Anche se sono parroco ed in questo anno nuovo compirò 48 anni… continuano, vi confido, a piacermi le favole.
Ed allora ve ne racconto una per dirvi il mio augurio di Buon Anno.
La mela e la perla
Ogni mattino il potente e ricchissimo re di Bengodi riceveva l’omaggio dei suoi sudditi.
Aveva conquistato tutto il conquistabile e si annoiava un po’.
In mezzo agli altri, puntuale ogni mattino, arrivava anche un silenzioso mendicante, che portava al re una mela. Poi, sempre in silenzio, si ritirava. Il re, abituato a ricevere ben altri regali, con un gesto un po’ infastidito, accettava il dono, ma appena il mendicante voltava le spalle cominciava a deriderlo, imitato da tutta la corte. Il mendicante però non si scoraggiava. Tornava ogni mattina a consegnare nelle mani del re il suo dono. Il re lo prendeva e lo deponeva macchinalmente in una cesta posta accanto al trono. La cesta conteneva tutte le mele portate dal mendicante con gentilezza e pazienza. E ormai straripava.
Un giorno la scimmia prediletta dal re prese uno di quei frutti e gli diede un morso, poi lo gettò sputacchiando ai piedi del re: il sovrano, sorpreso, vide apparire nel cuore della mela una perla iridescente. Fece subito aprire tutti i frutti accumulati nella cesta e trovò all’interno di ogni mela una perla. Meravigliato, il re fece chiamare lo strano mendicante e lo interrogò.
“Ti ho portato questi doni, sire – rispose l’uomo – per farti comprendere che la vita ti offre ogni mattina un regalo straordinario, che tu dimentichi e butti via, perché sei circondato da troppe ricchezze. Questo regalo è il nuovo giorno che comincia”.
E’ vero! Un anno è poco nell’arco della vita, ma un anno è anche moltissimo: è la nostra storia, giorno dopo giorno, scelta dopo scelta.
Ci sono e ci saranno giorni faticosi e non facili… Ci sono e ci saranno giorni ricchi della pienezza dell’amore che ci daranno forza per vivere tutti gli altri giorni.
E ogni giorno è il nuovo giorno che comincia, è il regalo di ogni mattino.
Vi auguro perciò di vivere con intensità il presente, la vita quotidiana; vi auguro di saper rendere straordinario l’ordinario perché “Il tempo è prezioso, non ti può essere reso ma quello speso per fare del bene ed amare, rimane indelebilmente scritto in Cielo” (come ci ha ricordato mons. Paolo Martinelli, lunedì 1 gennaio 2018, presiedendo nella nostra Comunità l’Eucarestia).
Sentitevi amati da Dio, sempre.
Io con don Fabio, don Bangaly e don Silvio siamo felici di camminare con voi e per voi.
Buon Anno di cuore! Don Massimo
P.S. Pensando, a volte, alle incomprensioni che nascono in famiglia, in Comunità e nello stesso Paese, vi lascio una vignetta che “dice” tanto come augurio.

