{"id":846,"date":"2009-07-23T08:20:49","date_gmt":"2009-07-23T15:20:49","guid":{"rendered":"http:\/\/comunitapastoralecassina.org\/?p=846"},"modified":"2013-01-25T21:40:32","modified_gmt":"2013-01-25T20:40:32","slug":"sporcano-luniverso-smettete-di-far-figli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comunitapastoralecassina.org\/ver2\/2009\/07\/sporcano-luniverso-smettete-di-far-figli\/","title":{"rendered":"\u00abSporcano l&#039;universo: Smettete di far Figli\u00bb"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\">L&#8217;ultima dalla Gran Bretagna: fate meno bambini, perch\u00e9 inquinano.<\/p>\n<p>Il <em>Br\u00ectish Medicai Journal <\/em>pubblica l&#8217;appello del professor John Guillebaud, professore emerito di Pianificazione familiare all&#8217;University College di Londra, che esorta i suoi connazionali di andarci piano, con la riproduzione: \u00abUn bambino che nasce nel Regno Unito produrr\u00e0 gas serra in misura 160 volte maggiore a un bambino etiope\u00bb, denuncia il docente emerito, e spiega che se si vuole lasciare un pianeta abitabile ai nipoti \u00ab\u00e8 opportuno non avere pi\u00f9 di due figli\u00bb.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, quest&#8217;ansia pare inattuale, visto che a oggi il tasso di fecondit\u00e0 delle inglesi \u00e8 di 1,8 figli per donna, dunque di un figlio a coppia, al massimo due, pi\u00f9 o meno come nel resto d&#8217;Occidente.<\/p>\n<p>Ma questo non soddisfa i professori dell&#8217;\u00abOptimum population trust\u00bb, dediti ad alacri <em>brain storm <\/em>(tempeste di cervelli) sulla potenzialit\u00e0 inquinante di quell&#8217;invadente animale chiamato uomo.<\/p>\n<p>Basta fare due conti: quanto latte in polvere, quanti omogeneizzati e relativi vasetti, quanto detersivo fa consumare ogni nuovo arrivato, mentre ci distrae con quel suo candido sorriso? E i pannolini, vogliamo parlare dei pannolini, sintetici e orribilmente antiecologici? Ogni neonato ne consuma almeno cinque al giorno, per due anni fanno 3650 pannolini da riciclare &#8211; senza contare che qualcuno tarda anche di pi\u00f9, a imparare a non farsela addosso. E poi, crescendo, tricicli, biciclette, computer, moto. Plastica, chip, carta, ed energia, e carburante: \u00e8 una massa opprim\u00e9nte, a pensarci, ci\u00f2 che consumer\u00e0 ogni nuovo venuto &#8211; con quella sua aria falsamente innocente.<\/p>\n<p>E dunque, dicono dalle aule austere dell&#8217;University College, piantatela di fare tanti bambini. Bucano l&#8217;ozono, rodono le foreste amazzoniche, surriscaldano il pianeta, squagliano i ghiacci del Polo.<\/p>\n<p>Occorre essere responsabili, e pianificare il figlio unico come modello corretto di Famiglia Ecologicamente Sostenibile.<\/p>\n<p>Un&#8217;amenit\u00e0, quella del <em>Br\u00ectish Medicai Journal, <\/em>da stampa di mezza estate, quando si tirano fuori dai cassetti i resti che finora non si \u00e8 osato pubblicare?<\/p>\n<p>No, all&#8217;\u00abOptimum population trust\u00bb fanno sul serio. L&#8217;appello possiede una sua logica, anche se declinata all&#8217;estremo: quella di un ecologismo integralista, che individua nell\u2019uomo il distruttore del pianeta, e si affanna a contrastarlo in difesa di un ideale di natura incontaminata, senza strade n\u00e9 case n\u00e9 fabbriche.<\/p>\n<p>Un pianeta di foreste vergini, e pinguini e gnu felicemente prolificanti: dove tutte le creature si riproducono liete, tranne l&#8217;homo sapiens.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo, che produce gas, e scava discariche, e inquina i cieli, l&#8217;uomo, che sporca.<\/p>\n<p>\u00c8 un idolo la natura per questo ambientalismo, un Eden da restaurare, ma espellendo Adamo. Che \u00e8 un animale, s\u00ec, ma fastidiosamente, ostinatamente diverso: animale che immagina e crea, sempre teso ad andare oltre ci\u00f2 che ha ereditato dai padri. Come da un altro stampo ricavato.<\/p>\n<p>Certo, l&#8217;uomo, anche, distrugge.<\/p>\n<p>E tuttavia, dalle palafitte al Partenone, alla scoperta del Dna, non tutto il fare dell&#8217;uomo pu\u00f2 essere ridotto a un parassitario depredare.<\/p>\n<p>Ma, l&#8217;idolatria di certo ambientalismo sta proprio in questa divinizzazione di una natura intangibile, in antitesi all&#8217;operare umano, quasi che del Creato fossimo gli intrusi.<\/p>\n<p>Forse, se gli accorati appelli dei Guillebaud britannici e nostrani venissero integralmente raccolti, secoli dopo l&#8217;implosione demografica e il crollo dell&#8217;economia sui ruderi delle autostrade tornerebbero a verdeggiare le foreste, e i fiumi scorrerebbero trasparenti come al principio.<\/p>\n<p>Un pianeta di nuovo vergine e selvaggio.<\/p>\n<p><strong>Peccato che a guardarlo, e a raccontarlo, e a domandarsi chi ha creato tutto questo, non ci sarebbe pi\u00f9 nessuno<\/strong>.<\/p>\n<p align=\"right\"><em>(Marina Corradi)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;ultima dalla Gran Bretagna: fate meno bambini, perch\u00e9 inquinano. 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