Una storia che ci accompagna

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In questi giorni, in preparazione al Ricordo dei nostri Defunti, alcune classi della Catechesi faranno visita ai Cimiteri della nostra Comunità lasciando un segno sulle tombe dei propri cari o di altri defunti. La 4^ Elementare porterà il “segno della Libellula” prendendo spunto da una storia che desideriamo pubblicare così che la Comunità, vedendo questi segni nei nostri Cimiteri ne conosca il significato.

La piccola libellula viveva con le altre larvette, sue sorelle, sul fondo dello stagno, dove giocavano, si nutrivano, si difendevano dagli assalti dei pesci grandi. Poi un giorno decise di salire in superficie e di scoprire cosa c’era fuori. Un gesto coraggioso, accompagnato però da una promessa: “Tornerò a raccontare quello che ho visto”. Le piccole larve, infatti, non capivano cosa succedesse lassù e perché tutte le loro sorelle più grandi, una volta intrapreso quel misterioso viaggio, non fossero mai tornate. Quando toccò alla libellula coraggiosa arrampicarsi su uno stelo lunghissimo per affiorare in superficie, rimase senza fiato: pervasa dai raggi del sole, dalla bellezza delle ninfee, dai fiori colorati, dalla grandiosità della natura e del cielo… ora le erano spuntate le ali!

La felicità della scoperta fu presto offuscata dalla consapevolezza che non avrebbe potuto mantenere la promessa fatta alle sorelle: ormai non respirava più nell’acqua, come le larve, e non avrebbe potuto ritornare da loro a raccontare ciò che c’era lassù, sopra lo stagno. Non c’era nulla che potesse fare per tenere fede alla parola data. Questo era il destino di tutte le libellule.

La malinconia della libellula non durò molto, perché sapeva che anche le sue sorelle, un giorno, avrebbero volato felici sopra lo stagno. E avrebbero capito quello che era successo. Un giorno, tutte si sarebbero riunite lassù e questo pensiero cancellò la sua tristezza.

Una storia dolce che ben rappresenta il senso di un viaggio verso un altrove sconosciuto che nessuno di noi, da vivo, può raccontare o spiegare. Un viaggio che implica una trasformazione, che getta nell’incertezza, nel dubbio e nella paura chi deve ancora compierlo. Ma che presto o tardi fornirà a ognuno di noi una risposta.

Don Fabio