{"id":2609,"date":"2011-06-10T15:07:02","date_gmt":"2011-06-10T13:07:02","guid":{"rendered":"http:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/?p=2609"},"modified":"2013-01-25T22:04:42","modified_gmt":"2013-01-25T21:04:42","slug":"domenica-12-giugno-2011-pentecoste-il-fuoco-dellamore-di-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/2011\/06\/domenica-12-giugno-2011-pentecoste-il-fuoco-dellamore-di-dio\/","title":{"rendered":"Domenica 12 giugno 2011 &#8211; PENTECOSTE, il fuoco dell&#8217;amore di Dio"},"content":{"rendered":"<p>Nella solennit\u00e0 della Pentecoste siamo invitati a professare la nostra fede nella presenza e nell\u2019azione dello Spirito Santo e a invocarne l\u2019effusione su di noi, sulla Chiesa e sul mondo intero: <strong>\u00abVieni, Spirito Santo!\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p>Un\u2019invocazione tanto semplice e immediata, ma insieme straordinariamente profonda, sgorgata prima di tutto dal cuore di Cristo. Lo Spirito Santo, infatti, \u00e8 il dono che Ges\u00f9 ha chiesto e continuamente chiede al Padre per i suoi amici; il primo e principale dono che ci ha ottenuto con la sua Risurrezione e Ascensione al Cielo.<\/p>\n<p>Il Signore Ges\u00f9 disse ai suoi discepoli: \u00ab<em>Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregher\u00f2 il Padre ed egli vi dar\u00e0 un altro Par\u00e0clito perch\u00e9 rimanga con voi per sempre<\/em>\u00bb (Gv 14,15-16).<\/p>\n<p>Questa preghiera raggiunge il suo vertice e il suo compimento sulla croce, dove l\u2019invocazione di Cristo fa tutt\u2019uno con il dono totale di se stesso.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, la preghiera di Ges\u00f9 \u00e8 una preghiera che permane anche in Cielo, dove Cristo siede alla destra del Padre.<\/p>\n<p>Ges\u00f9, infatti, vive sempre il suo sacerdozio d\u2019intercessione a favore del popolo di Dio e dell\u2019umanit\u00e0 e quindi prega per tutti noi chiedendo al Padre il dono dello Spirito Santo.<\/p>\n<p>Il racconto della Pentecoste (Atti 2, 1-11) presenta il nuovo corso dell\u2019opera di Dio iniziato con la risurrezione di Cristo. Dal Figlio di Dio morto e risorto e ritornato al Padre spira ora sull\u2019umanit\u00e0, con inedita energia, il soffio divino, lo Spirito Santo. E cosa produce questa nuova e potente auto-comunicazione di Dio?<\/p>\n<p>L\u00e0 dove ci sono lacerazioni ed estraneit\u00e0, essa crea unit\u00e0 e comprensione. Si innesca un processo di riunificazione tra le parti della famiglia umana, divise e disperse. Le persone, spesso ridotte a individui in competizione o in conflitto tra loro, raggiunte dallo Spirito di Cristo, si aprono all\u2019esperienza della comunione, che pu\u00f2 coinvolgerle a tal punto da fare di loro un nuovo organismo, un nuovo soggetto: la <strong>Chiesa<\/strong>.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 l\u2019effetto dell\u2019opera di Dio: l\u2019<strong>unit\u00e0<\/strong>, che \u00e8 il segno di riconoscimento, il biglietto da visita della Chiesa nel corso della sua storia universale. Fin dall\u2019inizio, dal giorno di Pentecoste, essa parla tutte le lingue. La Chiesa non rimane mai prigioniera di confini politici, razziali e culturali; non si pu\u00f2 confondere con gli Stati, perch\u00e9 la sua unit\u00e0 \u00e8 di genere diverso e aspira ad attraversare tutte le frontiere umane.<\/p>\n<p>Da questo deriva un criterio pratico di discernimento per la vita cristiana: quando una persona, o una comunit\u00e0, si chiude nel proprio modo di pensare e di agire, \u00e8 segno che si \u00e8 allontanata dallo Spirito Santo.