{"id":2430,"date":"2011-03-28T16:08:15","date_gmt":"2011-03-28T14:08:15","guid":{"rendered":"http:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/?p=2430"},"modified":"2013-01-25T22:04:45","modified_gmt":"2013-01-25T21:04:45","slug":"notizie-dal-gruppo-missionario-n-74","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/2011\/03\/notizie-dal-gruppo-missionario-n-74\/","title":{"rendered":"Notizie dal gruppo missionario n. 74"},"content":{"rendered":"<p>Da AsiaNews, 22\/03\/2011<\/p>\n<p>BHUTAN\u00a0<br \/>\n<strong>Dopo 18 anni un arcivescovo visita in segreto i cristiani del Bhutan<\/strong><\/p>\n<p>di <em>mons. Thomas Menamparampil,<\/em>arcivescovo di Guwahati (India)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.asianews.it\/files\/img\/NEPAL_-_BHUTAN_(F)_1022_-_Cristiani.jpg\"><\/a><\/p>\n<p><strong>Timphu<\/strong> \u2013\u00a0 (&#8230;) Mons. Menamparampi \u00e8 riuscito a entrare nel piccolo regno himalayano grazie a un programma di formazione per i giovani bhutanesi, <strong>dopo quasi 20 anni di continui divieti da parte delle autorit\u00e0<\/strong>. La sua ultima visita alle comunit\u00e0 cristiane \u00e8 avvenuta nel 1993.<\/p>\n<p>A tutt\u2019oggi le autorit\u00e0 non permettono l\u2019ingresso di missionari. Il Paese \u00e8 compreso all\u2019interno della diocesi di Darjeeling (India), ma il governo\u00a0\u00a0vieta qualsiasi forma di proselitismo, non permette la costruzione di chiese e la celebrazione in pubblico delle messe. A tutt\u2019oggi l\u2019unico sacerdote ammesso in Bhutan \u00e8 p. Kinley, che organizza con il permesso del governo programmi di formazione e istruzione per i giovani, anche se in questi anni alcuni sacerdoti sono riusciti periodicamente a officiare messe private.\u00a0<\/p>\n<p>Ho iniziato il mio viaggio lo scorso 9 marzo (&#8230;). C\u2019erano con me tre amici cattolici che negli ultimi anni si sono impegnati nella formazione dei giovani bhutanesi. Il nostro viaggio ci ha portato nelle citt\u00e0 di Geddu, Timphu,\u00a0Tongsa, Bumthang, Mongar, Tashigang, Kanglung e Sandrup Jongkhar, dove abbiamo incontrato circa trecento cristiani, che vivono divisi in piccole comunit\u00e0 sparse per il regno.<\/p>\n<p>L\u201911 marzo siamo giunti nella capitale <strong>Timphu<\/strong>, dove ho celebrato messa insieme agli unici <strong>cattolici<\/strong> del luogo, che <strong>da decenni\u00a0\u00a0si riuniscono in silenzio<\/strong> in una piccola sala poco appariscente. Si ricordavano ancora la mia ultima visita avvenuta circa <strong>18 anni fa<\/strong>, quando p. Mackay, stava ancora lavorando in Bhutan. Dopo la sua morte, <strong>non vi \u00e8 pi\u00f9 stato un missionario cattolico<\/strong> nel regno. La comunit\u00e0 di Timphu \u00e8 formata da un vecchio gruppo di cristiani che in passato avevano incontrato il cattolicesimo a Darjeeling e sono rimasti fedeli per tutti questi anni. La loro <strong>abitudine al silenzio<\/strong> e alla discrezione, imparata sotto il regime assoluto di re\u00a0Jigme Singye Wangchuck, li ha fatti accettare dalle autorit\u00e0, che a volte permettono anche ad alcuni stranieri di unirsi a loro in preghiera.<\/p>\n<p>Tutte gli altri cristiani presenti in Bhutan sono <strong>protestanti<\/strong> di gruppi indipendenti \u00a0vicini alle chiesa pentecostale.\u00a0Piccole comunit\u00e0 di 10-20 famiglie, spesso senza alcun contatto\u00a0con gli altri cristiani della zona.