C’è anche nella mia vita, Signore, un pozzo come a Sicar, un pozzo a cui devo recarmi, di tanto in tanto, con la corda ed il secchio, per attingere un po’ d’acqua.
È una strada che affronto ogni giorno, a prezzo di fatica e di sudore, per assicurarmi qualcosa di necessario.
È la strada del mio lavoro e del mio impegno, delle mie qualità e delle mie risorse, una strada che devo ripetere spesso perché l’acqua che bevo non mi basta per molto.
Poi torno a sentire un’arsura che mi divora il corpo e l’anima.
Tu, Gesù, mi parli di un’acqua che zampilla per sempre, tu mi offri un’acqua fresca, che soddisfa ogni sete, tu dici di poter strapparmi una volta per tutte al bisogno di andare e venire continuamente a questo pozzo che mi offre solo un’acqua morta.
Tu, Gesù, un poco alla volta, parlandomi, fai uscire tutta la mia vita, con il suo carico di luce e di ombra, con le sue ferite e le certezze.
Nessuno mi ha mai parlato come te.
Nessuno riesce a scandagliare questo mio cuore come ora stai facendo tu, nessuno ha mai risvegliato in me un desiderio così intenso di una vita nuova, diversa, libera.
Così un poco alla volta io mi accorgo che tu non sei come tutti gli altri, quello che fai per me, quello che dici è così grande e bello che può venire unicamente da Dio.
Anche nella mia vita, Signore, c’è un pozzo come a Sicar, ma solo tu puoi donarmi un’acqua viva, che zampilla per sempre dentro di me.
Roberto Laurita
