La forza dello Spirito

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Senz’altro capita anche a voi, in occasioni e momenti particolari, o al lavoro, o a Scuola, o mentre vai a fare sport o navighi su Internet o mentre ti confronti con qualcuno in Metropolitana o al Bar… di sentire o leggere giudizi non propriamente lusinghieri riguardo chi crede, va a Messa, si dice cattolico o rappresenta la Chiesa etc. etc.

Senza entrar nel merito di queste opinabili “valutazioni” (vere o no, motivate o meno, spontanee o calcolate…) a me consola non dimenticare che il cristiano, come diceva un grande teologo, “è un credente in cammino perché imperfetto”, è fragile, è debole, a volte incoerente.

Lo stesso Magistero di Papa Francesco (che non manca di sottolineare tali debolezze nella vita della Chiesa e dei suoi fedeli) è, allo stesso tempo, un continuo annuncio di Misericordia e di Speranza: “il discepolo di Gesù – afferma in più occasioni, lo stesso Papa – non è uno che non casca mai, ma è uno che si rialza sempre”.

La vignetta, che un caro amico mi ha inviato poco tempo fa (che propongo nell’Editoriale di oggi), è sì simpatica ma è anche altrettanto significativa perché “vera”!

Noi, cristiani “imperfetti”, credenti e cattolici, praticanti o meno, abbiamo ricevuto un dono prezioso: lo Spirito Santo. A volte, come diceva don Tonino Bello, “Illustre Sconosciuto”.

Proprio oggi, nella Festa di Pentecoste, l’inizio della Chiesa dice tanto al nostro essere Comunità.

Accogliere il dono dello Spirito è accogliere la possibilità di bene nonostante il proprio male.

E’ accogliere il dono della testimonianza vincendo la paura e la timidezza.

E’ accogliere il dono di alzarsi superando la caduta.

E’ accogliere il dono di uscire nonostante la sicurezza a rimanere.

E’ accogliere il dono della comunione pur nelle presunzioni e divisioni di una Comunità.

E’ accogliere il dono della fraternità fra le diversità delle relazioni.

A volte, nella società attuale, è più facile guardare dall’esterno una Comunità di peccatori ed additarla (da fuori) come tale , che custodire e ravvivare ogni giorno nella propria vita il dono dello Spirito… e riconoscersi con un pizzico di umiltà “compagni di viaggio”

Vi invito a leggere l’interessate vita di Carlo Carretto (1919 – 1988) dei “Piccoli fratelli di Gesù” (ispirati alla figura di Charles de Foucauld). Ad un certo punto del suo cammino, fratel Carlo arriva a scrivere:

“Comprendo sempre meglio che avere fondato la Chiesa sulla tomba di un traditore, di un uomo che si spaventa per le chiacchiere di una serva, era un avvertimento continuo per mantenere ognuno di noi nella umiltà e nella coscienza della propria fragilità. No, non vado fuori di questa Chiesa fondata su una roccia così debole, perché ne fonderei un’altra su una pietra ancora più debole che sono io”.

E allora: buona Festa di Pentecoste alla nostra Comunità che, invitata dalla sapiente Tradizione della Chiesa, invoca lo Spirito Santo col Veni Creator Spiritus cantando: “i nostri sensi illumina, fervor nei cuori infondici; rinvigorisci l’anima nei nostri corpi deboli”.

 

Don Massimo