{"id":2299,"date":"2011-01-31T10:45:58","date_gmt":"2011-01-31T09:45:58","guid":{"rendered":"http:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/?p=2299"},"modified":"2013-01-25T22:04:49","modified_gmt":"2013-01-25T21:04:49","slug":"notizie-dal-gruppo-missionario-n-64-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/2011\/01\/notizie-dal-gruppo-missionario-n-64-2\/","title":{"rendered":"Notizie dal gruppo missionario n. 65"},"content":{"rendered":"<p>Da Avvenire, 16 gennaio 2011<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<h1>\u00a0Sri Lanka: una pace dai piedi d\u2019argilla<\/h1>\n<p>di <em>Marco Restelli<\/em><\/p>\n<p>Annamalai \u00e8 felice. Di solito fa il domestico in un\u2019elegante villa milanese e soffre di nostalgia per la famiglia rimasta in Sri Lanka, ma ora \u00e8 tornato per un breve periodo di vacanza a casa sua, qui a Trincomalee, citt\u00e0 sulla costa orientale dell\u2019isola. Si \u00e8 riunito alla moglie e ai due figli e insieme camminano sereni verso il tempi induista di Koneswaram, che dall\u2019alto di uno sperone di roccia sovrasta la magnifica baia di Trincomalee.<\/p>\n<p>Oggi \u00e8 giorno di festa al tempio e tutti i <strong>tamil<\/strong> della regione vi convergono per salutarsi, a prescindere dall\u2019appartenenza religiosa: ci sono gli <strong>induisti<\/strong> naturalmente (costituiscono l\u201980% dei tamil), ma nella piazzetta davanti al tempio si vedono anche scolaresche di ragazzine tamil <strong>musulmane<\/strong> \u2013 con la divisa scolastica bianca, la cravatta rossa e il velo sulla testa \u2013 e famiglie di tamil <strong>cristiani<\/strong> con catenine e croci al collo, in evidenza sopra la maglietta.<\/p>\n<p>Sul ciglio della strada che sale al tempio ci sono numerosi militari ma non fermano n\u00e9 controllano nessuno: parlottano tra loro, fumano sigarette. L\u2019epoca dei posti di blocco sembra finita, l\u2019atmosfera \u00e8 rilassata.<\/p>\n<p>\u201c<em>Non ci speravo quasi pi\u00f9 di trovare serenit\u00e0 dalle mie parti<\/em> \u2013 dice con un sospiro Annamalai \u2013 <em>qui fino al maggio 2009 si viveva con l\u2019angoscia delle bombe, degli attentati terroristici, dei blitz delle forze armate che portavano via la gente e spesso non si sapeva n\u00e9 dove n\u00e9 perch\u00e8. Ora noi tamil siamo ancora poveri, ma almeno siamo liberi dalla paura. E quando torner\u00f2 in Italia a lavorare non dovr\u00f2 temere per la mia famiglia<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>La <strong>guerra civile<\/strong> ha insanguinato lo Sri Lanka per quasi trent\u2019anni, dal <strong>1983 al maggio 2009<\/strong>, quando le <strong>Tigri tamil<\/strong> sono state definitivamente sconfitte dalle truppe governative. Una guerra civile fra la maggioranza cingalese buddista e la minoranza tamil induista, che \u00e8 costata, secondo l\u2019ONU, <strong>100.000 morti<\/strong> e un numero di <strong>profughi e sfollati<\/strong> che nessuno, in questo Paese, sa ancora quantificare.<\/p>\n<p>Il peso del conflitto \u00e8 ricaduto soprattutto sulle regioni tamil che chiedevano l\u2019indipendenza: la costa orientale e la penisola settentrionale di Jaffna, dove persistono campi di raccolta per migliaia di sfollati tamil.<\/p>\n<p>Dalla guerra \u00e8 emerso un vincitore assoluto: il presidente <strong>Mahinda Rajapaksa<\/strong> (di etnia cingalese e religione buddista), oggi vero uomo forte dello Sri Lanka. Nel 2010 Rajapaksa ha consolidato ulteriormente il suo potere vincendo le <strong>elezioni presidenziali <\/strong>in gennaio e le <strong>elezioni parlamentari<\/strong> in aprile, continuando a ripetere come un mantra due parole dolci come il miele per tutti gli abitanti di Sri Lanka: <strong>riconciliazione e sviluppo<\/strong>.