{"id":6562,"date":"2014-06-06T11:20:22","date_gmt":"2014-06-06T09:20:22","guid":{"rendered":"http:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/?p=6562"},"modified":"2014-06-06T11:33:40","modified_gmt":"2014-06-06T09:33:40","slug":"domenica-8-giugno-pentecoste-i-7-doni-dello-spirito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/2014\/06\/domenica-8-giugno-pentecoste-i-7-doni-dello-spirito\/","title":{"rendered":"Domenica 8 giugno: PENTECOSTE I 7 doni dello Spirito"},"content":{"rendered":"<p>La Risurrezione ha realizzato in pienezza il disegno salvifico del Redentore, l&#8217;effusione illimitata dell&#8217;amore divino sugli uomini. Spetta ora allo Spirito coinvolgere i singoli in tale disegno d&#8217;amore. Per questo c&#8217;\u00e8 una stretta connessione tra la missione di Cristo e il dono dello Spirito Santo promesso agli apostoli poco prima della Passione, come frutto del sacrificio della Croce: &#8220;Io pregher\u00f2 il Padre ed egli vi dar\u00e0 un altro Consolatore perch\u00e8 rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verit\u00e0. Egli vi insegner\u00e0 ogni cosa e vi ricorder\u00e0 tutto ci\u00f2 che io vi ho detto&#8221; .<\/p>\n<p>Gi\u00e0 sulla croce Cristo morente &#8220;emise lo Spirito&#8221; come primizia della redenzione. La Pasqua pu\u00f2 ben dirsi la prima Pentecoste in attesa della sua effusione pubblica e solenne dopo cinquanta giorni sulla comunit\u00e0 primitiva raccolta nel Cenacolo.<\/p>\n<p><b>L<\/b><b>A SAPIENZA <\/b>Il primo e pi\u00f9 alto dei doni dello Spirito \u00e8 la Sapienza: una luce che si riceve dall&#8217;Alto, una speciale partecipazione alla conoscenza misteriosa che \u00e8 propria di Dio. &#8220;Pregai e mi fu elargita la prudenza; implorai e venne in me lo spirito della sapienza&#8221; (Sap 7,7).<\/p>\n<p>Questa sapienza superiore \u00e8 la radice di una conoscenza nuova, permeata di carit\u00e0, grazie alla quale l&#8217;anima acquista dimistichezza con le cose divine.<\/p>\n<p>San Tommaso parla di un certo sapore di Dio, per cui il vero sapiente non \u00e8 semplicemente colui che sa le cose di Dio, ma colui che le sperimenta e le vive. La sapienza dona una speciale capacit\u00e0 di giudicare le cose umane secondo la visione di Dio, nella luce di Dio. Illuminato da questo dono, il cristiano sa vedere dentro le realt\u00e0 del mondo: nessuno meglio di lui \u00e8 in grado di apprezzare i valori autentici della creazione guardandoli con gli occhi stessi di Dio. Grazie a questo dono tutta la vita del cristiano, con le sue vicende, le sue aspirazioni, i suoi progetti, viene ad essere raggiunta dal soffio dello Spirito che la permea con la sua luce.<\/p>\n<p><b>L&#8217;INTELLETTO <\/b>La parola intelletto deriva dal latino intus legere, che significa leggere dentro, comprendere a fondo. Mediante questo dono lo Spirito Santo, che &#8220;scruta la profondit\u00e0 di Dio&#8221; (1Cor 2,10), comunica al cristiano una scintilla di una tale capacit\u00e0 penetrativa, aprendogli il cuore alla gioiosa percezione del disegno amoroso di Dio. Questa intelligenza \u00e8 data non solo al singolo ma anche alla comunit\u00e0: ai Pastori che, come successori degli apostoli, sono eredi della specifica promessa loro fatta da Cristo, e ai fedeli i quali, grazie all&#8217;unzione dello Spirito, posseggono uno speciale senso della fede che li guida nelle scelte concrete. La luce dello Spirito, infatti, mentre acuisce l&#8217;intelligenza delle cose divine, rende anche pi\u00f9 limpido e penetrante lo sguardo sulle cose umane, sui numerosi segni di Dio inscritti nel creato.<\/p>\n<p><b>L<\/b><b>A SCIENZA <\/b>Con il dono della scienza ci \u00e8 dato di conoscere il vero valore delle creature nel loro rapporto col Creatore. L&#8217;uomo contemporaneo, in virt\u00f9 dello sviluppo delle scienze, \u00e8 particolarmente esposto alla tentazione di dare un&#8217;interpretazione naturalistica del mondo. Davanti alla ricchezza delle cose, alla loro complessit\u00e0, variet\u00e0 e bellezza, egli corre il rischio di assolutizzarle e quasi divinizzarle fino a farne lo scopo supremo della sua stessa vita, come avviene con le ricchezze, con il piacere, il potere: i principali idoli dinanzi ai quali troppo spesso il mondo si prostra. Per resistere a tale sottile tentazione ecco che lo Spirito Santo soccorre l&#8217;uomo con il dono della scienza. Questa lo aiuta a valutare rettamente le cose nella loro essenziale dipendenza dal Creatore. &#8220;Grazie ad essa l&#8217;uomo non stima le creature pi\u00f9 di quello che valgono e non pone in esse ma in Dio il fine della propria vita&#8221; (S. Tommaso).