{"id":825,"date":"2009-06-22T04:32:47","date_gmt":"2009-06-22T12:32:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.comunitapastoralecassina.org\/?p=825"},"modified":"2013-01-25T21:40:32","modified_gmt":"2013-01-25T20:40:32","slug":"el-pret-de-ratana-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/2009\/06\/el-pret-de-ratana-3\/","title":{"rendered":"El Pret de Ratan\u00e0"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: left;\">\u00a0IL GUARITORE<\/h2>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>\u00a0<\/strong>I casi pi\u00f9 clamorosi di guarigioni operati da don Giuseppe Gervasini sono stati documentati nel volume <em>&#8220;Immagine di eternit\u00e0&#8221;<\/em> (pagg. 107-168) dalla dottoressa Elena Semenza Battaini, con un lavoro di ricerca e con numerose testimonianze. Io mi limito a riferire alcuni semplici esempi.<\/p>\n<p>\u25cf <span style=\"text-decoration: underline;\">Un consiglio a distanza<\/span>. \u00ab<em>Ven no gi\u00f2 de la bicicletta, va a ca e mett l&#8217;oli in l&#8217;oreggia e te star\u00e8 ben\u00bb <\/em>(Non scendere dalla bicicletta, va a casa e metti l&#8217;olio nell&#8217;orecchio e starai bene).<\/p>\n<p>\u00ab<em>In la toa cort a gh&#8217;\u00e8 un gels, ciappa i foii e fa on decott. Ti te gh&#8217;\u00e8 bisogn de cambi\u00e0 el sang\u00bb <\/em>(Nel tuo cortile c&#8217;\u00e8 una pianta di gelso, prendi le foglie e fa un decotto. Tu hai bisogno di cambiare il sangue.<\/p>\n<p>\u25cf <span style=\"text-decoration: underline;\">Con una persona spaventata<\/span>. \u00ab<em>De on stremissi te s\u00e8e mal\u00e0a e de on stremissi te devet guar\u00ec\u00bb <\/em>(Ti sei ammalata per uno spavento e devi guarire per uno spavento). E quando meno il poveretto se l&#8217;aspettava lo scaraventava nel fosso che scorreva nell&#8217;orto spaventandolo a morte. Ma poi il paziente ne usciva sano e salvo e stava bene.<\/p>\n<p>\u25cf <span style=\"text-decoration: underline;\">A un Monsignore che da tempo soffriva di disturbi al fegato<\/span>. \u00ab<em>Tel set, el fidegh quand l&#8217;\u00e8 mal\u00e0a, el diventa piccol, piccol, fin a quand&#8230; piff&#8230; et scioppa e addio\u00bb <\/em>(Lo sai, il fegato quando \u00e8 malato diventa piccolo\u00a0 piccolo, fino a quando&#8230; piff&#8230; si spezza e addio, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 niente da fare).<\/p>\n<p>\u25cf <span style=\"text-decoration: underline;\">Ad un paziente tormentato da un eczema alla faccia<\/span>. \u00ab<em>Brutta stupida ciappa la bula del f\u00e8n, falla bu\u00ec e mettela su cont on panett bel nett, te guarissarett\u00bb <\/em>(Prendi la polvere che resta sotto il fieno, fanne un infuso e applicatelo sul viso con un fazzoletto ben pulito e guarirai).<\/p>\n<p>\u25cf Una volta gli fu portata &#8220;<em>ona tosetta <\/em>(bambina) <em>che la faseva et pissin add\u00f2ss de nott (<\/em>aveva l&#8217;enuresi notturna<em>)<\/em>; la fece spogliare, salvo le mutandine, la accompagn\u00f2 per mano sulla porta e poi &#8220;<em>con ona pesciada all&#8217;improvviso <\/em>(con un calcio improvviso)<em> la scaravent\u00f2 nel fossett che girava intorna a la cassina (<\/em>nella roggia che scorreva attorno alla cascina<em>). <\/em>La bambina usc\u00ec guarita.