{"id":6890,"date":"2015-02-20T15:30:42","date_gmt":"2015-02-20T14:30:42","guid":{"rendered":"http:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/?p=6890"},"modified":"2015-02-20T16:15:43","modified_gmt":"2015-02-20T15:15:44","slug":"4-spunti-storici-antichi-e-nuovi-per-la-comunita-pastorale-maria-madre-della-chiesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/2015\/02\/4-spunti-storici-antichi-e-nuovi-per-la-comunita-pastorale-maria-madre-della-chiesa\/","title":{"rendered":"4. SPUNTI STORICI ANTICHI E NUOVI PER LA COMUNIT\u00c0 PASTORALE \u201cMARIA MADRE DELLA CHIESA\u201d"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/wp-content\/uploads\/SPUNTI-STORICI-ANTICHI-E-NUOVI-4.pdf\">Scarica il PDF di questa pagina<\/a><\/p>\n<h2><strong>La signoria<\/strong><\/h2>\n<p>All&#8217;inizio del secolo XIII infieriscono aspre lotte tra Guelfi, sostenuti dal Papa, e Ghibellini, fautori dell&#8217;Imperatore.<\/p>\n<p>In questo periodo le citt\u00e0 italiane sono spesso travagliate da fiere contese interne fra partiti, fazioni, nobili, popolo e clero, schierati, chi dalla parte guelfa chi dalla parte ghibellina. Questa irrequietezza dei comuni \u00e8 l&#8217;effetto del loro stesso sviluppo, del prosperare della vita economica, della floridezza delle industrie, del commercio e dell&#8217;importanza che vanno assumendo i nuovi ceti sociali (mercanti, artigiani, imprenditori) che, esclusi dal governo dei Comuni, retto dai nobili, mirano ad associarsi al potere della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Questo dualismo di potere \u00e8 causa di ulteriori conflitti interni, che riescono a provocare profonde trasformazioni delle istituzioni comunali, cos\u00ec la somma dei poteri pass\u00f2 dai consigli comunali ad un solo individuo, il &#8220;<strong>signore<\/strong>&#8220;, appartenente a nobile famiglia feudale di origine borghese, ma eccellente per prestigio o per meriti militari.<\/p>\n<p>Questa nuova forma di governo viene chiamata &#8220;SIGNORIA&#8221;.<\/p>\n<p>Le signorie si affermano principalmente nelle citt\u00e0 dell&#8217;Italia settentrionale.<\/p>\n<p>A Milano si afferm\u00f2 la signora dei Visconti a cui, nella persona di Matteo Visconti, il potere vicario di Milano \u00e8 legalmente conferito dall&#8217;Imperatore Arrigo VII il 13 luglio del 1311.<\/p>\n<p>Da allora la Signoria dei Visconti va, sia pure con alterne vicende sempre pi\u00f9 consolidandosi in potere ed in influenza politica.<\/p>\n<p>I Visconti allora dominavano su Milano, Bergamo, Piacenza, Alessandria, Tortona, estendendo il loro protettorato sulle Signorie minori delle altre citt\u00e0 lombarde.<\/p>\n<p>Va ricordata pi\u00f9 avanti la figura di Giovanni Visconti che seppe riassumere in s\u00e9 le due massime cariche religiosa e civile e che, alla morte avvenuta nel 1354, lasci\u00f2 il potere ai nipoti Galeazzo, Bernab\u00f2 e Matteo.<\/p>\n<p>Le contese interne alla famiglia, pi\u00f9 sotterranee che palesi, ebbero fine drammatica con l&#8217;arresto e l&#8217;uccisione, nel castello di Trezzo, di Bernab\u00f2 ad opera del nipote Gian Galeazzo nel 1385.<\/p>\n<p>&#8220;EL PRINCIPIO DIL DOMO DI MILANO FU NEL ANNO 1386&#8221;, si legge su una lapide murata all&#8217;interno vicino al sepolcro di Ariberto.<\/p>\n<p>Nel 1386, a Milano, si d\u00e0 inizio alla costruzione del Duomo, l&#8217;opera alla quale: &#8220;ha posto mano e cielo e terra&#8221; e anche qualche cernuschese tra i quali i fratelli Pietro e Ambrogio Manuzio da Cernusco ambedue architetti ducali e sovraintendenti alle fabbriche di citt\u00e0 e del Ducato.<\/p>\n<p>In seguito, nel secolo XV, nei registri della fabbrica del Duomo insieme con Ambrogio Manuzio si trova Girolamo da Cernusco.<\/p>\n<p>Mons. Ghezzi, prevosto di Cernusco, nel suo libro &#8220;<em>Cisnusculum<\/em>&#8220;, in base a documenti, riporta il nome dello scultore Luchino da Cernusco, che venne mandato alle cave di Candoglia a scegliere i marmi occorrenti, e di Enrico Bianchino da Cernusco, probabilmente suo fratello, che nel 1478 venne invitato a scolpire le statue del Duomo insieme con altri scultori.