{"id":6973,"date":"2015-03-27T12:35:35","date_gmt":"2015-03-27T11:35:35","guid":{"rendered":"http:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/?p=6973"},"modified":"2015-03-27T12:37:25","modified_gmt":"2015-03-27T11:37:25","slug":"7-spunti-storici-antichi-e-nuovi-per-la-comunita-pastorale-maria-madre-della-chiesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/2015\/03\/7-spunti-storici-antichi-e-nuovi-per-la-comunita-pastorale-maria-madre-della-chiesa\/","title":{"rendered":"7. SPUNTI STORICI ANTICHI E NUOVI PER LA COMUNIT\u00c0 PASTORALE \u201cMARIA MADRE DELLA CHIESA\u201d"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/wp-content\/uploads\/SPUNTI-STORICI-ANTICHI-E-NUOVI-7-peste-manzoni.pdf\">Scarica il PDF di questa pagina<\/a><\/p>\n<h2><strong>La peste di manzoniana memoria e i Lanzichenecchi<\/strong><\/h2>\n<p>Agli inizi del XVII secolo (1600-1700), le guerre infuriarono di nuovo in tutta la Lombardia accompagnate dal loro triste corredo di invasioni, carestie, pestilenze.<\/p>\n<p>La pi\u00f9 micidiale epidemia fu quella di manzoniana memoria che, importata e diffusa nel milanese da una ennesima calata di lanzichenecchi nel 1630, si propag\u00f2 con estrema violenza.<\/p>\n<p>Il terribile morbo falcidi\u00f2 la popolazione cittadina e delle campagne vicine fino al 1632, provocando migliaia di morti. Gli sventurati colpiti dalla peste venivano portati al Lazzaretto, costituito da una cappelletta e da un po\u2019 di terreno circostante. I Lazzaretti, di solito, sorgevano lontano dall\u2019abitato.<\/p>\n<p>Presso la Cascina Palazzina, alla Riva di Gorgonzola, ne esiste ancora una del 1600; dalle finestre della cappella, protette da grate di ferro battuto, si scorge nell\u2019interno un altarino.<\/p>\n<p>Anche S. Agata Martesana aveva il suo Lazzaretto, e fino a parecchi anni fa\u2019 stando all\u2019esterno si potevano scorgere i resti dei cadaveri presso la Cascina Fogliana.<\/p>\n<h2><strong>Dominazione austriaca<\/strong><\/h2>\n<p>Cessato il flagello della peste, la Lombardia continu\u00f2 ad essere teatro di devastazione durante le varie guerre di predominio, finch\u00e8 nel 1706 un esercito austro-sabaudo al comando del principe Eugenio di Savoia entr\u00f2 in Milano ponendo fine al governo spagnolo e restaurando la dominazione austriaca.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/wp-content\/uploads\/palazzo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-6975\" src=\"http:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/wp-content\/uploads\/palazzo-300x205.jpg\" alt=\"palazzo\" width=\"300\" height=\"205\" srcset=\"https:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/wp-content\/uploads\/palazzo-300x205.jpg 300w, https:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/wp-content\/uploads\/palazzo.jpg 592w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Sotto il regno dell\u2019imperatrice Maria Teresa d\u2019Austria venne iniziato un progressivo miglioramento delle condizioni sociali ed economiche nel territorio dell\u2019ex ducato milanese.<\/p>\n<p>Fu riordinata e resa efficiente l\u2019amministrazione pubblica, furono incrementate le attivit\u00e0 imprenditoriali, risollevate le sorti dei ceti contadini, ristretti i privilegi ai nobili, limitate le immunit\u00e0 feudali ed ecclesiastiche, aboliti i famigerati tribunali d\u2019inquisizione ed infine allo scopo di ottenere un\u2019equa ripartizione delle imposte fu istituito il \u201cCATASTO\u201d, censimento generale dei beni immobili atto a definire la consistenza e la rendita.<\/p>\n<p>Il 5 aprile 1691 i comuni di Camporicco e Cassina de\u2019 Pecchi (questa con 32 e quello con solo 18 focolari) furono concessi in feudo al duca Gabrio Serbelloni e discendenti maschi primogeniti (compreso Casale, considerato come frazione); il comune di S. Agata fu invece dato il 30 luglio dello stesso anno in feudo al conte Francesco Corio (30 focolari e diritto all\u2019imbottato) e fu ceduto il 21 aprile 1725, con regio ducale assenso, al Marchese Luigi Terzi di Bergamo (49 focolari).