
Non so come ciascuno abbia accolto e soprattutto letto e fatta propria questa Lettera del nostro Arcivescovo (che abbiamo cercato di presentare in ben quattro Editoriali). Senz’altro mi sento di dire che, celebrando domenica prossima nella nostra Liturgia Ambrosiana la Dedicazione del Duomo di Milano, Chiesa Madre di tutti i fedeli ambrosiani, ci viene ricordato ancora una volta che non si cammina da soli, ma insieme, in una comunione nella Chiesa “una, santa, cattolica ed apostolica”.
E credo ci siano “passi di comunione” che iniziano a compiersi ed a formarsi nella Parrocchia, nel Decanato, nella Zona Pastorale, nella Diocesi e nella Chiesa Universale. In un cammino ecclesiale tali “passi” sono riferimenti e passaggi importanti e preziosi per ogni credente ed ogni Comunità che ha il desiderio di crescere e di trovare la propria maturità.
Sarebbe davvero bello che ognuno di noi, anzitutto personalmente, poi insieme al gruppo nel quale si svolge un servizio nella Comunità o magari (se non si è necessariamente impegnati in qualche servizio o appartenenti a gruppi
parrocchiali o oratoriani) nella semplice propria famiglia (descritta dal Concilio Vaticano II come “Chiesa domestica” nella Costituzione Lumen Gentium, n. 11) confrontarsi e chiedersi:
A volte la tentazione è quella di sentire senza mettersi in ascolto (“Non mi ricordo”), leggere senza lasciarsi provocare (“Non riguarda me”), accogliere un invito senza giocarsi (“Faccio già tante cose”), dare un giudizio senza lasciarsi coinvolgere (“Quello che faccio va bene così, l’ho sempre fatto”)… Una tentazione che può capitare a tutti. Al prete, alla catechista, al volontario parrocchiale, all’educatore ed al semplice fedele della S.Messa della domenica.
Ognuno di noi verifichi la propria tentazione e colga l’occasione dalla provocazione dell’Arcivescovo Mario per fare una scelta, prendere una decisione, dare anche il proprio contributo perché “insieme” possiamo donare alla Comunità, nella quale si vive quotidianamente, quel “volto” di Chiesa unita, libera e lieta.
Buona verifica e soprattutto… buona scelta!
Don Massimo
