{"id":2394,"date":"2011-02-28T16:39:00","date_gmt":"2011-02-28T15:39:00","guid":{"rendered":"http:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/?p=2394"},"modified":"2013-01-25T22:04:46","modified_gmt":"2013-01-25T21:04:46","slug":"notizie-dal-gruppo-missionario-n-70","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/2011\/02\/notizie-dal-gruppo-missionario-n-70\/","title":{"rendered":"Notizie dal gruppo missionario n. 70"},"content":{"rendered":"<p>Da AsiaNews, 18\/02\/2011<\/p>\n<h2>GIAPPONE<br \/>\nVescovo di Fukuoka: in Giappone vive una Chiesa matura e missionaria<\/h2>\n<p>di <em>Pino Cazzaniga<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.asianews.it\/files\/img\/GIAPPONE_-_cattolici_in_preghiera.jpg\"><\/a><\/p>\n<p><strong>Tokyo<\/strong> \u2013 (&#8230;) In questo Paese dove il diritto della libert\u00e0 di religione \u00e8 scrupolosamente rispettato, il\u00a0\u00a0cristianesimo \u00e8 in situazione assai minoritaria (&#8230;).<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un paradosso nel cattolicesimo giapponese, evidenziato dalle statistiche di tre diocesi. Nell\u2019arcidiocesi di <strong>Tokyo<\/strong> (&#8230;), su una popolazione di 18 milioni, i cattolici sono circa 95mila, pari allo 0,5%; in quella di <strong>Fukuoka<\/strong> (&#8230;) i cattolici sono 32mila su una popolazione di 7. 758.000 abitanti, lo 0,4%;\u00a0nell\u2019arcidiocesi di <strong>Nagasaki <\/strong>su una popolazione di 1.494.000 abitanti i cattolici sono 66mila, il 4,3%. In tutto il territorio nazionale con 127 milioni di giapponesi i cattolici sono circa 450mila, pari allo 0,35%, sparsi in 16 diocesi.<\/p>\n<p>(&#8230;) La logica dei numeri spingerebbe a concludere che il Giappone sia refrattario al cristianesimo.<\/p>\n<p>A capire, in qualche modo, il paradosso cristiano del Giappone, ci aiuta <strong>mons. Domenico Miyahara<\/strong> (56 anni), <strong>vescovo di Fukuoka<\/strong>. (&#8230;)<\/p>\n<p>Il vescovo Miyahara \u00e8 nato nel 1955 in una famiglia cattolica nella regione di Nagasaki, la citt\u00e0 dei martiri. Ordinato sacerdote nel 1982, ha trascorso un periodo di perfezionamento degli studi\u00a0\u00a0a Roma, per poi dedicarsi all\u2019 insegnamento in un seminario cattolico. Nel 2000 a soli 45 anni \u00e8 stato consacrato vescovo della <strong>diocesi di Oita<\/strong> (nell\u2019isola di Kyushu) che conta 6mila cattolici. Tre anni fa gli \u00e8 stata affidata la diocesi assai pi\u00f9 consistente di Fukuoka: oltre 30mila cattolici.<\/p>\n<p>Non \u00e8 difficile intuire il dissidio interiore sofferto dal vescovo Miyara per queste nomine ascendenti. L\u2019importanza delle sedi delle diocesi non corrisponde all\u2019importanza civile delle citt\u00e0: Fukuoka con una popolazione che supera il milione e mezzo di abitanti, \u00e8 la capitale dell\u2019isola di Kyushu; in confronto Nagasaki, che si trova nella medesima isola, \u00e8 citt\u00e0 secondaria, con meno di mezzo milione di abitanti.<\/p>\n<p>Ma dal <strong>punto di vista ecclesiale<\/strong> i rapporti si rovesciano: a Nagasaki i cattolici superano il <strong>4%<\/strong> della popolazione, mentre a Fukuoka sono solo lo <strong>0,4%.<\/strong> E la differenza delle percentuali non \u00e8 la ragione principale della differenza di importanza delle due sedi: a Nagasaki l\u2019atmosfera cattolica si nota dovunque, mentre a Fukuoka predomina quella \u201c<em>pagana<\/em>\u201d di tutte le grandi citt\u00e0 giapponesi. Nessuna meraviglia, quindi , se il titolo di arcidiocesi \u00e8 stato dato a Nagasaki.