<\/p>\n<p><b>IL CONSIGLIO <\/b>Il dono del consiglio \u00e8 dato al cristiano per illuminare la coscienza nelle scelte morali che la vita di ogni giorno gli impone. Il consiglio arricchisce e perfeziona la virt\u00f9 della prudenza e guida l&#8217;anima illuminandola sul da farsi, specialmente quando si tratta di scelte importanti o di un cammino da percorrere fra difficolt\u00e0 e ostacoli. La coscienza diventa allora come &#8220;l&#8217;occhio sano&#8221; di cui parla il vangelo ed acquista una sorta di nuova pupilla, grazie alla quale le \u00e8 possibile vedere meglio che cosa fare in una determinata circostanza, fosse anche la pi\u00f9 intricata e difficile.<\/p>\n<p><b>L<\/b><b>A FORTEZZA <\/b>Un altro dono dello Spirito \u00e8 il dono della fortezza. Nel nostro tempo molti esaltano la forza fisica, giungendo ad approvare anche le manifestazioni estreme della violenza. In realt\u00e0 l&#8217;uomo fa ogni giorno l&#8217;esperienza della propria debolezza, nel campo fisico ma anche spirituale e morale, cedendo alle pressioni che su di lui esercita l&#8217;ambiente corcostante. Proprio per resistere a queste molteplici spinte \u00e8 necessaria la virt\u00f9 della fortezza, una virt\u00f9 che non scende a compromessi nell&#8217;adempimento del proprio dovere.<\/p>\n<p>La paura e l&#8217;aggressivit\u00e0 sono due forme di carenza di fortezza che spesso si riscontrano, col conseguente ripetersi del rattristante spettacolo di chi \u00e8 debole e vile con i potenti, spavaldo e prepotente con gli indifesi. Il dono della fortezza d\u00e0 vigore all&#8217;anima nei momenti pi\u00f9 drammatici ma anche nelle abituali condizioni di difficolt\u00e0: nella lotta per rimanere coerenti con i propri principi; nella sopportazione di offese e di attacchi ingiusti; nella perseveranza coraggiosa sulla strada della verit\u00e0 e dell&#8217;onest\u00e0.<\/p>\n<p><b>LA PIET\u00c0 <\/b>Con il dono della piet\u00e0 lo Spirito guarisce il nostro cuore da ogni forma di durezza e lo apre alla tenerezza verso Dio e verso i fratelli.<\/p>\n<p>La tenerezza, come atteggiamento sinceramente filiale verso Dio, si esprime nella preghiera. L&#8217;esperienza della propria povert\u00e0 esistenziale, del vuoto che le cose terrene lasciano nell&#8217;anima, suscita nell&#8217;uomo il bisogno di ricorrere a Dio per ottenere grazia, aiuto, perdono.<\/p>\n<p>Il dono della piet\u00e0 orienta ed alimenta tale esigenza, arricchendola di sentimenti di profonda fiducia verso Dio, sentito come Padre buono.<\/p>\n<p>La tenerezza, come apertura autenticamente fraterna, si manifesta nella mitezza. Lo Spirito infonde una nuova capacit\u00e0 di amore verso i fratelli, rendendo il cuore del credente in qualche modo partecipe della mitezza stessa del cuore di Cristo. Il dono della piet\u00e0 estingue nel cuore quei focolai di tensione e di divisione che sono l&#8217;amarezza, la collera, l&#8217;impazienza, e vi alimenta sentimenti di comprensione, di tolleranza, di perdono.<\/p>\n<p><b>IL TIMOR DI DIO <\/b>Di quale timore si tratta? Non certo di quella paura di Dio che spinge a rifugiarsi dal pensare e dal ricordarsi di lui, come da qualcosa o da qualcuno che turba e inquieta. Fu questo il sentimento del servo infedele e malvagio della parabola evangelica che nascose sotto terra il talento ricevuto.<\/p>\n<p>Il timore, dono dello Spirito, \u00e8 cosa molto pi\u00f9 nobile e alta: \u00e8 il sentimento sincero e trepido che l&#8217;uomo prova di fronte alla tremenda maest\u00e0 di Dio, specialmente quando riflette sulle proprie infedelt\u00e0 e sul pericolo di essere &#8220;trovato scarso&#8221; (Dn 5, 27) nel giudizio eterno a cui nessuno pu\u00f2 sfuggire. Ci\u00f2 tuttavia, non significa paura irrazionale, ma senso di responsabilit\u00e0 e di fedelt\u00e0 alla legge di Dio. Il dono del timore di Dio non esclude la trepidazione che scaturisce dalla consapevolezza delle colpe commesse ma la addolcisce con la fede della misericordia divina e con la certezza della sollecitudine paterna di Dio che vuole l&#8217;eterna salvezza di ciascuno.<\/p>\n<p>Con questo dono lo Spirito infonde nell&#8217;anima soprattutto il timore filiale, che \u00e8 sentimento radicato nell&#8217;amore verso Dio: l&#8217;anima si preoccupa allora di non recare dispiacere a Dio, amato come Padre, di non offenderlo in nulla, di rimanere e di crescere nella carit\u00e0.<\/p>\n<p>Invochiamo lo Spirito Santo perch\u00e8 effonda largamente il dono del santo timor di Dio negli uomini del nostro tempo. Invochiamolo per intercessione di Colei che, all&#8217;annuncio del messaggio celeste rimase turbata e, pur trepidante per l&#8217;inaudita responsabilit\u00e0 che le veniva affidata, seppe pronunciare il fiat della fede, dell&#8217;obbedienza e dell&#8217;amore.<\/p>\n<p>(Giovanni Paolo II)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Risurrezione ha realizzato in pienezza il disegno salvifico del Redentore, l&#8217;effusione illimitata dell&#8217;amore divino sugli uomini. Spetta ora allo Spirito coinvolgere i singoli in tale disegno d&#8217;amore. 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