{"id":2115,"date":"2010-11-26T10:30:00","date_gmt":"2010-11-26T09:30:00","guid":{"rendered":"http:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/?p=2115"},"modified":"2013-01-25T22:04:54","modified_gmt":"2013-01-25T21:04:54","slug":"notizie-dal-gruppo-missionario-n-59","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/2010\/11\/notizie-dal-gruppo-missionario-n-59\/","title":{"rendered":"Notizie dal gruppo missionario n. 59"},"content":{"rendered":"<p>Da Avvenire, 12 novembre 2010<\/p>\n<p>EDITORIALE<\/p>\n<h2>Quello che chiediamo a Dio<br \/>\nPer le vittime e anche per i carnefici<br \/>\ndi Davide Rondoni<\/h2>\n<p>\u201c<strong><em>Abbiamo deciso di indire una giornata di preghiera per il 21 novembre, giorno di Cristo Re<\/em><\/strong>\u201d. Con queste parole accorate e decise, il <strong>cardinal Bertone <\/strong>ha chiamato i cattolici d\u2019Italia a un momento di preghiera per chi in Iraq \u00e8 chiamato a una testimonianza cruenta. Per mano di assassini e terroristi.<\/p>\n<p><strong>Una giornata di preghiera per le vittime e per i carnefici<\/strong>. Una iniziativa forte. Di richiamo delle coscienze. E di richiamo, se cos\u00ec si pu\u00f2 dire, di Dio. Come per dire a Dio che stiamo vedendo cosa succede. Che lo sappiamo. E lo imploriamo che cessi il sangue, la violenza. E che sia fatta la Sua volont\u00e0.<\/p>\n<p>I nostri fratelli cristiani d\u2019Iraq sono chiamati alla testimonianza cruenta. (&#8230;) La medesima di Cristo sulla croce. Braccati casa per casa. A decine. A centinaia.<\/p>\n<p>E\u2019 una vera caccia al cristiano, che si sta svolgendo nel silenzio delle autorit\u00e0 musulmane e dalla quale solo pochi organismi internazionali hanno deciso di non distogliere lo sguardo. Una comunit\u00e0 dalla storia antica e pacifica che viene sterminata con precisione e determinazione.<\/p>\n<p>E noi pregheremo in modo pi\u00f9 solenne e corale il 21 la preghiera di ogni giorno, perch\u00e9 il sangue cessi di colare da questa nuova croce, e perch\u00e8 la testimonianza sia di richiamo a tutti.<\/p>\n<p>I cristiani perseguitati \u2013 \u00e8 bene ricordarlo \u2013 sono <strong>perseguitati perch\u00e8 cristiani<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Non sono nemici dell\u2019Iraq<\/strong>. Non sono un corpo estraneo alla storia e alla convulsa societ\u00e0 del loro Paese. Sono trascinati fuori di casa, colpiti a messa e cercati perch\u00e8 sono cristiani. Come se questo aggettivo avesse di nuovo cominciato a risuonare, come fu agli inizi, duemila anni fa, come un marchio di disprezzo.<\/p>\n<p>L\u2019Iraq anche in questo caso si trova a essere una specie di teatro di tante tensioni e di tante lotte che segnano la nostra epoca. La tensione tra democrazia e fondamentalismo, tra modelli di vita e culture, e ora porta in evidenza, nel corpo martoriato dei cristiani un altro segno della nostra epoca: l\u2019odio crescente per i seguaci di Cristo. In Iraq e non solo.\u00a0 Lontano e vicino a noi.<\/p>\n<p>La preghiera a cui chiamano i vescovi non \u00e8 un\u2019iniziativa \u201cumanitaria\u201d. Altre devono essere iniziative di quel genere. Umanitarie, politiche, diplomatiche, perch\u00e8 si metta fine allo strazio.<\/p>\n<p>La preghiera \u00e8 l\u2019iniziativa dell\u2019uomo realista, dell\u2019uomo che sa <strong>che il destino non \u00e8 nelle nostre sole mani<\/strong>. E allora si apre nel grido, nella supplica, nella invocazione a Dio.<\/p>\n<p>La preghiera \u00e8 iniziativa dell\u2019uomo che sa come stanno le cose. Che si affida certo alle possibilit\u00e0 della politica e della diplomazia. Ma si affida anche e soprattutto a Dio.<\/p>\n<p>Perch\u00e8 solo Dio pu\u00f2 accogliere e dare una giustizia smisurata, un abbraccio senza confini, eterno, all\u2019innocente che ha versato il sangue. E ai suoi che lo piangono. E <strong>solo Dio pu\u00f2 toccare il cuore delle vittime e dei carnefici<\/strong>.<\/p>\n<p>Pregare vuol dire affidare alla misericordia di Dio chi \u00e8 morto perch\u00e8 portava il nome degli amici di Suo Figlio. Vuole dire chiedere a Dio di ricordarsi in modo speciale di questi uomini, di queste donne, di questi ragazzi che si facevano il segno della croce. (&#8230;)<\/p>\n<p>Perch\u00e8 la testimonianza dei fratelli disprezzati e uccisi in Iraq diventi immediatamente <strong>contenuto di coscienza per noi<\/strong>. Perch\u00e8 il loro sangue versato diventi subito nuovo sangue e nuova linfa per la nostra fede. Diventi nuovo onore per quel Cristo re che ebbe il trono pi\u00f9 strano tra tutti i re della storia: il patibolo.<\/p>\n<p>La preghiera per loro \u00e8 allo stesso tempo una preghiera per i carnefici. E per noi.<\/p>\n<p>La politica si muova, i leaders religiosi si muovano, si muovano. Le diplomazie usino le armi che sanno benissimo usare quando hanno interessi in gioco.<\/p>\n<p>La vita di questi fratelli vale pi\u00f9 di ogni partita di scambio commerciale o economica. La preghiera si muover\u00e0. Si sta muovendo. Su un piano diverso ma non meno efficace quando sulla scena della storia entra cos\u00ec potentemente il senso del vivere e del morire.<\/p>\n<p>Anno II, n. 30<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/wp-content\/uploads\/59.IRAQ_.pdf\">Scarica il file<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da Avvenire, 12 novembre 2010 EDITORIALE Quello che chiediamo a Dio Per le vittime e anche per i carnefici di Davide Rondoni \u201cAbbiamo deciso di indire una giornata di preghiera per il 21 novembre, giorno di Cristo Re\u201d. 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