Come sta andando la Quaresima?

37

Mentre preparavo l’Insieme di questa settimana e guardavo il Calendario così da scegliere i momenti particolari da mettere in evidenza in questo numero, constatavo che siamo già arrivati a metà del nostro cammino di Quaresima. Ecco perché mi sembrava bello anzitutto pormi questo interrogativo (che ho messo come titolo dell’Editoriale) e senz’altro cogliere (perchè no?!?) l’occasione per rivolgere a tutti noi l’invito a fermarsi un attimo e a guardare alle scelte fatte, agli impegni presi e ai passi ancora da fare per arrivare a celebrare la Pasqua di Resurrezione. Festa cristiana per eccellenza!

Forse, dopo queste poche righe, a qualcuno di noi riaffiora alla mente quel famoso passo della Divina Commedia dove già l’illustre Dante Alighieri, iniziando il primo canto dell’Inferno scrive: “Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita”. Ovviamente spero (e credo) che nessuno di noi si trovi in questo “stato” nel rispondere a questo interrogativo.

Anch’io mi sono fermato a guardare alle settimane trascorse e mi piacerebbe condividere con voi alcune semplici testimonianze di come stiamo camminando.

Mi ha colpito la confidenza che mi ha fatto una nostra parrocchiana quando ringraziando per l’Editoriale “Lezione di vita” sull’esperienza della malattia del maestro Giovanni Allevi mi diceva che trovata in questo esempio un incoraggiamento ed una forza per affrontare anche Lei un altro, inaspettato, ciclo di chemio.

Un pomeriggio mentre ero in Chiesa mi sono lasciato distrarre da un ragazzo delle medie (non ricordo il nome, ma

il volto sì perché ha appena fatto la Cresima) che è entrato, è andato davanti alla Statua della Madonna Ausiliatrice e dopo aver acceso una candela è stato in ginocchio a pregare per un po’ di minuti. Poi, fatto il segno della Croce è uscito.

In questi Quaresimali del Venerdì in Oratorio, dopo l’incontro sul tema dello Sport, un papà mi ha fermato mentre stavo ritornando in Parrocchia e mi dice: “Grazie per questi quaresimali particolari. Oggi porto a casa un messaggio che mi aiuta ad essere maggiormente coerente con la mia fede e credibile con i miei figli”.

Una nonna, domenica scorsa, prima della S.Messa delle ore 8.00, entrando in Chiesa mi ringrazia e mi dice che per lei è un “respiro” venire nella nostra Chiesa in settimana e mettersi in fondo, nell’angolo della preghiera, davanti al Crocifisso.

Una coppia di giovani del Sud che vivono ora a Cassina e si sposeranno l’anno prossimo al loro Paese, venuti da me per chiedere informazioni per il Percorso al Matrimonio e i passi da fare, mi dicono felici: “Per noi è un dono partecipare alla S.Messa qui, in questa Comunità, con i canti così belli del Coro”.

Potrei aggiungere altre semplici testimonianze di chi, nella propria quotidianità, sta cogliendo questo Tempo forte di Quaresima come un momento favorevole per il suo cammino, “per ritornare al Signore” come ci ricorda l’apostolo Paolo.

Guardando “ai passi ancora da fare” mi piacerebbe lanciare un esercizio quaresimale che ci rivolge Papa Francesco nella sua enciclica Fratelli tutti.

L’impegno ad avere attenzione a “dire parole di incoraggiamento, che confortano, che danno forza, che consolano, che stimolano, invece di parole che umiliano, che rattristano, che irritano, che disprezzano” (Fratelli tutti , 223).

A volte, per dare speranza, basta essere “una persona gentile, che mette da parte le sue preoccupazioni e le sue urgenze per prestare attenzione, per regalare un sorriso, per dire una parola di stimolo, per rendere possibile uno spazio di ascolto in mezzo a tanta indifferenza” (ibid., 224).

Nel raccoglimento e nella preghiera silenziosa, la speranza ci viene donata come ispirazione e luce interiore, che illumina sfide e scelte della nostra vita: ecco perché è fondamentale raccogliersi per pregare (cfr Mt 6,6) e incontrare, nel segreto, il Padre della tenerezza.

Buona continuazione!

Don Massimo