{"id":2528,"date":"2011-05-13T15:24:46","date_gmt":"2011-05-13T13:24:46","guid":{"rendered":"http:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/?p=2528"},"modified":"2013-01-25T22:04:43","modified_gmt":"2013-01-25T21:04:43","slug":"notizie-dal-gruppo-missionario-n-78","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/2011\/05\/notizie-dal-gruppo-missionario-n-78\/","title":{"rendered":"Notizie dal gruppo missionario n. 78"},"content":{"rendered":"<p>Da AsiaNews, 27\/04\/2011<br \/>\nLIBANO<br \/>\n<strong>Giovanni Paolo II \u201csalvatore\u201d dell\u2019unit\u00e0 del Libano<\/strong><br \/>\ndi <em>Fady Noun<\/em><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.asianews.it\/files\/img\/libano_-_papa_wojtyla.gif\"><\/a><\/p>\n<p><strong>Beirut <\/strong>&#8211; \u201c<strong><em>Il Libano \u00e8 pi\u00f9 di un Paese, \u00e8 un messaggio di pluralismo per l\u2019Oriente e l\u2019Occidente<\/em><\/strong>\u201d: Questa formula coniata da <strong>Giovanni Paolo II<\/strong> negli anni \u201980, ha fatto fortuna in Libano. Non c\u2019\u00e8 settimana in cui un leader politico o religioso, cristiano o musulmano, non se ne serva per esprimere il suo ideale di quello che dovrebbe essere il nostro Paese, sempre scosso e tirato di qua e di l\u00e0 da correnti politiche e ideologiche contrarie.<\/p>\n<p>\u00c9 un fatto che dalla sua elezione nel 1978, Giovanni Paolo II \u00e8 stato strettamente coinvolto dalla storia della guerra in Libano (1975-1990). L\u2019attenzione straordinaria che ha manifestato verso di noi, l\u2019ha indotto nel 1997 a <strong>consacrare al Libano<\/strong> un\u2019assemblea speciale del <strong>Sinodo dei vescovi<\/strong> per il nostro Paese.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 ha una spiegazione. Ricordare questa storia ci permette di vedere come una trama provvidenziale si intesse nello spessore delle nostre azioni quotidiane, e quasi a nostra insaputa.<\/p>\n<p>Alcuni storici l\u2019hanno affermato: il Libano <strong>nato nel 1943<\/strong> da un patto di intesa nazionale concluso fra le comunit\u00e0 cristiane e musulmane, avrebbe potuto semplicemente sparire dalla carta geografica, sotto la pressione delle forze, o delle congiunture esterne, o disintegrarsi sotto la pressione dei fattori interni, e soprattutto a causa del carattere eterogeneo della sua societ\u00e0.<\/p>\n<p>Il fatto che questa esplosione non si sia prodotta \u00e8 dovuto a un insieme di fattori.<\/p>\n<p>Il ruolo giocato, in questo senso, da Giovanni Paolo II e dalla diplomazia vaticana meriterebbe pi\u00f9 di un articolo. Ci sia permesso di illustrarne almeno alcune linee.<\/p>\n<p>Nessuno ha sottolineato con maggior forza del grande Papa la <strong>vocazione all\u2019unit\u00e0<\/strong> dei libanesi. L\u2019ha fatto ripetutamente, in maniera insistente, indirizzando al Libano un messaggio dopo l\u2019altro; facendo pregare per il Libano i vescovi del mondo intero; andando persino contro le aspirazioni di alcune forze politiche cristiane in Libano, tentate dall\u2019idea di una spartizione.<\/p>\n<p>Ecco un racconto sorprendente, per tutti coloro che si interrogano su chi ha incoraggiato concretamente Giovanni Paolo II a occuparsi con tanta costanza del dossier Libano.<\/p>\n<p>Si entra forse qui in quella che si chiama la \u201c<em>piccola storia<\/em>\u201d, ma nondimeno \u00e8 un dettaglio rivelatore. Lo si deve a <strong>Gilberte Doummar<\/strong>, una madre di famiglia del movimento dei <strong>Focolari<\/strong>, che ha rappresentato il Libano, per lunghi anni al <strong>Pontificio consiglio per i laici<\/strong>. A questo titolo si \u00e8 spesso recata in Vaticano, e ha incontrato a diverse riprese, il Papa e i suoi collaboratori pi\u00f9 vicini.<\/p>\n<p>Ecco la sua testimonianza: \u201c<em>Siamo nel 1984,\u00a0\u00a0durante la prima assemblea del Pontificio Consiglio per i Laici. Siamo riuniti nella Sala Clementina, Il cardinale Pironio, allora presidente di questo Consiglio, mi presenta al Papa. Lo ringrazio per tutto quello che fa per il Libano, e mi risponde<\/em>: \u2018S\u00ec, il Libano \u00e8 al centro delle mie preoccupazioni, delle mie preghiere\u2019. <em>La sera stessa incontro un amico di lunga data del Papa, lo scrittore <strong>Stephane Vilkanovitch<\/strong>, e gli dico<\/em>: \u2018Il Papa ha un amore speciale per il Libano. Come mai, perch\u00e9\u2019? <em>Mi risponde<\/em>\u00a0: \u2018Lo incontro questa sera. Gli pongo la questione\u2019.