{"id":356,"date":"2009-01-12T10:06:31","date_gmt":"2009-01-12T09:06:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.parrocchiasmacassina.org\/?p=356"},"modified":"2013-01-25T21:40:39","modified_gmt":"2013-01-25T20:40:39","slug":"curiosita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/2009\/01\/curiosita\/","title":{"rendered":"Curiosit\u00e0"},"content":{"rendered":"<h2 align=\"center\"><u>Il Bicchiere era un lusso<\/u><\/h2>\n<p>I bicchieri ci sono gi\u00e0 quattromila anni prima di Cristo, queli in vetro invece nascono pi\u00f9 tardi, pi\u00f9 o meno duemilacinquecento anni fa.<\/p>\n<p>Sembra che la tecnica della soffiatura sia stata scoperta da vetrai siriani, che poi, insieme a quelli egiziani, la diffondono in tutto l&#8217;impero romano.<\/p>\n<p>Ma il bicchiere di vetro rimane per molto tempo un oggetto prezioso. Soltanto i ricchi possono permetterselo: gli altri continuano a usare bicchieri di terracotta, legno, corno o metallo.<\/p>\n<p>Durante il Medioevo il bicchiere continua a rappresentare un lusso riservato a pochi, a volte \u00e8 addirittura &#8220;collettivo&#8221; e i commensali se ne servono a turno.<\/p>\n<p>A Venezia, gi\u00e0 intorno al 1200, un gruppetto di vetrai, provenienti da Costantinopoli, forma una solida Corporazione, che si fa via via sempre pi\u00f9 florida e potente.<\/p>\n<p>Nel 1600 la citt\u00e0 conta pi\u00f9 di trecento vetrerie, tutte concentrate, per il pericolo di incendi, nell&#8217;isola di Murano. I maestri vetrai sono pagati molto e hanno addirittura il diritto di coniare le &#8220;oselle&#8221; (monete in ricordo dell&#8217;elevazione dei dogi); in cambio non possono rivelare i segreti del loro lavoro e neppure allontanarsi dal territorio della repubblica.<\/p>\n<p>Soltanto verso la met\u00e0 del &#8216;700, il bicchiere &#8220;personale&#8221; arriva su tutte le tavole.<\/p>\n<h2 align=\"center\"><u>Le posate &#8211; &#8220;Civilt\u00e0 della tavola&#8221;<\/u><\/h2>\n<p>La storia delle posate \u00e8 piuttosto recente, connessa strettamente all&#8217;arte del servire e dell&#8217;apparecchiare, alla &#8220;civilt\u00e0&#8221; della tavola insomma.<\/p>\n<p>La posata pi\u00f9 antica, <strong><u>il coltello<\/u><\/strong>, serviva ai Romani soltanto come strumento di caccia.<\/p>\n<p>A tavola non era quasi mai usato, dato che i cibi venivano serviti gi\u00e0 tagliati in piccole porzioni.<\/p>\n<p>Durante i banchetti romani era presente invece il <strong><u>cucchiaio<\/u><\/strong>. Un tipo particolare di cucchiaio, chiamato &#8220;cochlear&#8221;, serviva a mangiare le chiocciole; un altro tipo aveva il manico che terminava a punta per poter aprire il guscio dei molluschi.<\/p>\n<p><strong><u>Il coltello<\/u><\/strong> incominciava a diventare importante dal Medioevo in poi. L&#8217;impugnatura, che \u00e8 in osso, avorio o in un metallo prezioso, si arricchisce di incrostazioni, ceselli, intagli e smalti; accanto alle lame tradizionali a punta compaiono le prime lame arrotondate.<\/p>\n<p>Sulle mense Rinascimentali arrivano anche le <strong><u>forchette.<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Sono a due o tre rebbi, con il manico in metallo prezioso o in legno intagliato e si rivelano molto utili per superare l&#8217;ostacolo degli enormi collari a gorgiera di moda a quell&#8217;epoca. Enrico III di Francia conosce la forchetta durante un viaggio a Venezia, ne \u00e8 conquistato e decide di proporne l&#8217;uso anche alla sua Corte.<\/p>\n<p>Luigi XIV invece giudica la forchetta troppo raffinata, anzi addirittura &#8220;effeminata&#8221;.<\/p>\n<p>Soltanto nel tardo Settecento comunque la forchetta viene accettata definitivamente come &#8220;strumento&#8221; indispensabile su tutte le tavole.<\/p>\n<p>Si legge infatti in un libro del 1621: &#8220;<em>\u00e8 minore ischifeza<\/em>&#8221; prendere il cibo dalle proprie mani che da un pezzo d&#8217;argento.<\/p>\n<p><em>(A cura di Monsignor Bruno Magnani)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Bicchiere era un lusso I bicchieri ci sono gi\u00e0 quattromila anni prima di Cristo, queli in vetro invece nascono pi\u00f9 tardi, pi\u00f9 o meno duemilacinquecento anni fa. 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