\u00a0<\/p>\n<p>A Pentecoste lo Spirito Santo si manifesta come <strong>fuoco<\/strong>. La sua fiamma \u00e8 discesa sui discepoli riuniti, si \u00e8 accesa in essi e ha donato loro il nuovo ardore di Dio.<\/p>\n<p>Si realizza cos\u00ec ci\u00f2 che aveva predetto il Signore Ges\u00f9: \u00ab<em>Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse gi\u00e0 acceso<\/em>!\u00bb (Lc 12,49).<\/p>\n<p>Com\u2019\u00e8 diverso questo fuoco da quello delle guerre e delle bombe!<\/p>\n<p>Com\u2019\u00e8 diverso l\u2019incendio di Cristo, propagato dalla Chiesa, rispetto a quelli accesi dai dittatori di ogni epoca,\u00a0 che lasciano dietro di s\u00e9 terra bruciata.<\/p>\n<p>Il fuoco di Dio, il fuoco dello Spirito Santo, \u00e8 quello del roveto che divampa senza bruciare (Es 3,2). E&#8217; una fiamma che arde, ma non distrugge; che, anzi, divampando fa emergere la parte migliore e pi\u00f9 vera dell\u2019uomo,\u00a0 la sua vocazione alla verit\u00e0 e all\u2019amore.<\/p>\n<p>Arde operando una trasformazione, e perci\u00f2 deve consumare qualcosa nell\u2019uomo: le scorie che lo corrompono e lo ostacolano nelle sue relazioni con Dio e con il prossimo.<\/p>\n<p>Questo effetto del fuoco divino per\u00f2 ci spaventa, abbiamo paura di essere scottati, preferiremmo rimanere cos\u00ec come siamo.<\/p>\n<p>Molte persone credono in Dio e ammirano la figura di Ges\u00f9 Cristo, ma quando viene chiesto loro di perdere qualcosa di se stessi, allora si tirano indietro, hanno paura delle esigenze della fede. C\u2019\u00e8 il timore di dover rinunciare a qualcosa di bello, a cui siamo attaccati; il timore che seguire Cristo ci privi della libert\u00e0, di una parte di noi stessi.<\/p>\n<p>Da un lato vogliamo stare con Ges\u00f9, seguirlo da vicino,\u00a0 dall\u2019altro abbiamo paura delle conseguenze che ci\u00f2 comporta. Abbiamo sempre bisogno di sentirci dire dal Signore Ges\u00f9 quello che spesso ripeteva ai suoi amici: \u201c<strong><em>Non abbiate paura<\/em><\/strong>\u201d. Come Simon Pietro e gli altri, dobbiamo lasciare che la sua presenza e la sua grazia trasformino il nostro cuore, sempre soggetto alle debolezze umane.<\/p>\n<p>Dobbiamo saper riconoscere che perdere qualcosa, anzi se stessi, per il vero Dio, il Dio dell\u2019amore e della vita, \u00e8 in realt\u00e0 guadagnare, ritrovarsi pi\u00f9 pienamente.<\/p>\n<p>Chi si affida a Ges\u00f9 sperimenta gi\u00e0 in questa vita la pace e la gioia del cuore, che il mondo non pu\u00f2 dare, e non pu\u00f2 nemmeno togliere una volta che Dio ce le ha donate.<\/p>\n<p>Vale dunque la pena di lasciarsi toccare dal fuoco dello Spirito Santo! E\u2019 la realt\u00e0 della croce: non per nulla nel linguaggio di Ges\u00f9 il \u201cfuoco\u201d \u00e8 soprattutto una rappresentazione del mistero della croce, senza il quale non esiste cristianesimo.<\/p>\n<p>Illuminati e confortati da queste parole di vita, eleviamo la nostra invocazione: <strong>Vieni, Spirito Santo! Accendi in noi il fuoco del tuo amore!<\/strong><\/p>\n<p>Questa fiamma \u2013 e solo essa \u2013 ha il potere di salvarci.<\/p>\n<p>Abbiamo bisogno del fuoco dello Spirito Santo, perch\u00e9 solo l\u2019Amore redime.<\/p>\n<p>Amen.<\/p>\n<p><em>(Dall&#8217;omelia di Benedetto XVI)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella solennit\u00e0 della Pentecoste siamo invitati a professare la nostra fede nella presenza e nell\u2019azione dello Spirito Santo e a invocarne l\u2019effusione su di noi, sulla Chiesa e sul mondo intero: \u00abVieni, Spirito Santo!\u00bb. Un\u2019invocazione tanto semplice e immediata, ma insieme straordinariamente profonda, sgorgata prima di tutto dal cuore di Cristo. 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