\u00a0(&#8230;) Ovunque siamo stati <strong>accolti con entusiasmo<\/strong>, anche se sapevano che eravamo cattolici e che io ero un arcivescovo. Le lunghe strade tortuose sono state estenuanti, per andare da un villaggio all\u2019altro abbiamo impiegato ogni volta circa sette ore di auto. Ma questo \u00e8 ci\u00f2 che ha reso speciale la nostra visita fra la popolazione. Infatti, non credevano che avessimo attraversato pericoli e fatiche sulle strade del Bhutan <strong>solo per incontrali<\/strong> e portare loro coraggio. Molti non volevano lasciarci partire.<\/p>\n<p>Nei piccoli villaggi a <strong>oltre 2500 metri di quota<\/strong>, ho trovato una popolazione <strong>molto salda nella propria fede<\/strong> e desiderosa di conoscere e imparare il cristianesimo.\u00a0\u00a0Nonostante la poca formazione, i pastori amano la Bibbia, che ciascuno custodisce gelosamente, e hanno una certa familiarit\u00e0 con i testi.\u00a0Qui\u00a0tutti aspettano con ansia la visita di credenti cristiani che pu\u00f2 dare loro ulteriori istruzioni.<\/p>\n<p>L\u2019impressione che ho avuto \u00e8 quella di <strong>vivere ai tempi degli Atti degli apostoli<\/strong>. Molti gruppi sono organizzati, ma non hanno dei riconoscimenti ufficiali da parte della comunit\u00e0 protestanti. Altri ci hanno dato l\u2019impressione di essere dei cristiani \u201cfai da te\u201d, mentre alcuni sembrano ancora in ricerca. Tuttavia abbiamo provato in mezzo a loro una sensazione di calore, intimit\u00e0, fiducia, di entusiasmo e di attesa che ci ha testimoniato la <strong>presenza viva dello Spirito Santo<\/strong> fra quella gente.\u00a0\u00a0Questi cristiani <strong>si radunano in case private<\/strong> per pregare (&#8230;).\u00a0Il loro culto \u00e8 molto semplice: cantano inni, leggono la Bibbia e ne commentano i brani e terminano con una preghiera collettiva.<\/p>\n<p>Durante queste riunioni condividono la loro esperienza e ascoltano le testimonianze di altri cristiani. A volte <strong>invitano anche gli amici non cristiani<\/strong> ad unirsi a loro. Alcuni si convertono, soprattutto se la preghiera aiuta a guarire dalle malattie.<\/p>\n<p>Quello che ho notato \u00e8 un deciso aumento dei cristiani dall\u2019ultima visita. Secondo alcuni\u00a0i fedeli sono oltre 10mila e le conversioni avvengono soprattutto fra la comunit\u00e0 di origine nepalese, divenuti cittadini del Bhutan.\u00a0(&#8230;) La maggior parte dei nepalesi che sono emigrati nel Paese proviene da un contesto ind\u00f9 e sono circa il 40% della popolazione. L\u2019etnia dominante \u00e8 quella tibetana di religione buddista, che rappresenta circa il 60% su 800mila abitanti.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Fra i cristiani la <strong>coscienza religiosa<\/strong> \u00e8 in una fase iniziale e la maggior parte accetta il cristianesimo nella sua totalit\u00e0, ma non \u00e8 disposta a seguire i dettami di una chiesa particolare.\u00a0Tuttavia il loro fervore \u00e8 grande.<\/p>\n<p>Le autorit\u00e0 sono pi\u00f9 tolleranti rispetto al passato, ma vietano ancora il culto pubblico e le conversioni.\u00a0Anche se non vi \u00e8 una persecuzione diretta, <strong>il governo scoraggia le religioni diverse dal buddismo<\/strong> in vari modi.\u00a0In caso di domande per concorsi scolastici e lavoro nell\u2019amministrazione pubblica occorre specificare la propria fede religiosa e spesso per i cristiani \u00e8 difficile ottenere un appuntamento, vincere un concorso o accedere alla scuola superiore.