{"id":2408,"date":"2011-03-08T15:02:04","date_gmt":"2011-03-08T14:02:04","guid":{"rendered":"http:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/?p=2408"},"modified":"2013-01-25T22:04:46","modified_gmt":"2013-01-25T21:04:46","slug":"notizie-dal-gruppo-missionario-n-71","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/2011\/03\/notizie-dal-gruppo-missionario-n-71\/","title":{"rendered":"Notizie dal gruppo missionario n. 71"},"content":{"rendered":"<p>Da Tracce, 18\/02\/2011<\/p>\n<h2>IRAN \u00abLa felicit\u00e0 sar\u00e0 la nostra vendetta\u00bb<\/h2>\n<p>di <em>Alessandra Stoppa<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Dopo oltre un anno, torna l&#8217;opposizione di massa a Teheran. L&#8217;effetto Egitto, l&#8217;Onda Verde e \u00ab<em>il punto di non ritorno<\/em>\u00bb. (&#8230;)<\/p>\n<p>Quattordici mesi di silenzio. L\u2019Onda Verde sembrava rientrata, e scomparsa. Invece il mondo rivede gli slogan, le marce e i foulard del movimento popolare iraniano che, nell\u2019estate del 2009, si \u00e8 ribellato alle elezioni del presidente <strong>Mahmoud Ahmadinejad<\/strong>: per giorni, decine di migliaia di persone, avevano riempito le piazze di Teheran tra arresti e repressione.<\/p>\n<p>Ora di nuovo. Due giorni di scontri violenti e manifestazioni anti-regime. Un giovane, di nome Saneh Jaleh, \u00e8 stato ucciso, molto probabilmente dalla polizia. Le milizie Basij avrebbero impedito a migliaia di altri studenti di andare al suo funerale. Mentre i conservatori chiedono l\u2019esecuzione dei due leader dell\u2019opposizione riformista &#8211; Hossein Moussavi e Mehdi Karroub &#8211; e l\u2019Onda invita tutto il popolo a una grande manifestazione per domenica.<\/p>\n<p>\u00ab<em>Il fatto interessante \u00e8 che la gerarchia iraniana, compreso il leader supremo, l\u2019Ayatollah Khamenei, ha incoraggiato le proteste negli altri Stati del Medio Oriente. Ma ora, condanna il suo popolo<\/em>\u00bb. La <strong>scrittrice iraniana Marina Nemat<\/strong>, che a sedici anni \u00e8 stata rinchiusa dal regime nel carcere di Evin e ha raccontato i suoi due anni di detenzione nel libro\u00a0<em>Prigioniera a Teheran<\/em>, spiega a Tracce\u00a0quello che sta accadendo nel suo Paese.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Onda Verde \u00e8 tornata?<\/strong><\/p>\n<p>In una nazione come l\u2019Iran, che vive sotto una dittatura cos\u00ec violenta, a volte l\u2019opposizione deve ritirarsi. Ed \u00e8 quello che \u00e8 accaduto al Movimento Verde. All\u2019epoca delle prime manifestazioni, migliaia di persone sono state arrestate e torturate. Qualcuna, giustiziata. \u00c8 stata la reazione cruenta del regime a costringere l\u2019opposizione a fare un passo indietro.<\/p>\n<p><strong>Invece ora?<\/strong><\/p>\n<p>Ora, come in molte altre citt\u00e0 del Medioriente, anche a Teheran negli ultimi giorni ha cominciato a ribollire la contestazione. Che, appunto, ha gi\u00e0 fatto una vittima certa, probabilmente ce n\u2019\u00e8 una seconda, e molti feriti. I membri del Parlamento iraniano hanno definito i leader dell\u2019opposizione \u00ab<em>corruttori sulla terra<\/em>\u00bb: questo \u00e8 il termine usato per i<strong> <\/strong>dissidenti politici ed \u00e8 <strong>sinonimo di pena capitale<\/strong>. Vuol dire invocare la loro condanna a morte. Poi ci sono gi\u00e0 stati molti arresti e Ahmadinejad si \u00e8 impegnato a punire gli organizzatori delle proteste. Come sempre, il presidente accusa l\u2019Occidente &#8211; in particolar modo gli Usa &#8211; di aver fomentato le proteste.<\/p>\n<p><strong>Secondo lei, come si evolver\u00e0 la situazione?<\/strong><\/p>\n<p>Pu\u00f2 accadere di tutto. Come abbiamo visto in Egitto, i movimenti popolari hanno moltissima energia e, come le inondazioni, possono andare in qualsiasi direzione: a volte si sgonfiano, altre volte invece riescono a ottenere grandi risultati in pochissimo tempo. Credo che nessuno sia in grado di prevedere cosa accadr\u00e0 in Iran. La soluzione sarebbe quella di portare in piazza milioni di persone. Il problema \u00e8 che, a mio avviso, Moussavi e Karroubi attualmente non sono abbastanza forti per riuscirci. O forse non hanno intenzione di provarci. Perch\u00e9 temono di essere giustiziati.<\/p>\n<p><strong>Si tratta dell'&#8221;effetto Egitto&#8221;?<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, quello che stiamo vedendo ora lo \u00e8. Ma non possiamo dimenticare, appunto, che in Iran ci sono gi\u00e0 state forti proteste di massa.<\/p>\n<p><strong>Quali sono le diversit\u00e0 con la situazione egiziana?