{"id":2531,"date":"2011-05-13T15:27:30","date_gmt":"2011-05-13T13:27:30","guid":{"rendered":"http:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/?p=2531"},"modified":"2013-01-25T22:04:43","modified_gmt":"2013-01-25T21:04:43","slug":"notizie-dal-gruppo-missionario-n-79","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/2011\/05\/notizie-dal-gruppo-missionario-n-79\/","title":{"rendered":"Notizie dal gruppo missionario n. 79"},"content":{"rendered":"<p>Da Avvenire,\u00a03\/05\/2011<br \/>\n<strong>La tragedia<\/strong><strong> invisibile<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n<p><em>La denuncia dei missionari: a rischio la struttura economica, allagati pascoli e coltivazioni, centinaia le baraccopoli sommerse dal fango.<\/em><\/p>\n<p><strong>Colombia, un anno sotto il diluvio: \u201cEnormi i danni\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>di <em>Lucia Capuzzi<\/em><\/p>\n<p>Incessante, inarrestabile, ostinata. Da oltre <strong>un anno<\/strong>, la pioggia sferza la Colombia con rabbia inconsueta. Le pause tra un acquazzone e l\u2019altro durano appena pochi giorni, poi il diluvio riprende. Con meticolosa precisione.<\/p>\n<p>La stessa descritta dal Nobel colombiano Gabriel Garcia Marquez in \u201c<em>Cent\u2019anni di solitudine<\/em>\u201d, quando nell\u2019immaginario villaggio di Macondo \u2013 metafora dell\u2019intera nazione \u2013 \u201c<em>piovve per quattro anni, undici mesi e due giorni<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>I meteorologi garantiscono che il nubifragio reale sar\u00e0 pi\u00f9 breve di quello letterario: <strong>ancora qualche mese<\/strong>, poi si prevede una schiarita. Questo non consola, per\u00f2, i colombiani, allo stremo per l\u2019emergenza, prodotta \u2013 secondo gli esperti \u2013 dal cambiamento climatico.<\/p>\n<p>Negli ultimi dodici mesi, l\u2019acqua ha ingoiato campi, strade, citt\u00e0 in tutto il Paese. Isolando centinaia di villaggi: 16 autostrade, 51 vie secondarie e oltre 30 valichi sono inagibili. E provocando danni enormi. Tanto che il <strong>presidente Juan Manuel Santos<\/strong> l\u2019ha definita \u201c<em>la peggior catastrofe naturale nella storia del Paese<\/em>\u201d e lo scorso 7 dicembre ha dichiarato lo <strong>stato di calamit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>Per la <strong>Croce<\/strong><strong> Rossa<\/strong>, i morti sono <strong>418<\/strong>, i colpiti oltre <strong>3.000.000<\/strong>, il <strong>6,5% della popolazione<\/strong>. \u201c<em>E\u2019 una tragedia senza precedenti, le conseguenze per il Paese saranno enormi<\/em>\u201d, racconta ad <em>Avvenire<\/em> <strong>padre Alonzo Alvarez<\/strong>, missionario della Consolata a Bogot\u00e0 e direttore della rivista <em>Dimension missionera<\/em>.<\/p>\n<p>Alle devastazioni, si sommano poi i <strong>danni<\/strong> di lungo periodo all\u2019<strong>apparato economico<\/strong>. Lo stesso governo ha ammesso che la crisi rischia di far retrocedere la Colombia di vent\u2019anni.<\/p>\n<p>Secondo stime ufficiali, le perdite finora ammonterebbero a 305 milioni di euro, lo 0,2% del prodotto interno lordo.<\/p>\n<p>\u201c<em>Sono a rischio soprattutto gli allevamenti del nord oltre alle produzioni di caff\u00e8 e fiori<\/em>\u201d, aggiunge padre Alonzo. Il 15% di queste \u2013 una delle pi\u00f9 pregiate fonti di esportazione, soprattutto per le citt\u00e0 centrali, in primo luogo di Medellin \u2013 potrebbe andare perduto. Con pesanti ricadute finanziarie.<\/p>\n<p>L\u2019esecutivo ha stanziato 2,4 miliardi di dollari per la calamit\u00e0: il perdurare delle precipitazioni rende difficile avviare la ricostruzione.<\/p>\n<p>Le piogge, poi, colpiscono con brutale violenza soprattutto i gruppi sociali pi\u00f9 deboli, concentrati negli slum. La Colombia \u00e8 il <strong>secondo Paese al mondo<\/strong> per numero di <strong>sfollati interni<\/strong>: circa 4 milioni.<\/p>\n<p>Il decennale conflitto e la presenza di bande armate nelle aree rurali obbligano i cittadini a lasciare la terra per rifugiarsi nelle metropoli. Con pochi mezzi e senza lavoro, la maggior parte finisce per ammassarsi nelle <strong>baraccopoli <\/strong>ai margini della citt\u00e0.<\/p>\n<p>\u201c<em>I poveri e i profughi costruiscono le loro casupole abusive, in genere, sui fianchi delle colline, intorno ad <strong>ex discariche<\/strong>, ovunque ci sia spazio. Zone ad alto rischio: bastano anche poche gocce per causare una frana. Figuriamoci un diluvio di queste proporzioni<\/em>\u201d, aggiunge il missionario.<\/p>\n<p>Non stupisce, dunque, che la maggior parte dei <strong>morti<\/strong> di queste alluvioni siano abitanti delle baraccopoli: nessuno sapr\u00e0 mai, dato che non esiste un censimento ufficiale \u2013 quanti <strong>slum<\/strong> siano stati <strong>sepolti dal fango<\/strong> nell\u2019ultimo anno.<\/p>\n<p>Vittime invisibili di una tragedia invisibile.<\/p>\n<p>\u201c<em>Pochi parlano del dramma che sta vivendo il popolo colombiano<\/em>\u201d &#8211; dice <strong>padre Vicente Pellegrino<\/strong>, sacerdote consolatino italiano da decenni a Cali \u2013 \u201c<em>\u00e8 fondamentale rompere il silenzio. I colombiani hanno bisogno della nostra solidariet\u00e0<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Storie di disperazione ma anche di speranza si consumano nel \u201c<em>diluvio colombiano<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>\u201c<em>La diocesi ha organizzato una raccolta di viveri per gli alluvionati in occasione della Pasqua<\/em>\u201d- aggiunge padre Vicente \u2013<em> <\/em>\u201c<em>Nella mia parrocchia, S.Evangelio di Cali, <strong>tutti hanno voluto portare qualcosa, anche i pi\u00f9 poveri<\/strong>. E\u2019 stata una straordinaria prova di generosit\u00e0<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>\u00a0Anno II, n. 50<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/wp-content\/uploads\/79.Colombia.pdf\">Scarica il PDF<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da Avvenire,\u00a03\/05\/2011 La tragedia invisibile La denuncia dei missionari: a rischio la struttura economica, allagati pascoli e coltivazioni, centinaia le baraccopoli sommerse dal fango. 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