Sarebbe così facile, Signore,
abbandonare la lotta per un mondo migliore…
Questo mondo che non finisce mai di nascere!
Sarebbe così facile
rinunciare alle riunioni estenuanti,
alle discussioni,
ai resoconti,
a quelle innumerevoli azioni e a quegli impegni
che definiamo indispensabili,
e che in certe sere di estrema stanchezza
dubito sempre più
che possano servire ai miei fratelli.
Sarebbe così facile
ascoltare queste voci attorno a me.
Voci che si definiscono sagge,
amichevoli,
persino affettuose.
Voci che mi dicono di fronte:
“ti agiti”,
“ti batti invano”,
“passi accanto all’essenziale”.
Voci che mi mormorano dietro insidiose:
“gli piace”,
“fa parte del suo carattere”,
“non può farne a meno”.
Sarebbe così facile
cedere allo scoraggiamento,
e rivestirlo di intenzioni buone e pie,
quelle dei doveri dimenticati,
delle mancanze di fede.
Sarebbe così facile allora
ritirarmi in casa,
ritrovare le mie serate libere,
i miei week-ends disponibili,
il sorriso dei bambini
e le braccia della mia donna.
Sarebbe così facile
sedermi
e fasciarmi le piaghe dopo battaglie troppo dure,
far riposare le gambe,
le braccia, la testa
e il cuore stanchi,
accogliere la pace lontano dal fracasso delle lotte,
e ascoltare finalmente il silenzio,
dove, lontano dal rumore,
si dice che
Tu parli ai fedeli.
Sarebbe più facile, Signore,
rimanere sulla riva e non sporcarsi,
guardare gli altri che si battono e si dibattono,
consigliarli e compiangerli, giudicarli… e pregare per loro.
Sarebbe più facile…
ma Signore, è proprio questo ciò che mi chiedi?
Non lo so.
Non lo so più.
Illuminami, aiutami, Signore.
Io non lo so più.
Perché nel coro delle voci che mi giungono,
quelle dei saggi,
quelle degli amici,
e quelle dei miei cari,
sento spesso un’altra voce,
più grave e profonda,
che, tenace, mi interpella,
nel mio cuore turbato:
“Tu prendi il posto del Signore.
Lui solo può cambiare gli uomini e il mondo.
Abbandonati a Lui,
e Lui farà quello che tu,
infelice orgoglioso,
credevi di poter fare”.
Quella voce, Signore, è la tua?
Non lo so.
Non lo so più.
Ma se Tu davvero lo vuoi, stasera
rassegno le dimissioni nelle tue mani!
Rifiuto le tue dimissioni, figlio mio,
dice il Signore.
Non ascoltare le tue voci,
non appartengono a Me.
Mai prenderei il tuo posto,
perché sono Io che te l’ho dato.
Nulla sarà fatto senza di te e senza i tuoi fratelli,
perché vi ho voluti responsabili,
sia nell’uomo che nel mondo.
Ma nulla sarà fatto senza di Me…
E forse è questo
che qualche volta hi scordato!
Va’ ora, dormi in pace, figliolo,
e domani,
Tu e Io,
Io e Te,
insieme,
fratelli tra i fratelli,
riprenderemo la lotta.