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019<strong>Egitto<\/strong> non aveva mai visto una rivoluzione popolare come quella che l\u2019<strong>Iran<\/strong> ha vissuto nel 1979: una rivolta appoggiata dal 98% della popolazione e che faceva sperare in un futuro di libert\u00e0 e democrazia. Ma cos\u00ec non \u00e8 stato. Al contrario, il Paese \u00e8 sprofondato in una dittatura che per trent\u2019anni ha continuato a torturare e uccidere i dissidenti. <strong>Mubarak<\/strong> era sostenuto dall\u2019Occidente, mentre il <strong>regime iraniano<\/strong> no. L\u2019<strong>Iran<\/strong>, poi, sta gi\u00e0 facendo i conti con le sanzioni internazionali, ed \u00e8 assai difficile esercitare ulteriori pressioni dall\u2019esterno. In <strong>Egitto<\/strong>, dopo i disordini, il mondo ha convinto <strong>Mubarak<\/strong> a ridimensionarsi e i militari si sono in genere tenuti da parte, o addirittura si sono schierati con la popolazione: questo ha ridotto sensibilmente il numero delle vittime. In <strong>Iran<\/strong>, invece, la guardia rivoluzionaria e i <strong>Basij<\/strong> sono implacabili: non esitano, n\u00e9 esiteranno, ad uccidere.<\/p>\n<p><strong>Quella che ha contagiato il mondo arabo, che in questi giorni sta facendo vittime in Barhein e Libia, e che sembra ribollire di nuovo in Iran \u00e8 \u00ab<em>fame di libert\u00e0<\/em>\u00bb?<\/strong><\/p>\n<p>Il desiderio di libert\u00e0 c\u2019\u00e8 sempre stato, ma negli ultimi tempi, anche a causa dei problemi economici, la pressione sulla popolazione \u00e8 entrata in una fase di non ritorno. La gente ne ha abbastanza, non solo dell\u2019oppressione politica, ma anche della mancanza di cibo da mettere in tavola, perci\u00f2 vuole un cambiamento, e lo vuole subito. Il vulcano del Medio Oriente ha continuato a ribollire per decine di anni: ora sta esplodendo.<\/p>\n<p><strong>Obama ha detto che la sua speranza \u00e8 che gli iraniani \u00ababbiano il coraggio di continuare a lottare\u00bb. Pu\u00f2 accadere anche l\u00ec quello che \u00e8 successo in Egitto<\/strong>?<\/p>\n<p>\u00c8 possibile. Ma, anche in questo caso, il processo non sar\u00e0 cos\u00ec rapido, proprio perch\u00e9 il <strong>regime<\/strong> in Iran \u00e8 <strong>pi\u00f9 violento<\/strong> rispetto a quello di Mubarak. La mia speranza \u00e8 esattamente quella del presidente Usa.<\/p>\n<p><strong>Quale crede sia la responsabilit\u00e0 della comunit\u00e0 internazionale di fronte all\u2019Iran?<\/strong><\/p>\n<p>Il mondo deve smettere di concentrarsi sulle ambizioni nucleari dell\u2019Iran, che distraggono tutti dal problema reale del Paese: la <strong>generale violazione dei diritti umani<\/strong>. Il regime iraniano \u00e8 il peggior nemico del suo popolo, prima di essere il nemico di chiunque altro. Molte <strong>vittime della tortura<\/strong> in Iran vivono oggi all\u2019estero e dovrebbero essere incoraggiate a raccontare la loro storia e a dare la propria testimonianza. L\u2019Iran \u00e8 un Paese molto giovane e gran parte della popolazione \u00e8 nata dopo la rivoluzione. I giovani devono poter conoscere gli orrori commessi dal regime contro i loro genitori negli anni Ottanta, quando scendevano in piazza a protestare. La <strong>comunit\u00e0 internazionale<\/strong> deve condannare pi\u00f9 apertamente gli abusi contro i diritti umani in Iran. Ma, alla fine, <strong>\u00e8 il popolo iraniano che deve operare il cambiamento nel suo Paese<\/strong>. Non tocca agli stranieri: la democrazia non pu\u00f2 essere data dall\u2019esterno. Si pu\u00f2 solo conquistarla.<\/p>\n<p><strong>Nel suo libro ha scritto: \u00abLa felicit\u00e0 \u00e8 la nostra unica vendetta\u00bb. Che cosa significa questo, oggi, nella sua vita e nella vita del suo popolo?<\/strong><\/p>\n<p>La vendetta nasce dall\u2019odio, e l\u2019odio \u00e8 contrapposto alla giustizia. Giustizia non significa far soffrire gli altri, ma rivelare la verit\u00e0. Fino a sottoporre a giudizio i responsabili, in maniera giusta e legale. L\u2019Iran \u00e8 stato per trent\u2019anni un Paese triste e afflitto. I nostri figli migliori sono stati torturati e sterminati. Dobbiamo metter fine a questo, ma ci\u00f2 pu\u00f2 accadere solo se comprendiamo che la vendetta non risolve nulla. <strong>Giustizia e vendetta sono due concetti opposti<\/strong>. L\u2019Iran merita la felicit\u00e0. Per trent\u2019anni la bellezza, la musica, la poesia e la letteratura sono state sostanzialmente illegali nel nostro Paese: dobbiamo riconquistare tutto ci\u00f2, e far s\u00ec che i nostri figli possano esprimersi liberamente<\/p>\n<p>Anno II, n. 42<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/wp-content\/uploads\/71.Iran_.pdf\">Scarica il PDF<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da Tracce, 18\/02\/2011 IRAN \u00abLa felicit\u00e0 sar\u00e0 la nostra vendetta\u00bb di Alessandra Stoppa \u00a0Dopo oltre un anno, torna l&#8217;opposizione di massa a Teheran. L&#8217;effetto Egitto, l&#8217;Onda Verde e \u00abil punto di non ritorno\u00bb. (&#8230;) Quattordici mesi di silenzio. L\u2019Onda Verde sembrava rientrata, e scomparsa. 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