<\/p>\n<p>Le autorit\u00e0 hanno anche altri modi meno espliciti, ma pi\u00f9 duri per fare pressioni sui cristiani. In uno dei villaggi ci hanno raccontato che l\u2019amministrazione ha tagliato loro l\u2019elettricit\u00e0, dopo che ha scoperto la presenza di cristiani. Non contente le autorit\u00e0 hanno anche ordinato lo stop di qualsiasi attivit\u00e0 religiosa, <strong>minacciando<\/strong> di tagliare l\u2019acqua e di demolire le abitazioni utilizzate come luoghi di culto. Di solito queste misure cos\u00ec drastiche avvengono quando vi \u00e8 una denuncia da parte degli abitanti di religione buddista o ind\u00f9.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Nonostante questa situazione, non ho trovato cristiani preoccupati o scoraggiati.\u00a0\u00a0Anzi molti di loro pregano e attendono con ansia il giorno in cui il governo accetter\u00e0 la libert\u00e0 di culto anche in pubblico. Essi pensano che trattando con gentilezza e amore i buddisti potranno ottenere un giorno la libert\u00e0 religiosa.\u00a0Alcuni gruppi di cristiani stanno gi\u00e0 pianificando tranquillamente la <strong>costruzione di chiese<\/strong>, ma devono fare attenzione. Infatti, la lobby dei monaci buddisti \u00e8 ancora molto potente e non perde occasione per ricordare la supremazia e l\u2019importanza della cultura buddista in Bhutan.<\/p>\n<p>Il concetto di &#8220;<em>Cultura<\/em>&#8221; \u00e8 un argomento molto sensibile in Asia. La maggior parte delle persone non sanno fare una distinzione tra cultura e religione.\u00a0\u00a0(&#8230;)\u00a0La nostra sfida in tali situazioni \u00e8 invitare le persone a una <strong>pi\u00f9 profonda riflessione<\/strong> sulla propria identit\u00e0, sul loro compito sulla terra e sul loro destino. In Bhutan i giovani sono dotati, sono desiderosi di imparare e seguono i nostri programmi di formazione con grande interesse.\u00a0Stiamo cercando di creare gruppi di sostegno che sponsorizzano la formazione, le competenze e la diffusione dei nostri programmi, nei nostri viaggi nei Paesi dell&#8217;Asia meridionale.\u00a0I giovani bhutanesi meritano questo aiuto (&#8230;).<\/p>\n<p>Queste parole di Isaia 2:2-4 mi hanno ispirato durante questi giorni:\u00a0&#8220;<em>Avverr\u00e0 negli ultimi giorni che il monte del tempio del Signore sar\u00e0 eretto sulla cima dei monti, e sar\u00e0 pi\u00f9 alto dei colli; e tutte le nazioni affluiranno ad esso, e molte di coloro che vengono dicono: &#8216;Venite, saliamo al monte del Signore &#8230; perch\u00e9 ci indichi le sue vie e possiamo camminare per i suoi sentieri&#8217;<\/em> &#8220;.<\/p>\n<p>Non \u00e8 senza ragione che il Signore ha sollevato l&#8217;Himalaya sopra tutte le colline e li ha fatti suoi. Avremo bisogno di discernere le vie del Signore su queste alte montagne e tra questa gente meravigliosa.<\/p>\n<p>\u00a0Anno II, n. 45<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/wp-content\/uploads\/74.Bhutan.pdf\">Scarica il PDF<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da AsiaNews, 22\/03\/2011 BHUTAN\u00a0 Dopo 18 anni un arcivescovo visita in segreto i cristiani del Bhutan di mons. Thomas Menamparampil,arcivescovo di Guwahati (India) Timphu \u2013\u00a0 (&#8230;) Mons. 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