Verso la missione mariana: Cara Beata Vergine del Rosario…

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Tra poco più di dieci giorni Ti accoglieremo con onore, rispetto e fede qui nella nostra Comunità a Cassina de’ Pecchi. Non Ti nascondo l’attesa di questo incontro e Ti confido che sono diversi i sentimenti che porto nel cuore, in queste settimane, pensando e guardando al “dono” della prossima Missione Mariana che celebreremo qui nella Martesana.

Anzitutto un istintivo stupore. Infatti mi sono chiesto (e, sinceramente, me lo chiedono): “Come mai qui a Cassina la Madonna di Pompei”?

E’ vero, da una parte, c’è una notevole distanza geografica (sono più di 800 i chilometri che separano Cassina de’ Pecchi dal Santuario di Pompei) e forse più facilmente arriviamo a comprendere la Madonna di Lourdes o di Fatima o del Santuario di Caravaggio (qui vicino a noi) ma c’è, ho scoperto, anche un legame spirituale ed affettivo di non poco peso che inizio a comprendere incontrando la “nostra” gente. Constatando questo legame spirituale ed affettivo, non posso non essere stupito!

Poi una sincera stima. Sì, perché penso, cara B.V. del Rosario di Pompei, a tutti i semplici cittadini di Cassina (e dei paesi dell’hinterland milanese) migrati qui al Nord negli anni ’70/’80. Partiti dal “loro” paese del Sud per trovare qui al Nord un lavoro, un futuro, lasciando una casa, una famiglia, una Comunità e costruendone, col passare degli anni (senz’altro con non pochi sacrifici e rinunce), un’altra qui, custodendo nella mente e nel cuore le radici della propria storia e dei primi passi del cammino di fede. Ascoltando la storia, il racconto di molti cassinesi, non posso non averne stima!

 Infine una gioiosa riconoscenza. Perché, come ben sai, cara B.V. del Rosario di Pompei, nella nostra Comunità Pastorale “Maria Madre della Chiesa” abbiamo il dono della presenza di una Confraternita del Santo Rosario (legata proprio a te, o Maria). Ed un parroco non può che essere contento e riconoscente a chi, accanto a noi, fa della preghiera la forza dello stare insieme e soprattutto la preziosa intercessione a servizio di tutti e per ognuno di noi. Guardando all’umile fedeltà di questa Confraternita sono felice e riconoscente di questa presenza!

Permettimi ora, cara B.V. Maria, un ultimo pensiero.

In Diocesi abbiamo appena celebrato il Sinodo “Chiesa dalle genti”. Il tessuto sociale della nostra Comunità, come ben sai, è fatto anche da chi coltiva un legame, un ricordo, un ringraziamento, un genuino affetto per Te, cara B.V. del Rosario di Pompei. Una “cura” custodita forse per le origini geografiche o semplicemente per le origini spirituali che hanno fatto sì del Rosario una forma di preghiera semplice e preziosa per contemplare i Misteri della vita del Tuo Figlio Gesù.

Carissima B.V. del Rosario di Pompei, affido alla Tua materna intercessione ogni famiglia di questa Comunità, ogni volto, ogni storia, ogni persona, ogni cittadino (anche il più lontano) perché possa cogliere dalla Missione Mariana quel tempo di Grazia e di conversione capace di far “crescere lungo il cammino il nostro vigore”.

Come diceva bene Papa Luciani (Giovanni Paolo I): “Personalmente, quando parlo da solo a Dio e alla Madonna, più che adulto, preferisco sentirmi fanciullo. La mitria, lo zucchetto, l’anello scompaiono; mando in vacanza l’adulto e anche il Vescovo, per abbandonarmi alla tenerezza spontanea, che ha un bambino davanti a papà e mamma… Il Rosario, preghiera semplice e facile, a sua volta, mi aiuta a essere fanciullo; e non me ne vergogno”.

 

Grazie Maria!

Don Massimo