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 su questa differenza di atmosfera che inizia il colloquio, dalla richiesta se l\u2019atteggiamento fondamentalmente sereno e ottimista della popolazione di Nagasaki non sia dovuto all\u2019influenza del cattolicesimo. Poich\u00e9 la domanda cos\u00ec posta poteva implicare un giudizio morale, il vescovo Miyahara non vi ha risposto direttamente riformulando la questione a livello di fatti.<\/p>\n<p>Le differenze che non si possono negare n\u00e9 sottovalutare, spiega, trovano la loro spiegazione nella storia dell\u2019evangelizzazione cattolica in questo Paese. Il cristianesimo \u00e8 stato portato in Giappone per la prima volta dal <strong>missionario gesuita Francesco Saverio<\/strong> nel 1549. I risultati di quella <strong>prima evangelizzazione<\/strong> sono stati impressionanti: in pochi decenni la Chiesa cattolica contava\u00a0\u00a0oltre 400mila fedeli. Ma nella prima met\u00e0 del <strong>secolo XVII<\/strong> si \u00e8 scatenata un persecuzione crudele e capillare che, seguita dalla politica della \u201c<em>porta chiusa<\/em>,\u201d non solo ha arrestato l\u2019evangelizzazione ma ha annientato il cristianesimo in questo Paese.<\/p>\n<p>Nella seconda met\u00e0 del <strong>secolo XIX<\/strong> il Giappone, per ragioni di politica internazionale, ha riaperto le porte della nazione e, pur non abolendo l\u2019editto di proscrizione del cristianesimo, ha permesso l\u2019entrata di sacerdoti per il servizio religioso ai membri delle ambasciate straniere.<\/p>\n<p>Inizia cos\u00ec la <strong>seconda evangelizzazione<\/strong> del Giappone, grazie allo zelo e all\u2019intelligenza dei missionari delle <strong>Missioni estere di Parigi<\/strong>. Ed \u00e8 fin da allora che si forma un cattolicesimo giapponese a due volti: quello di Yokohama e quello di Nagasaki.<\/p>\n<p>Il missionario <strong>padre Petitjean<\/strong>, ufficialmente a servizio dell\u2019ambasciata francese a Yokohama (&#8230;), sapendo che Nagasaki, nel sud, era stata la culla del primo cristianesimo in Giappone e la citt\u00e0 dei martiri, vi si \u00e8 recato costruendo poi una <strong>chiesetta<\/strong> su una collina prospiciente il porto.<\/p>\n<p>In questo modo \u00e8 avvenuta la scoperta dei \u201c<strong><em>cristiani nascosti<\/em><\/strong>\u201d dopo due secoli di persecuzione: fatto inedito nella storia del cristianesimo. La scoperta dei \u201c<em>cristiani nascosti<\/em>\u201d ha dato origine a due modi diversi di evangelizzare: apostolato di \u201c<em>consolazione<\/em>\u201d e \u201c<em>esortazione<\/em>\u201d nella zona di Nagasaki; apostolato di prima evangelizzazione in tutte le altre parti.<\/p>\n<p>(&#8230;) Prima di venire a Fukuoka egli \u00e8 stato vescovo della diocesi di Oita che ha in tutto solo 6mila fedeli. In Europa questa \u00e8 una <strong>cifra da parrocchia<\/strong>. Inoltre questo piccolo gregge vive in mezzo a una popolazione non cristiana di 2.300.000 persone. Si hanno, quindi, limiti di risorse, personale e formazione. Occorre tempo. (&#8230;)<\/p>\n<p>Inoltre il <strong>concetto di missione<\/strong>, in Asia,\u00a0\u00a0attualmente viene vissuto come evangelizzazione delle culture in mezzo alla quale si vive. Oggi il Giappone \u00e8 sempre pi\u00f9 cosciente di dovere assumere un ruolo di servizio e dialogo nel contesto dell\u2019Asia orientale. La Chiesa cattolica qui lo sta svolgendo favorendo il <strong>dialogo<\/strong> con le \u201c<em>Chiese sorelle<\/em>\u201ddelle nazioni vicine.