<\/p>\n<p>Il Governo Italiano riconobbe poi al primogenito Serbelloni, duca di S. Gabrio, il titolo di signore di Camporicco, e al primogenito Terzi il titolo di signore di S. Agata.<\/p>\n<h2><strong>Napoleone Bonaparte<\/strong><\/h2>\n<p>Gli ultimi anni del 1700 vedono in Francia l\u2019ascesa di Napoleone Bonaparte che, sconfitti gli austriaci a Marengo, \u00e8 divenuto signore assoluto della Francia.<\/p>\n<p>Nel 1804 si proclama Imperatore di fronte a Papa Pio VII, venuto da Roma.<\/p>\n<p>Sconfitto poi a Waterloo, \u00e8 costretto all\u2019esilio all\u2019isola d\u2019Elba.<\/p>\n<h2><strong>Decreto ministeriale 9 giugno 1870<\/strong><\/h2>\n<p>Nel secolo XIX Camporicco fu aggregato al comune di Cassina de\u2019 Pecchi; S. Agata ebbe l\u2019appellativo di<\/p>\n<p>Martesana perch\u00e8 situata presso il Naviglio cos\u00ec denominato; ma con il decreto ministeriale del 9 giugno 1870 essa pure divenne frazione di Cassina de\u2019 Pecchi.<\/p>\n<p>Nel 1861 i comuni di Cassina de\u2019 Pecchi e Camporicco, da poco fusi insieme, avevano 760 abitanti, mentre<\/p>\n<p>quello di S. Agata Martesana ne aveva 741. Intorno alla chiesa di Camporicco cominci\u00f2 ad operare una comunit\u00e0 sempre pi\u00f9 numerosa e le poche cascine del 1600 divennero nel frattempo un piccolo villaggio, che, Amato Amati nel \u201cDizionario Corografico dell\u2019Italia\u201d (1865) cos\u00ec descrive: \u201cCamporicco: frazione del Comune di Cassina de\u2019 Pecchi in Lombardia, Provincia e Circondario di Milano, Mandamento di Gorgonzola, con ufficio postale in Gorgonzola. E\u2019 un piccolo villaggio con circa 190 abitanti situato in territorio coltivato a cereali, viti e gelsi, alla distanza di quasi 1 km dalla Cassina de\u2019 Pecchi e circa 5 km da Gorgonzola.<\/p>\n<p>Ha propria chiesa parrocchiale, dalla quale dipende anche il capoluogo che \u00e8 di Cassina de\u2019 Pecchi.<\/p>\n<p>Come Cassina, il suo territorio \u00e8 pianeggiante ed abbonda di pascoli, per cui si fanno buoni \u201ccaci\u201d di quella qualit\u00e0 nota con il nome di \u201cstracchino\u201d.<\/p>\n<p>Trent\u2019anni dopo, Gustavo Strafforello ne \u201cLa Patria &#8211; fotografia dell\u2019Italia\u201d (Torino 1894) cos\u00ec scrive di Cassina-Camporicco: \u201cAbitanti 1490. Molta parte del territorio, essendo ben irrigata, \u00e8 messa a marcite e i foraggi, insieme ai cereali ed ai gelsi, sono i principali prodotti del luogo.<\/p>\n<p>Sviluppata assai l\u2019industria del caseificio, fabbricandosi in quel luogo \u201cstracchini\u201d eccellenti che passano in commercio perfettamente confusi (sic!) con quelli di Gorgonzola.<\/p>\n<p>Le altre industrie sono rappresentate da una fornace Hoffman per la cottura dei laterizi e da uno stabilimento per la trattura della seta a vapore.<\/p>\n<p>Anche se ha perso la viticoltura per via della filossera, Camporicco ha quindi acquistato una dimensione moderna con una industria di avanzata tecnologia per quel tempo.<\/p>\n<p>La seconda met\u00e0 dell\u2019800 non ci segnala grandi avvenimenti, anche se la storia italiana ed europea sta maturando grandi trasformazioni.<\/p>\n<p>Sviluppo industriale, affermazioni di un socialismo sentimentale o quasi utopico da un lato e di uno scientifico o materiale dall\u2019altro, guerra laica al Pontefice e ai Cattolici, colonialismo e sforzi di educazione umana e sociale delle classi minori: sono questi fenomeno storici accaduti dopo la completa unificazione italiana (20 settembre 1870). Quindi i decenni successivi all\u2019Unificazione dell\u2019Italia furono densi di avvenimenti non pi\u00f9 legati alle eroiche gesta del Rinascimento, ma rivolti a problemi economici e sociali.<\/p>\n<p>Un grave fatto di sangue venne anche a turbare la vita nazionale.<\/p>\n<p>La sera del 29 luglio 1900 fu assassinato a Monza il Re Umberto I per mano dell\u2019anarchico Bresci.