<\/p>\n<p>Sull&#8217;idea ispiratrice e quindi sulle origini del Duomo fiorirono diverse leggende.<\/p>\n<figure id=\"attachment_6894\" aria-describedby=\"caption-attachment-6894\" style=\"width: 112px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/wp-content\/uploads\/visconti.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-6894 size-full\" src=\"http:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/wp-content\/uploads\/visconti.jpg\" alt=\"Gian Galeazzo Visconti\" width=\"112\" height=\"157\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-6894\" class=\"wp-caption-text\">Gian Galeazzo Visconti<\/figcaption><\/figure>\n<p>Non priva di fondamento sembra questa: negli anni in cui deteneva il potere Gian Galeazzo Visconti scoppi\u00f2 tra la popolazione una strana epidemia che colpiva tutti i bambini di sesso maschile.<\/p>\n<dl id=\"attachment_6896\" class=\"wp-caption alignright\" style=\"width: 173px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"http:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/wp-content\/uploads\/duomo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-6896\" src=\"http:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/wp-content\/uploads\/duomo.jpg\" alt=\"Il Duomo di Milano\" width=\"163\" height=\"157\" \/><\/a><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\">Il Duomo di Milano<\/dd>\n<\/dl>\n<p>La cittadinanza e il principe pensarono di implorare la benedizione di Dio erigendo in onore Maria Bambina, davanti al palazzo ducale, una chiesa che fosse la pi\u00f9 bella e la pi\u00f9 grande del mondo.<\/p>\n<p>Gian Galeazzo, poi, fece voto che: &#8220;<em>havendo figlioli a tutti, videlicet a maschi e femine li metterebbo nome Maria et sic fecit<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Da qui la pia consuetudine di offrire i figli alla Madonna imponendo loro il nome di Maria.<\/p>\n<p>Cominciarono i Visconti che chiamarono i loro figli: Filippo Maria, Giovanni Maria, Gabriele Maria\u2026<\/p>\n<p>La prima pietra del Duomo fu posta il 15 marzo 1386 dall&#8217;Arcivescovo Antonio da Saluzzo (1376-1402) sepolto in Duomo.<\/p>\n<p>A CERNUSCO, in quegli anni, la chiesa di S. Maria era diventata Parrocchia.<\/p>\n<figure id=\"attachment_6898\" aria-describedby=\"caption-attachment-6898\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/wp-content\/uploads\/camporicco.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-6898\" src=\"http:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/wp-content\/uploads\/camporicco.jpg\" alt=\"Chiesa Nativit\u00e0 di Maria Vergine in Camporicco\" width=\"160\" height=\"130\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-6898\" class=\"wp-caption-text\">Chiesa Nativit\u00e0 di Maria Vergine in Camporicco<\/figcaption><\/figure>\n<p>L\u2019anno di erezione non ci fu dato di trovarlo e tanto meno il nome del primo parroco o rettore.<\/p>\n<p>Ma mons. Ghezzi scrive: \u201cDella esistenza della parrocchia a Cernusco abbiamo conferma palese nei documenti del 1388\u201d.<\/p>\n<p>Infatti, si legge nelle note d\u2019archivio della Curia Arcivescovile di Milano che, essendo Arcivescovo il pio Antonio da Saluzzo, il quale cooper\u00f2 con Gian Galeazzo Visconti ad edificare il Duomo di Milano, fu distaccata dalla Parrocchia di S. Maria di Cernusco la chiesa di Camporicco.<\/p>\n<p>Di tutto ci\u00f2 \u00e8 memoria anche in una lapide marmorea che \u00e8 tuttora murata nella chiesa di Camporicco e anche questa lapide porta la data del 1388.<\/p>\n<figure id=\"attachment_6899\" aria-describedby=\"caption-attachment-6899\" style=\"width: 95px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/wp-content\/uploads\/cernusco.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-6899\" src=\"http:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/wp-content\/uploads\/cernusco.jpg\" alt=\"Campanile Chiesa antica S. Maria (Cernusco s\/N)\" width=\"95\" height=\"149\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-6899\" class=\"wp-caption-text\">Campanile Chiesa antica S. Maria (Cernusco s\/N)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Quindi \u201cquegli anni\u201d di cui sopra vanno dal 1376, data di ingresso dell\u2019Arcivescovo Antonio, al 1388.