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em>\u25cf <em>\u00abCiapa quest&#8217;erba chi e falla b\u00fcj, b\u00e8ven en cuggi\u00e0 tutti i d\u00ec a la mattina, in co&#8217; a una settimana te g&#8217;h\u00e8 pu nient\u00bb <\/em>(prendi quest&#8217;erba e falla bollire, bevi un cucchiaio tutti i giorni alla mattina, dopo una settimana non hai pi\u00f9 niente, sei guarita).<\/p>\n<p>Quanti ricordano ancora frasi come questa, pronunciata dal <em>Pret de Ratan\u00e0<\/em>, o sentite ripetere dalle nonne e dalle mamme?<\/p>\n<p>Termino con una domanda: &#8220;\u00c8 vero che el Pret de Ratan\u00e0 diceva tante parolacce?&#8221;. Ecco la testimonianza di don Luigi del Torchio, che anch&#8217;io ho conosciuto.<\/p>\n<p><em>&#8220;Gentile signora, sono il parroco di&#8230; e grande devoto (sic!) di don Giuseppe Gervasini, ancorch\u00e8 lontano parente da parte di mamma. Infatti mio bisnonno era un Molinari di Bardello (io sono di Gavirate) appunto parente della mamma del <\/em>Pret de Ratan\u00e0.<\/p>\n<p><em>Le scrivo per dire una parola circa le espressioni poco gentili (diciamo pure rozze e triviali) di don Giuseppe. Sono sicuro che queste come la sua grande generosit\u00e0 sono un&#8217;eredit\u00e0 della mamma in quanto \u00e8 nella tradizione e nel sangue dei Bardellesi gente dalla parlata scurrile ma dal cuore grande come il mare. <\/em><\/p>\n<p><em>A noi dei paesi circonvicini facevano scandalo ma loro non avvertivano minimamente la sconvenienza delle loro espressioni. <\/em><\/p>\n<p><em>Questo lo dico per &#8220;difendere&#8221; in qualche modo don Giuseppe e per assolverlo da tanti giudizi negativi sulla sua persona e in quanto sacerdote. <\/em><\/p>\n<p><em>Questo vuole essere una testimonianza per stabilire la verit\u00e0 storica circa la figura e l&#8217;attivit\u00e0 di don Giuseppe. <\/em><\/p>\n<p><em>In fede, don Luigi Del Torchio.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>P.S. chi le scrive pur avendo radici Bardellesi \u00e8 di animo gentile e usa espressioni sempre belle. Ci\u00f2 avvalora ancor pi\u00f9 la testimonianza sul <\/em>Pret de Ratan\u00e0&#8221;<em>. <\/em>(Da &#8220;Immagine di Eternit\u00e0&#8221;, pag. 277).<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Il 18 giugno 1939 in occasione della posa della prima pietra della Basilica di S. Elena &#8211; Milano, accanto al Cardinale Schuster c&#8217;era anche don Giuseppe Gervasini.<\/p>\n<p>Famosa la frase che il Cardinale rivolse a don Giuseppe: <em>&#8220;Don Giuseppe, datemi la vostra mano, cominciamo insieme, voi siete pi\u00f9 degno di me&#8221;. <\/em><\/p>\n<p>Cos\u00ec il Cardinale di Milano Ildefonso Schuster stimava don Giuseppe Gervasini, <em>&#8220;El Pret de Ratan\u00e0&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p align=\"center\">(A cura di Monsignor Bruno Magnani)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0IL GUARITORE \u00a0I casi pi\u00f9 clamorosi di guarigioni operati da don Giuseppe Gervasini sono stati documentati nel volume &#8220;Immagine di eternit\u00e0&#8221; (pagg. 107-168) dalla dottoressa Elena Semenza Battaini, con un lavoro di ricerca e con numerose testimonianze. 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