<\/p>\n<p>La guerra mondiale era alle porte. Infatti, il 24 maggio 1915 scoppi\u00f2 la Prima Guerra Mondiale, che si protrasse per tre lunghi anni.<\/p>\n<p>Il Comune di Cassina de\u2019 Pecchi ha dato alla grande guerra 21 caduti sul campo dell\u2019onore<\/p>\n<p><em>Caduti nella Guerra del \u201815\/18 <\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; <\/em>Cambiaghi Giuseppe &#8211; Sartorio Pierino &#8211; Danelli Vitale &#8211; Gerli Giuseppe &#8211; Gerosa Mario &#8211; Vimercati Enrico &#8211; Vimercati Emilio &#8211; Gavazzi Paolo<\/p>\n<p><em>Caduti nella Guerra del \u201840\/45<\/em><\/p>\n<p>&#8211; Mauri Abbondio &#8211; Rigamondi Mario &#8211; Sartorio Angelo &#8211; Mantegazza Mario &#8211; Comotti Martino &#8211; Franci Emilio &#8211; Movaresi Mario &#8211; Locatelli Carlo &#8211; Motta Carlo &#8211; Calloni Pierino &#8211; Teruzzi Mario &#8211; Gaviraghi Natale &#8211; Cavenaghi Battista<\/p>\n<p><em>Nelle ultime guerre Cassina de\u2019 Pecchi ha dato alla patria otto caduti nella Prima Guerra Mondiale 1915-1918 e tredici nella Seconda Guerra Mondiale 1940-1945. I nomi dei caduti sono scolpiti su una lapide di marmo murata nella Cappella centrale del Cimitero. Sotto quella lapide c\u2019\u00e8 una fiaccola sempre accesa e due portavasi sempre ornati di fiori.<\/em><\/p>\n<p><em>Invece nell\u2019atrio del Municipio \u00e8 murata una lapide di marmo dedicata a tutti i Caduti. Essa \u00e8 sostenuta da cinque sassi che sono stati raccolti sui Campi di battaglia. Tre di essi provengono dai monti: Timavo, Marvesa, san Michele; uno proviene da Tolmino presso il fiume Isonzo dove furono combattute undici sanguinose battaglie; un sasso proviene dalla fossa di Trento dove fu impiccato l\u2019eroe Cesare Battisti. Sopra la lapide sono sempre accese due lampade votive.<\/em><\/p>\n<p><em>Ai lati della lapide di sono corone di bronzo.<\/em><\/p>\n<p><em>Ogni anno le Autorit\u00e0 Comunali depongono corone di alloro nei giorni del IV novembre, che ricorda la fine della Prima Guerra Mondiale, e del 25 Aprile, che ricorda la fine della Seconda Guerra Mondiale, e fanno celebrare una Santa Messa in chiesa in suffragio dei caduti.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/wp-content\/uploads\/Madonna.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-6976\" src=\"http:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/wp-content\/uploads\/Madonna.jpg\" alt=\"Madonna\" width=\"199\" height=\"258\" \/><\/a>La vittoria finale fu accolta con grande esultanza, ma le difficili condizioni economiche del dopo guerra, la disoccupazione e le deluse speranze di un avvenire migliore smorzarono gli entusiasmi e fomentarono il malcontento.<\/p>\n<p>A peggiorare la situazione scoppi\u00f2 una grande epidemia influenzale, denominata \u201cspagnola\u201d, che provoc\u00f2 un\u2019elevata mortalit\u00e0 fra le popolazioni milanese e del contado.<\/p>\n<p>Ma \u201cc\u2019\u00e8 la Provvidenza!\u201d che interviene per mano della Madonna.<\/p>\n<p>Ed ecco che agli inizi del 1900 aumenta la devozione alla Madonna.<\/p>\n<p>Le apparizioni sono un segno che Dio interviene nella storia da cui gli uomini vorrebbero espellerlo. A Fatima sono i tre pastorelli che testimoniano il fatto.<\/p>\n<p>Riprendono vigore i pellegrinaggi in luoghi nuovi ed antichi, come al Santuario di Czestochowa in Polonia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>(A cura di Mons. Bruno Magnani)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/wp-content\/uploads\/SPUNTI-STORICI-ANTICHI-E-NUOVI-7-peste-manzoni.pdf\">Scarica il PDF di questa pagina<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scarica il PDF di questa pagina La peste di manzoniana memoria e i Lanzichenecchi Agli inizi del XVII secolo (1600-1700), le guerre infuriarono di nuovo in tutta la Lombardia accompagnate dal loro triste corredo di invasioni, carestie, pestilenze. 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