{"id":795,"date":"2009-06-05T02:32:14","date_gmt":"2009-06-05T10:32:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comunitapastoralecassina.org\/2009\/06\/05\/795\/"},"modified":"2013-01-25T21:40:32","modified_gmt":"2013-01-25T20:40:32","slug":"795","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/2009\/06\/795\/","title":{"rendered":"El Pret de Ratan\u00e0 (3)"},"content":{"rendered":"<h2>IL PERSONAGGIO<\/h2>\n<p>Scriveva un quotidiano milanese: <em><\/em><\/p>\n<p><em>Non molto alto, grassoccio, dal volto poco espressivo; ma illuminato da due occhi che tradivano la furbizia, dall&#8217;incedere ancora energico nonostante l&#8217;accumularsi degli anni sulle forti spalle&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>Dicono che non fosse molto dotto. Pazienza. Sapeva per\u00f2 leggere perfettamente nel viso dei suoi simili e sapeva scrivere talvolta nei cuori parole che non si cancellavano pi\u00f9.<\/em><\/p>\n<p><em>Un giorno venne da lui un medico ben noto, il quale per nascondere la sua personalit\u00e0, credette darsi a credere ragioniere di un istituto bancario. Dopo le prime battute don Gervasini, fatto accorto da certe espressioni di natura scientifica, bruscamente lo interruppe: \u00abNon contate delle storie, gli disse, voi siete un medico!\u00bb. L&#8217;altro, preso di soprassalto non seppe negare e fin\u00ec per lasciargli il suo biglietto da visita&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>Era d&#8217;abitudini semplici. Al mattino si alzava assai per tempo, celebrava la Messa e verso le otto cominciava a ricevere i numerosissimi visitatori. <\/em><\/p>\n<p><em>La porta della sua casa era sempre aperta a tutti.<\/em><\/p>\n<p><em>Stando seduto, accoglieva il visitatore con le rituali frasi: \u00abVen avanti&#8230; Chi l&#8217;\u00e8 che t&#8217;ha mandaa chi?\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>A mezzogiorno consumava un pasto frugale e alle quindici tornava ai suoi &#8220;fedeli&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><em>La sera si coricava prestissimo, dopo una parca cena. <\/em><\/p>\n<p><em>Amava anche vedere un po&#8217; di cielo e di verde, riposarsi sotto un albero, ascoltare il canto di una contadina, cogliere una rosa sul primo sbocciare, sedersi sulla ripa di un ruscelletto, seguire coll&#8217;occhio il vagare e il disparsi delle nuvole, accarezzare un bambino. <\/em><\/p>\n<p><em>Un giorno la signora Amalia Bruni Carminati port\u00f2 a don Giuseppe il proprio figlio ammalato, il piccolo Valentino.<\/em><\/p>\n<p><em>Il sacerdote diede una caramella al ragazzo, lo benedisse, lo accarezz\u00f2 e predisse &#8220;grandi sacrifici&#8221; alla madre e un \u00a3grande avvenire&#8221; per il figlio, impegnandosi a sovvenzionare gli studi.<\/em><\/p>\n<p><em>Orbene, passarono gli anni&#8230; e il piccolo Valentino crebbe e divenne il valentissimo Prof. Valentino Carminati, Libero Docente di Patologia Generale nella Universit\u00e0 di Milano, Primario della Divisione Biologica Sperimentale all&#8217;Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori.<\/em><\/p>\n<p><em>Bench\u00e8 difetti non gli mancassero, don Giuseppe non era un ciarlatano; la sua dignit\u00e0 ce l&#8217;ebbe sempre.<\/em><\/p>\n<p><em>Singolare \u00e8 la storia di quell&#8217;offell\u00e8e di Baggio che gli portava il pacchetto di paste tutte le domeniche ma lui non le mangiava, le offriva ai bambini e ai vecchi.<\/em><\/p>\n<p><em>Parole rudi e forti formavano il suo frasario consueto con ogni sorta di persone.<\/em><\/p>\n<p><em>Niente segni, niente formule o prescrizioni che avessero del superstizioso o del ridicolo.<\/em><\/p>\n<p><em>Singolare intuizione aveva poi per certe malattie consuete da vita disordinata o viziosa.<\/em><\/p>\n<p><em>Per quelle erano invettive e rampogna cos\u00ec violente che le rimandava a casa&#8230; decisamente guarite.\u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n<p>(<em>continua&#8230;<\/em>)<\/p>\n<p align=\"right\">(A cura di\u00a0 Monsignor Bruno Magnani)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL PERSONAGGIO Scriveva un quotidiano milanese: Non molto alto, grassoccio, dal volto poco espressivo; ma illuminato da due occhi che tradivano la furbizia, dall&#8217;incedere ancora energico nonostante l&#8217;accumularsi degli anni sulle forti spalle&#8230; Dicono che non fosse molto dotto. Pazienza. Sapeva per\u00f2 leggere perfettamente nel viso dei suoi simili e sapeva scrivere talvolta nei cuori [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[37,19],"tags":[],"class_list":{"0":"post-795","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","6":"category-el-pret-de-ratana","7":"category-prima-pagina"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/795","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=795"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/795\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5190,"href":"https:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/795\/revisions\/5190"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=795"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=795"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=795"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}