per tutte le persone meravigliose incontrate.<\/p>\n<p>Ogni persona incontrata mi ha modellato, ogni persona incontrata mi ha sfaccettato, mi ha pulito, mi ha purificato, anche quando mi ha giudicato. In questi quarant\u2019anni ho sentito pungente e dolce il rapporto con le persone.<\/p>\n<p>(&#8230;) Amo la gente del Brasile, la gente del sert\u00e3o. Qui dove, anche se ormai vecchio, 68 anni, ritorno spesso. Qui dove ancora \u00e8 possibile vivere la fatica. (&#8230;) Ho sempre gustato la fatica, il lavoro, i calli delle mani, le screpolature dei piedi e anche in Brasile tutti mi conoscono per il prete contadino (&#8230;).<\/p>\n<p>Il lavoro, la fatica, vorrei questo fosse un lascito, quasi un messaggio che voglio lasciare a tutti i giovani conosciuti: arrivare a sera con la stanchezza in corpo, perch\u00e8 lo spirito si libera quando il corpo stanco, riposa.<\/p>\n<p>La fatica, questa fatica che poi si \u00e8 concretizzata, quasi direi, in una seconda vocazione: ristrutturare vecchie case, vecchie cascine. La ristrutturazione di Forneletti (&#8230;), poi la cascina di Mozzecane, poi Salsominore, poi la casa di Can\u00e3a e anche adesso, in questi giorni, cos\u00ec, mentre vi parlo, una casa abbandonata su un colle del sert\u00e3o, lontanissima in una solitudine immensa, una casa antica. (&#8230;)<\/p>\n<p>Occorre dire che questi quarant\u2019anni sono stati segnati dalla fatica ed \u00e8 questa fatica, questo vivere, che mi perdona di tanti sbagli, che mi fa perdonare di tanti sbagli. (&#8230;) E quindi insieme al ringraziamento per tutti quelli che mi hanno accompagnato in questi 40 anni, mi hanno sostenuto, chiedo anche perdono a tutti quelli vero si quali non sono stato affabile, delicato, affettuoso, tenero.<\/p>\n<p>Questa fatica fisica \u00e8 un confronto continuo con s\u00e8 stessi. Questi quarant\u2019anni oggi li sento tutti addosso, ma sono contento. Sono contento quando posso celebrare nelle chiese (&#8230;).<\/p>\n<p>Sono contento anche quando non posso celebrare, come diceva Theillard de Chardin, nelle chiese ma in cima a un colle dove posso raccogliere nelle mani affaticate la fatica e la gioia di tanti.<\/p>\n<p>Poter accogliere le lacrime e le speranze, le gioie e le sofferenze dell\u2019umanit\u00e0 intera, perch\u00e9 la Messa \u00e8 proprio questo: \u00e8 riassumere dolore e sofferenze, speranze e gioie, e inserirle in Cristo, l\u2019uomo nuovo, il vero Sacerdote, il vero ponte.<\/p>\n<p>Vorrei assieme a Lui, al Signore, benedire tutti coloro che mi hanno visto vivere, e chiedere a tutti di continuare a starmi vicino pregando, sostenendomi; e quando sbaglio a riprendermi.<\/p>\n<p>Grazie. Grazie. Di quanti preti bellissimi incontrati e che incontro, ancora, qui e l\u00ec, l\u00ec e qui, &#8230; e quanti giovani meravigliosi, quanti pap\u00e0 bellissimi, e quante mamme, che nel silenzio dell\u2019accoglienza quotidiana creano la chiesa, la comunit\u00e0, l\u2019amore.<\/p>\n<p>Chiedo al Signore (&#8230;) di essere ancora contento di essere prete, e chiedo al Signore che mi faccia ancora capace di amare, anche se a volte questo amore per ciascuno e ciascuna&#8230; \u00e8 impegnativo.<\/p>\n<p>Grazie Signore di essere prete e grazie a tutti coloro che mi hanno insegnato ad essere prete, e mi insegnano. Grazie.<\/p>\n<p>A presto, amici, sar\u00f2 l\u00e0 nell\u2019angolo di piazza Giuliani (Cernusco) a raccogliere per tutti i missionari, perch\u00e8 tutti i missionari hanno dentro nel cuore qualcosa da dire e da lontano \u00e8 difficile parlare, \u00e8 solo facile amare.<\/p>\n<p>A presto dunque.<\/p>\n<p>Grazie.<\/p>\n<p>Ciao<\/p>\n<p>Sandro Spinelli<\/p>\n<p>\u201c<em>Canter\u00f2 senza soste il tuo amore,<br \/>\n<\/em><em>grider\u00f2 a tutti, piccoli e grandi, che tu sei fedele<br \/>\n<\/em><em>perch\u00e8 penso che l\u2019amore non ha confini<br \/>\n<\/em><em>e che le radici della tua fedelt\u00e0 sono indistruttibili<\/em>\u201d.<br \/>\n(Celebrazione \u2013 Teresina 13 ottobre 1981)<\/p>\n<p>Anno II, n. 29<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/wp-content\/uploads\/58.DON_SANDRO.pdf\">Scarica il file PDF<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Don Sandro Spinelli &#8211; Quarant\u2019anni di Sacerdozio (28 Giugno 1970 \u2013 28 Giugno 2010) Riflessione trascritta da cassetta audio Quarant\u2019anni di prete, eppure mi sembra ieri. 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