L’esperienza della Visita alle famiglie per noi sacerdoti è davvero un grande dono e soprattutto un’occasione unica di incontro nella vita concreta e quotidiana di Cassina. Tra le tantissime gioie non manca, a volte, qualche situazione che, nel rispetto, fa nascere in noi delle domande.
Cara amica o caro amico,
in occasione del Santo Natale noi sacerdoti di Cassina de’ Pecchi viviamo un’esperienza particolare ed unica che ci vede impegnati per mesi (quest’anno, dal 22 ottobre al 19 dicembre): si chiama “Visita alle Famiglie” (un tempo semplicemente “Benedizione”).
In questi incontri, non ti nascondo, impariamo anche un po’ di “geografia cassinese” e per noi è importante anche conoscere tutta la nostra realtà (non solo le vie principali e centrali ma anche le viuzze e – come direbbe papa Francesco – le “periferie”).
Poi, in questi incontri, scoprendo “volti” nuovi o ri-trovando “volti” già noti, siamo davvero arricchiti (in un cammino di conoscenza sempre in crescita con gli anni) dalla possibilità di “collocarli” anche in una via, in una casa, in una famiglia, in una cerchia di relazioni. In questo, ti garantisco, abbiamo sempre qualcosa da imparare e non pochi motivi per cui ringraziare.
Eh sì, capita anche di bussare alla tua porta o di suonare il campanello di casa tua (anche quando magari la vicina di casa ci avverte: “Lì non bussi perché non le apriranno”) perché, vedi, non abbiamo sinceramente blocchi ideologici o preconcetti o pregiudizi e ci sentiamo serenamente liberi, soprattutto in questi momenti dove l’incontro (quando non può essere preghiera o benedizione) si trasforma in un semplice saluto o in uno scambio di auguri.
Vedi, io credo che in questi tempi (permettimi di usare un termine ormai attuale … che dice molto) di “globalizzazione”, l’incontro tra diversi è sempre un dono. Anche se fosse per un semplice scambio di sguardi.
In un romanzo che ho letto un po’ di tempo fa (Va dove ti porta il cuore, di Susanna Tamaro) c’è un passaggio che spesso mi piaceva ricordare negli incontri con gli adolescenti o i genitori. Questa la citazione: “Lungo i bivi della tua strada incontri le altre vite, conoscerle o non conoscerle, viverle o non viverle a fondo o lasciarle perdere dipende soltanto dalla scelta che fai in un attimo; anche se non lo sai, tra proseguire dritto o deviare spesso si gioca la tua esistenza, quella di chi ti sta vicino”.
Cara Amica o caro Amico, anche se la porta della tua casa oggi “in un attimo” non si è aperta, ti confido io e i miei cari confratelli (don Fabio, don Bangaly e don Silvio) che la porta del nostro cuore non si è chiusa, con la fiducia che, in una prossima occasione, chissà, forse potremmo anche scambiarci un cordiale e reciproco saluto, bevendo un caffè insieme. Pace e Bene!
Don massimo