<\/p>\n<p>Ha dichiarato che \u201cn<em>on ci sono pi\u00f9 minoranze in Sri Lanka, ma solo cittadini<\/em>\u201d, ha promesso ricchezza alle regioni tamil (molto pi\u00f9 povere del resto del Paese), ha varato la creazione di due <strong>zone franche<\/strong> nei distretti tamil di Trincomalee e Kilinochchi per <strong>attirare investimenti stranieri<\/strong> e si \u00e8 impegnato a rilanciare il <strong>turismo<\/strong>, vera miniera d\u2019oro di questa splendida isola. (&#8230;)<\/p>\n<p>Per tendere un ramoscello d\u2019ulivo agli sconfitti, Rajapaksa ha creato una <strong>commissione di riconciliazione nazionale<\/strong> che indaghi sui tantissimi casi di <strong>scomparsi<\/strong> (fra cui <strong>due sacerdoti cattolici negli ultimi quattro anni<\/strong>) e sulle violenze commesse contro la popolazione civile.<\/p>\n<p>Per\u00f2 varie <strong>organizzazioni internazionali per i diritti civili<\/strong> si sono rifiutate di collaborare con la commissione, accusandola di \u201c<em>mancanza di imparzialit\u00e0 e di credibilit\u00e0<\/em>\u201d, in quanto i suoi membri sono tutti di nomina governativa.<\/p>\n<p>Molte <strong>ong<\/strong> dichiarano inoltre di temere per la vita di molte persone chiamate a testimoniare le malefatte commesse dalle forze armate: trattati alla stregua di traditori, i <strong>testimoni <\/strong>necessiterebbero di protezione. \u201c<em>I cristiani sperano che la commissione considerer\u00e0 le nostre raccomandazioni per curare le ferite lasciate dalla guerra e porre le fondamenta di un futuro di pace<\/em>\u201d, ha dichiarato di recente l\u2019<strong>arcivescovo di Colombo<\/strong> (e neocardinale) Malcom Ranjith.<\/p>\n<p>Da tempo infatti la <strong>conferenza episcopale dello Sri Lanka<\/strong> ha indicato al governo una serie di <strong>misure necessarie per la riconciliazione nazionale<\/strong>: in primis, l\u2019<strong>abolizione<\/strong> delle leggi di emergenza (in base alle quali sono stati commessi molti abusi), <strong>sostituzione<\/strong> dei militari con i civili nelle amministrazioni locali ancora militarizzate, <strong>creazione<\/strong> di un sistema educativo trilingue (cingalese, tamil e inglese) rispettoso di tutte le identit\u00e0.<\/p>\n<p>In questa prospettiva, i vescovi sono tornati a chiedere la liberazione <strong>dell\u2019ex generale Sarath Fonseka<\/strong>, condannato in ottobre a trenta mesi di carcere per presunte irregolarit\u00e0 commesse quando era a capo delle forze armate e in attesa di altri processi con accuse (e pene) pesantissime. Intorno al destino dell\u2019ex generale rischia infatti di aprirsi una nuova grave lacerazione nel tessuto sociale cingalese.<\/p>\n<p>Fonseka fu il vero artefice della vittoria militare contro le Tigri tamil nel 2009. Ma il soldato vittorioso, osannato da tutti, fece un errore: scese nell\u2019arena politica e <strong>si candid\u00f2 contro Rajapaksa <\/strong>alle elezioni presidenziali di gennaio. E perse.<\/p>\n<p>Da allora la vendetta del presidente ha privato Fonseka della libert\u00e0, dei gradi da militare e perfino della pensione. Per\u00f2 Fonseka ha avuto il <strong>40% dei voti<\/strong> alle elezioni e da moltissimi \u00e8 ancora considerato un eroe.<\/p>\n<p>Da qui la <strong>necessit\u00e0<\/strong>, avvertita dai vescovi, di <strong>fare luce<\/strong> sulla fondatezza delle accuse contro di lui e riabilitare il suo onore per evitare nuovi sanguinosi conflitti.<\/p>\n<p>Anno II, n. 36<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/wp-content\/uploads\/65.-Sri_Lanka-1.pdf\">Scarica il PDF<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da Avvenire, 16 gennaio 2011\u00a0 \u00a0Sri Lanka: una pace dai piedi d\u2019argilla di Marco Restelli Annamalai \u00e8 felice. 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