<\/p>\n<p>A livello di <strong>conferenze episcopali<\/strong> tra il Giappone e la Corea del sud sono gi\u00e0 istituzionalizzati incontri annuali. Ma si \u00e8 coscienti che i dialoghi culturali nel contesto della fede si devono promuovere anche a livello di base. Per questo il vescovo di Fukuoka sta organizzando <strong>scambi di seminaristi e studenti<\/strong> con le diocesi della Corea.<\/p>\n<p>Tuttavia, osserva il vescovo, per realizzare questa <strong>comunione culturale<\/strong> a livello di Chiese sorelle, occorre uno strumento adatto, che, secondo Miyahara, sarebbe un\u2019<strong>universit\u00e0 cattolica<\/strong>.<\/p>\n<p>In questo settore, in Giappone svolge un ruolo eccellente l\u2019<strong>universit\u00e0 Sophia <\/strong>diretta dai Gesuiti. Essa, per\u00f2, si trova a Tokyo. Il problema si risolverebbe creando delle succursali nelle varie diocesi. Il vescovo ha in programma di stabilire un campus della Sophia a Fukuoka dove si terrebbero i primi due anni di studio.<\/p>\n<p>\u00c8 risaputo che il flusso dei <strong>missionari stranieri<\/strong> provenienti dalle chiese dell\u2019Europa e dell\u2019America si \u00e8 interrotto. Alla domanda se essi sono ancora utili, il vescovo risponde con un invito a riflettere su quanto accade nella parrocchia di Taku, da decenni curata da un anziano missionario del PIME: <strong>padre Claudio Gazzardi<\/strong>. Avendo questi raggiunto gli <strong>85 anni<\/strong>,\u00a0\u00a0avrebbe diritto al riposo, ma se lascia la parrocchia <strong>non c\u2019\u00e8 chi lo possa sostituire<\/strong>. Il vescovo ne parla con ammirazione. E non \u00e8 un caso unico, sottolinea.<\/p>\n<p>Ma probabilmente la <strong>mancanza<\/strong> di missionari europei pu\u00f2 essere <strong>provvidenziale<\/strong>, perch\u00e8 spinge a rivolgersi alla Chiese cattoliche dell\u2019Asia, ricche di clero.\u00a0Myahara pensa soprattutto a missionari vietnamiti, anche pi\u00f9 adatti a dialogare con la cultura giapponese.<\/p>\n<p>La chiesa del Giappone \u00e8 diventata matura. Questa \u00e8 la convinzione che emerge dal colloquio con il vescovo Miyahara. Il suo programma pastorale di quest\u2019anno lo conferma.\u00a0\u00a0Dopo aver impiegato i primi due anni all\u2019impegno di conoscere la sua\u00a0nuova Chiesa, ora presenta un programma riassunto con l\u2019espressione \u201c<em>il mistero di Cristo<\/em>\u201d, che invita i fedeli a farne l\u2019<strong>esperienza<\/strong> nella celebrazione liturgica, a <strong>viverlo<\/strong> nella famiglia e nella societ\u00e0 e a trasmetterlo con l\u2019evangelizzazione. Ma per ottenere questo la prima condizione \u00e8 di <strong>conoscerlo<\/strong>.<\/p>\n<p>Manabi \u201c<strong><em>imparare<\/em><\/strong>\u201d \u00e8 la\u00a0\u00a0parola d\u2019ordine del programma pastorale di quest\u2019anno.<\/p>\n<p>\u00a0Anno II, n. 41<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/wp-content\/uploads\/70.Giappone.pdf\">Scarica il PDF<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da AsiaNews, 18\/02\/2011 GIAPPONE Vescovo di Fukuoka: in Giappone vive una Chiesa matura e missionaria di Pino Cazzaniga Tokyo \u2013 (&#8230;) In questo Paese dove il diritto della libert\u00e0 di religione \u00e8 scrupolosamente rispettato, il\u00a0\u00a0cristianesimo \u00e8 in situazione assai minoritaria (&#8230;). C\u2019\u00e8 un paradosso nel cattolicesimo giapponese, evidenziato dalle statistiche di tre diocesi. 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