<\/p>\n<p><em>Il giorno dopo mi dice<\/em>: \u2018Ho la risposta. Eccola. Quando, nell\u2019<strong>ottobre 1978<\/strong>, dopo la sua elezione, \u00e8 uscito per salutare la folla su piazza San Pietro, e all\u2019epoca i cartelli e gli striscioni erano proibiti, \u00e8 saltato fuori <strong>un cartello: \u2018<em>Santo Padre, salvi il Libano!<\/em>\u2019<\/strong>, prima di essere fatto sparire rapidamente. E, ha detto il Santo Padre, quel messaggio l\u2019ha colpito al cuore come una freccia. Alla fine dei festeggiamenti, dopo aver salutato tutti, \u00e8 rientrato, ed \u00e8 andato a inginocchiarsi davanti al Santissimo, e ha chiesto a Ges\u00f9, presente nell\u2019eucaristia, abbastanza vita per poter salvare il Libano\u201d.<\/p>\n<p>Ecco come un semplice gesto pu\u00f2 influire sul corso degli avvenimenti! Gi\u00e0 nel 1978 Giovanni Paolo II aveva fissato come obiettivo alla diplomazia vaticana quello di impedire la frammentazione del Libano. E Dio non solo ha dato abbastanza vita a Giovanni Paolo II per \u201c<em>salvare il Libano<\/em>\u201d; e l\u2019ha anche salvato, secondo quando pensava il Papa stesso, nel corso dell\u2019attentato del 13 maggio 1981, per permettergli di compiere quella missione particolare che si era assegnato, e che, naturalmente, si inserisce in una trama globale a dimensione mondiale.<\/p>\n<p>\u201c<em>Quello che soprattutto importava al Papa<\/em> \u2013 sottolinea Gilberte Doummar \u2013 <em>era l\u2019unit\u00e0 del Paese. Voleva che i cristiani lavorassero per l\u2019unit\u00e0 del Libano. Nel <strong>marzo 1986 <\/strong>la Santa Sede, sotto il suo impulso, ha lanciato un piano di uscita dalla guerra che il <strong>cardinale Achille Silvestrini<\/strong>, principale figura diplomatica del Vaticano nel suo pontificato, \u00e8 stato incaricato di mettere in opera. Ha tentato, in particolare, di riunire un vertice nazionale islamo-cristiano. Ma Silvestrini non \u00e8 riuscito ad aprire una breccia nel muro che si era innalzato fra i libanesi. In precedenza, il Vaticano si era speso invano tentando di impedire che le milizie cristiane si armassero, pensando che le vie della pace erano preferibili a quelle della violenza. Ha rimproverato ad alcuni responsabili di ordini monastici di aver dimenticato la loro vocazione fornendo armi ai cristiani<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Nel 1987<\/em><\/strong> \u2013 riprende Gilberte Doummar \u2013 <em>dopo il fallimento della missione Silvestrini, molto triste e con un gesto della mano, il Papa mi ha detto<\/em>: \u2018Pregate, fate pregare per il Libano\u2019. <em>Quando ha dichiarato il Libano \u2018Paese-messaggio\u2019, vedeva con uno sguardo profetico quello che il Libano poteva offrire, l\u2019irraggiamento, la missione molto grande che poteva avere. Il Libano \u00e8 fatto per l\u2019unit\u00e0. <strong>Il Papa aveva il dono di vedere quello che noi non vediamo<\/strong><\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Il Papa\u00a0finir\u00e0 per raggiungere, in parte, il suo obiettivo, almeno sul piano spirituale.<\/p>\n<p>Ha convocato un\u2019assemblea speciale del Sinodo dei vescovi sul Libano. Si \u00e8 tenuta <strong>nel 1995<\/strong>. Due anni pi\u00f9 tardi, <strong>nel 1997<\/strong>, la pubblicazione dell\u2019esortazione apostolica \u201c<em>Una speranza per il Libano<\/em>\u201d ha consacrato, contro venti e maree, la sua visione per il nostro Paese.<\/p>\n<p>Molti <strong>cristiani e musulmani<\/strong> si sentirono interpellati da questo documento spirituale, invitati a questo banchetto della storia. \u201c<strong>Per i cristiani<\/strong> \u2013 pensa il ricercatore Fadi Daou \u2013 <em>era passare da una fase in cui si erano comportati come se il Libano appartenesse a loro a una fase in cui <strong>il Libano<\/strong>, parte della loro identit\u00e0, <strong>diventava un messaggio da trasmettere, un progetto da realizzare, un modello da servire<\/strong><\/em>\u201d.<\/p>\n<p><em>Questo articolo preparato per AsiaNews, \u00e8 l\u2019estratto di un libro di Fady Noun, di prossima pubblicazione da parte dell\u2019universit\u00e0 di Saint Joseph, dal titolo \u201cDevastazione e redenzione\u201d.<\/em><\/p>\n<p>\u00a0\u00a0Anno II, n. 49<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/wp-content\/uploads\/78.Libano.pdf\">Scarica il PDF<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da AsiaNews, 27\/04\/2011 LIBANO Giovanni Paolo II \u201csalvatore\u201d dell\u2019unit\u00e0 del Libano di Fady Noun Beirut &#8211; \u201cIl Libano \u00e8 pi\u00f9 di un Paese, \u00e8 un messaggio di pluralismo per l\u2019Oriente e l\u2019Occidente\u201d: Questa formula coniata da Giovanni Paolo II negli anni \u201980, ha fatto fortuna in Libano. 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