Pace e Bene!
Oggi, alla nostra Comunità, propongo la testimonianza di Papa Francesco sulla sua “conversione” (pensate un po?) nata da un incontro, dalla Riconciliazione.
Che bello se “questa” potesse essere anche la nostra stessa esperienza nell’accostarci alla Confessione, nell’anno giubilare, preparandoci alla Pasqua.
Spesso capita ad un prete nel confessionale di sentire questa introduzione:“Non so cosa dire, sono sempre i soliti peccati, mi sembra inutile confessarmi..”.
Ricordiamoci che Dio non si stanca di perdonare, ci stanchiamo noi della sua misericordia.
Pure se si fanno sempre gli stessi peccati, accostiamoci alla Riconciliazione: ci si corregge un poco alla volta. L’umiliarsi a confessare sempre le stesse cose ci aiuterà a migliorarci.
Da parte nostra sia, “ogni volta”, vissuto così questo “unico” Incontro: in umiltà e verità!
“Questo sacramento – ci ricorda A.Scola – rappresenta un’autentica pedagogia al pensiero di Cristo. Infatti chiedendo perdono per i nostri peccati e accogliendo la grazia della riconciliazione, il nostro sguardo riceve nuova luce dallo sguardo luminoso di Cristo”.
Buona lettura… ma soprattutto buon “incontro” con la Misericordia!
Don Massimo
Conversione di Papa Francesco
Fu un grande dono quello che lo raggiunse improvvisamente quando aveva 17 anni. Era il 21 di settembre e come molti altri giovani Jorge Bergoglio si apprestava a uscire per festeggiare assieme ai suoi compagni il Giorno dello Studente. Prima di questo, però, da buon cattolico praticante che frequentava la chiesa di San José de Flores, decise di iniziare la giornata passando dalla parrocchia.
Al suo arrivo trovò un sacerdote che non conosceva, ma che gli fece subito una grande impressione e a cui chiese di potersi confessare. Quel giorno non si trattò di una confessione come un’altra, bensì di un incontro capace di esaltare la sua fede e fargli scoprire la sua vocazione religiosa, tanto che rinunciò ad andare alla stazione dove avrebbe incontrato i suoi amici, ma tornò a casa con una convinzione ferma: voleva, doveva, diventare sacerdote.
“Mi successe una cosa strana durante quella confessione, non so che cosa esattamente, ma mi cambiò la vita; direi che mi son lasciato sorprendere con la guardia bassa”, ricorda a più di cinquant’anni di distanza. In realtà, oggi Bergoglio ha una interpretazione di quello sconcerto: “Fu la sorpresa, lo stupore di un incontro, mi resi conto – dice – che mi stava aspettando. E’ questa l’esperienza religiosa: lo stupore di incontrare qualcuno che ti sta aspettando. Da quel momento, per me Dio è colui che ti “anticipa”. Tu lo stai cercando, ma è Lui a trovarti per primo. Lo vuoi incontrare, ma è Lui che ti viene incontro per primo”, e aggiunge che non fu solo lo “stupore dell’incontro” a stimolare la sua vocazione religiosa, quanto il modo misericordioso con cui Dio lo chiamò. Un modo che si sarebbe trasformato, col passare degli anni, nella fonte di ispirazione del suo ministero. (…)
La vocazione religiosa è una chiamata da parte di Dio nei confronti di un cuore che, consciamente o inconsciamente, lo sta aspettando. “Mi ha sempre colpito molto una lettura del breviario nella quale si dice che Gesù guardò Matteo con un atteggiamento che potremmo definire di misericordia e di scelta”.
Fu proprio questa la maniera in cui io sentii Dio che mi guardava durante quella confessione. E questo è il modo in cui Lui mi chiede di guardare gli altri: con tanta misericordia e come se li stesse scegliendo per Lui. Senza escludere nessuno, poiché tutti sono scelti dall’amore di Dio.
“Con misericordia e con scelta fu anche il motto della mia consacrazione a vescovo ed è ancora uno dei punti focali della mia esperienza religiosa; l’impegno a essere misericordiosi e le scelte delle persone in base a una proposta. Proposta che potremmo colloquialmente sintetizzare così: Guarda, ti chiamano per nome, sei stato scelto e l’unica cosa che ti viene chiesta è di lasciarti amare. Questa è la proposta che mi viene fatta”.
(Jorge Bergoglio – Papa Francesco, Il nuovo Papa si racconta. Conversazione con Sergio Rubin e Francesca Ambrogetti, Salani Editore)
