Gesù risorto ci mostra la pazienza misercordiosa di Dio
Celebriamo oggi la Seconda Domenica di Pasqua, denominata anche «della Divina Misericordia».
Com’è bella questa realtà della fede per la nostra vita: la misericordia di Dio! Un amore così grande, così profondo quello di Dio verso di noi, un amore che non viene meno, sempre afferra la nostra mano e ci sorregge, ci rialza, ci guida.
Nel Vangelo di oggi, l’apostolo Tommaso fa esperienza proprio della misericordia di Dio, che ha un volto concreto, quello di Gesù, di Gesù Risorto.
Tommaso non si fida di ciò che gli dicono gli altri Apostoli: «Abbiamo visto il Signore»; non gli basta la promessa di Gesù, che aveva annunciato: il terzo giorno risorgerò. Vuole vedere, vuole mettere la sua mano nel segno dei chiodi e nel costato. E qual è la reazione di Gesù?
La pazienza: Gesù non abbandona il testardo Tommaso nella sua incredulità; gli dona una settimana di tempo, non chiude la porta, attende. E Tommaso riconosce la propria povertà, la poca fede.
«Mio Signore e mio Dio»: con questa invocazione semplice ma piena di fede risponde alla pazienza di Gesù.
Si lascia avvolgere dalla misericordia divina, la vede davanti a sé, nelle ferite delle mani e dei piedi, nel costato aperto, e ritrova la fiducia: è un uomo nuovo, non più incredulo, ma credente.
Ricordiamo anche Pietro: per tre volte ha rinnegato Gesù proprio quando doveva essergli più vicino; e quando tocca il fondo incontra lo sguardo di Gesù che, con pazienza, senza parole gli dice: Pietro, non avere paura della tua debolezza, confida in me; e Pietro comprende, sente lo sguardo d’amore di Gesù e piange.
Che bello è questo sguardo di Gesù, quanta tenerezza! Non perdiamo mai la fiducia nella misericordia paziente di Dio!
Ricordiamolo nella nostra vita di cristiani: Dio ci aspetta sempre, anche quando noi ci siamo allontanati!
Lui non è mai lontano, e se torniamo a Lui, è pronto ad abbracciarci. Gesù ci mostra questa pazienza misericordiosa di Dio perché ritroviamo fiducia, speranza, sempre!
Un grande teologo, Romano Guardini, diceva che Dio risponde alla nostra debolezza con la sua pazienza e questo è il motivo della nostra fiducia e della nostra speranza di cristiani.
Nella mia vita personale ho visto tante volte il volto misericordioso di Dio, la sua pazienza; ho visto anche in tante persone il coraggio di entrare nelle piaghe di Gesù dicendogli: Signore sono qui, accetta la mia povertà, nascondi nelle tue piaghe il mio peccato, lavalo col tuo sangue.
E ho sempre visto che Dio l’ha fatto, ha accolto, consolato, lavato, amato.
(Papa Francesco)
