Prega, confida e spera

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Stiamo celebrando, nel nostro Decanato, un anniversario importante: 100 anni dell’Apparizione della Madonna del Divin Pianto (1924-2024) proprio qui accanto a noi, a Cernusco S/N.

E’ appena iniziato l’anno 1924. Nell’Istituto Marcelline, a Cernusco S/N, una giovane Suora, Sr Elisabetta, da due anni ammalata, è in fin di vita: paralizzata, cieca da un anno.

Alla sera del 6 gennaio 1924 le Consorelle sentono Sr Elisabetta parlare ad alta voce. Pensano che sogni. Ma ella non dorme; conversa, invece, come dirà la mattina dopo, con una “bella Signora” andata a visitarla. La Signora l’incoraggia: Prega, confida e spera: tornerò”.

Siamo alla notte dal 22 al 23 febbraio 1924. La malattia fa passi rapidi. Sr Elisabetta peggiora. Il Medico curante, nella mattina, aveva dichiarato: “E’ questione di ore”.

Sono appena passate le 23,45 e Sr Elisabetta grida: “Oh, la Signora, la Signora!”

La Vergine Santa sorride. Ma Sr Elisabetta diventa triste e dice: “Oh, la Madonna col Bambino… ma il Bambino piange… piange per me? Per i miei peccati?”

La Madonna risponde: “No, il Bambino piange perché non è abbastanza amato, cercato, desiderato anche dalle persone che gli sono consacrate… tu devi dire questo!”

E Sr Elisabetta: “Io sono l’ultima di tutte, io non so nulla, sono un peso per la mia Comunità, sono un’ignorante.. non sono capace di parlare; chi mi crederà?”

La Vergine sorride, s’inchina verso la Suora e dice: Ti rendo la salute!” e scomparve col Divin Figlio.

Sr Elisabetta confessò di aver sentito un dolore terribile in tutto il corpo, a cui seguì un senso di benessere. Balzò dal letto ed alle Suore che la stavano vegliando, commosse, che avevano sentito il suo dialogo disse: “Sono guarita, sono guarita: la Madonna mi ha guarita!”. Erano circa le 00,15.

Viene chiamata la Superiora, che corre in infermeria e una volta entrata, Sr Elisabetta, luminiosa, splendente negli occhi, le butta le braccia al collo e dice: “Superiora, Superiora, la Madonna mi ha guarita e mi ha detto di dire… di dire che Gesù piange, perché non è abbastanza amato, cercato, desiderato anche dalle persone che gli sono consacrate”.

E dopo un breve silenzio: “Che lacrimoni, che lacrimoni, povero Gesù!”.

Giovedì scorso, 22 febbraio, l’Arcivescovo Mario è venuto a Cernusco a presiedere l’Eucarestia nel Centenario dell’Apparizione della Madonna del Divin Pianto concludendo la sua omelia dicendo:

“Il misterioso messaggio del Divin Pianto può quindi visitare ancora la comunità e ogni persona e donare gioia, consolazione, speranza: non sottovalutarti, sei chiamato a diventare santo; non lasciarti confondere, puoi imparare da Gesù la verità di Dio; non scoraggiarti, se sei in Cristo sei nuova creatura, puoi ricominciare!”

Don Massimo