{"id":331,"date":"2008-11-29T16:40:52","date_gmt":"2008-11-30T00:40:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.parrocchiasmacassina.org\/?p=331"},"modified":"2013-01-25T21:40:39","modified_gmt":"2013-01-25T20:40:39","slug":"331","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/2008\/11\/331\/","title":{"rendered":"Il Melograno"},"content":{"rendered":"<p>Don Paolo e mamma Carla mi hanno regalato un bel quadretto, dipinto da pap\u00e0 Augusto, raffigurante, su un piatto, frutta di stagione: la mela, la pera, l&#8217;arancia, il melograno.<\/p>\n<p>Ora il quadretto-ricordo si trova appeso ad una parete della mia cucina; lo guardo attentamente e i miei occhi si fermano pi\u00f9 a lungo su quel frutto: il melograno o la melagrana.<\/p>\n<p>Il melograno l&#8217;ho conosciuto fin da ragazzo e lo chiamavamo, in dialetto milanese &#8220;<em>el pom gran\u00e0<\/em>&#8220;. Mi ricordo anche la fatica che facevo per sgranocchiarlo per poi assaporarne il gusto inconfondibile.<\/p>\n<p>Sono passati tanti anni e del melograno rimase solo la memoria.<\/p>\n<p>Questa memoria per\u00f2 diventa curiosit\u00e0, quando mi si chiede di andare a celebrare la S. Messa per gli ammalati, ricoverati al &#8220;Melograno&#8221;.<\/p>\n<p>Mi ha colpito poi il fatto che lo stemma dei &#8220;Fatebenefratelli&#8221; sia un melograno socchiuso con sopra una croce.<\/p>\n<p>La curiosit\u00e0 allora si fa desiderio di sapere la storia di questa pianta coltivata sia per la bont\u00e0 dei frutti che per la bellezza dei fiori, ve la racconto.<\/p>\n<p>Nella vita di S. Giovanni di Dio (o della Croce), fondatore dei &#8220;Fatebenefratelli&#8221;, si racconta questo episodio.<\/p>\n<p><em>&#8220;Un giorno, mentre se n&#8217;andava col suo carico di mercanzia, incontr\u00f2 sul proprio cammino un grazioso fanciullo, vestito poveramente, scalzo e senza berretto.<\/em><\/p>\n<p><em>Giovanni appena lo vide. s&#8217;intener\u00ec e gli rivolse affettuosamente la parola e poich\u00e9 il piccino lo chiamava per nome, esclam\u00f2: \u00abCom&#8217;\u00e8 dunque, bambino mio, che mi conosci? Mi hai gi\u00e0 visto qualche volta\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Gli rispose: \u00abS\u00ec, ti ho visto molte volte\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>E Giovanni torn\u00f2 a chiedere: \u00abSei davvero gentile, bambino, a dirmi che mi conosci. Dunque, dimmi: di dove sei? Vivi qui attorno oppure ti sei perso la mamma?\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Il fanciullo gli rispose: \u00abNon mi sono perso e so bene dove vado\u00bb. E Giovanni: \u00abE perch\u00e9 allora vai scalzo, camminando a piedi nudi?\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><em>Gli replic\u00f2: \u00abPerch\u00e9 non me le dai tu le scarpe?\u00bb. Comment\u00f2 Giovanni: \u00abChe graziosi fanciulli ci sono a questo mondo! la tua bocca splende pi\u00f9 del sole\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>E in ci\u00f2, si tolse i sandali di corda e ne calz\u00f2 il fanciullo, dicendogli: \u00abSuvvia, bambino mio, ora che sei calzato, proseguiamo assieme.\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Ribatt\u00e8 il piccino: \u00abPossiamo andare. per\u00f2 questi sandali son troppo grandi per me, non ci riesco a camminare. Rimettiteli e portami a cavalcioni, cos\u00ec ti alleni a portare i poveri in spalla, ch\u00e8 io ti lascer\u00f2 presto\u00bb. <\/em><\/p>\n<p>[<em>&#8230; <\/em>Il racconto continua alla prossima puntata&#8230; ]<\/p>\n<p align=\"right\"><em> (<\/em><em>A cura di Monsignor Bruno Magnani)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Don Paolo e mamma Carla mi hanno regalato un bel quadretto, dipinto da pap\u00e0 Augusto, raffigurante, su un piatto, frutta di stagione: la mela, la pera, l&#8217;arancia, il melograno. 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