<\/p>\n<p>Il testo della lapide marmorea (\u00e8 in latino e tradotto in italiano) dice:<\/p>\n<p>\u201c<em>Nel nome di Cristo, amen. <\/em><\/p>\n<p><em>Questa et\u00e0 e la futura posterit\u00e0 in eterno sappiano che questa chiesa, della quale il presbitero Andrea da Abbiategrasso, al posto e con l\u2019autorit\u00e0 del sig. Arcivescovo di Milano, pose le prime pietre il 22 di giugno nell\u2019anno della nativit\u00e0 del Signore 1388, ad onore e sotto il nome della nativit\u00e0 dell\u2019alma genitrice di Dio Maria, la costru\u00ec nel proprio terreno e la dot\u00f2 con propri beni, con ottenimento di perpetuo diritto di patronato e con esenzione non gravata che dal diritto parrocchiale, il nobile signor Bonizio, nato dal fu eminente ed egregio signor Giacomo Corio di Milano e consorte dell\u2019egregia signora Francesca dei nobili Parravicino, per aiuto salutare delle loro anime e dei loro defunti<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Ed e\u2019 proprio uno di questi, esattamente il nobile Bonizio Corio che il 22 giugno 1388 regnando Gian Galeazzo Visconti, diede inizio alla costruzione di un oratorio in onore della Nativi\u00e0\u2019 di Maria e ne ottenne il <em>giuspatronato<\/em> (istituto giuridico di diritto canonico, consistente in una somma di privilegi e di oneri che, per concessione della Chiesa, competono ai fondatori di chiese, di cappelle e di benefici, e ai loro eredi) dall\u2019Arcivescovo di Milano, Antonio dei marchesi di Saluzzo.<\/p>\n<h2>\u00a0<strong>Pestilenze e carestie<\/strong><\/h2>\n<p>Nella seconda met\u00e0 del 1300 (1350-1400) fu caratterizzata delle ricorrenti epidemie di peste.<\/p>\n<p>Per ben quattro volte il contagio semin\u00f2 la morte e la disperazione nel milanese, (1361-1373-1382-1384).<\/p>\n<p>La pestilenza costrinse Bernab\u00f2 Visconti a vietare la circolazione tra citt\u00e0 e contado.<\/p>\n<p>Gli ammalati erano mandati a morire \u201c <em>ad cassinas<\/em>\u201d, nella campagne o nei boschi, ed era fatto obbligo ai preti ed ai frati di constatare l\u2019insorgere della malattia ed avvertire tempestivamente gli \u201cinquisitori\u201d.<\/p>\n<p>Il divieto di entrare in Milano da parte di coloro che provenivano da zone infette si protrasse sino al 1425.<\/p>\n<p>Il conseguente blocco di ogni scambio commerciale e dei trasporti di derrate port\u00f2 ad una crisi economica e alla inevitabile carestia, che solo in parte fu alleviata dalle disposizioni di Gian Galeazzo Visconti, che ordin\u00f2 una serie di norme per bloccare \u201cl\u2019imboscamento del grano\u201d.<\/p>\n<p>Per realizzare il suo progetto il Visconte aveva fatto prolungare il Naviglio Grande da Porta Ticinese fino alle spalle della costruenda basilica.<\/p>\n<p>Il luogo verr\u00e0 poi denominato (e lo \u00e8 tuttora) via Laghetto, dallo specchio d\u2019acqua a cui approdavano i barconi carichi di marmi di Candoglia, nella bassa Val d\u2019Ossola, prelevati in Val di Toce e trasportati attraverso il Lago Maggiore e il Ticino.<\/p>\n<p>Gian Galeazzo Visconti muore nel 1402, stroncato dalla peste, a 55 anni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em>(A cura di Mons. Bruno Magnani)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<a href=\"http:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/wp-content\/uploads\/SPUNTI-STORICI-ANTICHI-E-NUOVI-4.pdf\">Scarica il PDF di questa pagina<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scarica il PDF di questa pagina La signoria All&#8217;inizio del secolo XIII infieriscono aspre lotte tra Guelfi, sostenuti dal Papa, e Ghibellini, fautori dell&#8217;Imperatore. In questo periodo le citt\u00e0 italiane sono spesso travagliate da fiere contese interne fra partiti, fazioni, nobili, popolo e clero, schierati, chi dalla parte guelfa chi dalla parte ghibellina. 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