Occhi, piedi e cuore

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Preparandoci a vivere la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani (18 25 gennaio 2023) e la Settimana dell’Educazione (21 31 gennaio 2023) con al suo centro la Festa della Famiglia (28 gennaio), mi piace riprendere come spunto di riflessione alcuni passaggi dell’omelia di Papa Francesco della Festa dell’Epifania.

Anzitutto ricorda che i Magi hanno gli occhi puntati verso il cielo.

Non vivono guardando la punta dei loro piedi, ripiegati su sé stessi. Essi alzano il capo. E così vedono spuntare una stella che li mette in cammino.

Se viviamo rinchiusi nel ristretto perimetro delle cose terrene invece che cercatori di luce e di amore, la nostra vita si spegne. I Magi, che pure sono stranieri e ancora non hanno incontrato Gesù, ci insegnano a guardare in alto.

Nel vivere la Preghiera per l’Unità dei Cristiani, la Settimana dell’Educazione e la Festa della Famiglia, abbiamo bisogno di aver lo sguardo rivolto verso l’alto anche per imparare a vedere la realtà dall’alto.

Ne abbiamo bisogno nel cammino della vita, nel cammino della fede, nella Chiesa, dove, invece che dividerci in base alle nostre idee, siamo chiamati a rimettere Dio al centro.

Il desiderio di Dio sostiene il cammino!

I Magi non solo guardano la stella, le cose alte, ma hanno anche i piedi in cammino sulla terra. Essi si mettono in viaggio e chiedono: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo» (Mt 2,2). Il dono della fede non ci è dato per restare a fissare il cielo, ma per camminare come testimoni del Vangelo. Contemplare Dio è bello, ma soltanto è fecondo se noi rischiamo, il rischio del servizio di portare Dio. La fede è sempre unita alla carità!

Infine, i Magi hanno il cuore prostrato in adorazione. Guardano la stella nel cielo, ma non si rifugiano in una devozione staccata dalla terra; si mettono in viaggio, ma non vagano come turisti senza meta. Essi arrivarono a Betlemme e, quando videro il Bambino, «si prostrarono e lo adorarono» (Mt 2,11). Abbiamo perso l’abitudine di adorare. Riscopriamo il gusto della preghiera di adorazione. Riconosciamo Gesù come nostro Dio, come nostro Signore, e adoriamo. Il servizio è sempre unito alla preghiera!

Alziamo gli occhi al cielo, mettiamoci in cammino alla ricerca del Signore, pieghiamo il cuore in adorazione.

Cristiani con occhi, piedi e cuore! Educatori con occhi, piedi e cuore! Famiglia con occhi, piedi e cuore!

Chiediamo la grazia di non perdere mai il coraggio: il coraggio di essere cercatori di Dio, uomini di speranza, intrepidi sognatori che scrutano il cielo, il coraggio della perseveranza nel camminare sulle strade del mondo, con la stanchezza del vero cammino, e il coraggio di adorare, il coraggio di guardare il Signore che illumina ogni uomo.

Questa è la Comunità Pastorale. Questa è la Comunità Educante. Questa è la Famiglia!

Don Massimo