Unus christianus, nullus christianus

139

Le Comunità dei primi secoli, nella loro sapienza, dicono molto al nostro Essere Chiesa Oggi.

Anche chi non mastica il latino non farà fatica a comprendere il titolo di questo editoriale (una frase che risale a queste prime Comunità): “Un cristiano solo, nessun cristiano”.

In questo tempo pasquale, in preparazione alla Pentecoste e all’incontro con il nostro Arcivescovo Mario, mi piace riprendere quella pagina del Vangelo di Luca che ci racconta l’esperienza dei discepoli di Emmaus.

Soprattutto mi colpisce la conclusione: “Fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane” (Lc 24, 33-35). I discepoli di Emmaus, dopo che incontrano Gesù, tornano dagli Undici, dagli Apostoli.

Che bello! Hanno sentito il bisogno di andare da quella Comunità che si chiama Chiesa. Eh sì! Perché la fede “fai da te” non esiste. “Unus christianus, nullus christianus”. Infatti, anche quando preghiamo da soli (pensate un po’…) Gesù ci ha insegnato a dire “Padre nostro”. E’ solo nella Chiesa, nello stare insieme, che noi siamo il “Corpo di Cristo sulla terra” (ci ha ricordato anche don Umberto nel primo incontro).

Sì, senz’altro “senza Cristo non c’è la Chiesa”, ma è vero anche il viceversa: “senza Chiesa non c’è il Corpo storico di Cristo”. Se vogliamo incontrare il Suo Corpo, dobbiamo abitarLo, dobbiamo stare con la Chiesa, con i nostri Pastori (il Papa, i vescovi…. i successori degli Apostoli)…. dobbiamo “starci” nella Comunità.

Ecco perché nell’ultima vetrata che manca (qui, vedete la bozza del progetto) nella Chiesa S.M.Ausiliatrice (il grande Portone di vetro) che verrà realizzata per l’arrivo dell’Arcivescovo, troveremo l’immagine della Chiesa (la barca con la Croce e il simbolo dell’Eucarestia) ed una mano che afferra l’altra nel mare della vita. E ci sarà una frase di Papa Francesco (se vi ricordate quella bella riflessione fatta in una piazza S.Pietro vuota, sotto la pioggia, durante la Pandemia…) “Nessuno si salva da solo”.

Ricordiamocelo! Essere Chiesa Oggi è:

Il dono di essere Comunità.

Il dono di camminare insieme.

Il dono di essere sulla stessa barca col desiderio e l’impegno a tendere la mano a tutti e a ciascuno,

oltre al lasciarci, ogni giorno, afferrare da Lui.

Don Massimo