Messaggio per la Quaresima

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Come ogni anno, per prepararci alla Quaresima, che inizierà domenica prossima, il Papa invia un messaggio a tutti noi.

L’originalità di quest’anno è che Papa Francesco ha usato le parole ed un artista ci ha messo le immagini. Ma il messaggio è lo stesso: la Quaresima è un tempo per passare dalla schiavitù del peccato alla grazia della risurrezione.

«Dio educa il suo popolo, perché esca dalle sue schiavitù e sperimenti il passaggio dalla morte alla vita». Questo scrive il Pontefice nel Messaggio per i 40 giorni che precedono il Triduo Pasquale, intitolato “Attraverso il deserto Dio ci guida alla libertà”. E questo ha voluto raffigurare Maupal, lo street artist divenuto famoso qualche anno fa per aver raffigurato su un muro di Borgo Pio Francesco nella classica posa di Superman con in mano la valigetta dei “Valores”. Questa volta ha dipinto il Papa che spinge una carriola dentro la quale c’è un sacco con la scritta “Fede” attraverso un deserto irto di chiodi appuntiti. 

Chiara la metafora: i chiodi rappresentano idoli vecchi e nuovi, tutte le nostre prigionie. Questi pungenti ostacoli potrebbero bucare la ruota gommata della carriola ma, seguendo Papa Francesco, che apre il sentiero con la forza della fede, spariscono: la strada diventa per tutti percorribile e la meta raggiungibile.

Tra gli idoli “chiodi” il Papa ha infatti indicato il «potere tutto, essere riconosciuti da tutti, avere la meglio su tutti». E ancora: «l’essere attaccati al denaro, a certi progetti, idee, obiettivi, alla nostra posizione, a una tradizione, persino ad alcune persone». Nel testo infatti si ricorda che «l’esodo dalla schiavitù alla libertà non è un cammino astratto» e che «anche oggi il grido di tanti fratelli e sorelle oppressi arriva al cielo. Chiediamoci: arriva anche a noi? Ci scuote? Ci commuove?».

L’invito di Papa Francesco è: «Accogliamo la Quaresima come il tempo forte in cui la sua Parola ci viene nuovamente rivolta. È tempo di conversione, tempo di libertà. Gesù stesso, come ricordiamo ogni anno la prima domenica di Quaresima, è stato spinto dallo Spirito nel deserto per essere provato nella libertà. Per quaranta giorni Egli sarà davanti a noi e con noi: è il Figlio incarnato».

Questo messaggio di speranza è confermato anche dal fatto che «a differenza del Faraone, Dio non vuole sudditi, ma figli. Il deserto è lo spazio in cui la nostra libertà può maturare in una personale decisione di non ricadere schiava». Per questo il Papa ha richiamato «preghiera, elemosina e digiuno, un unico movimento di apertura, di svuotamento: fuori gli idoli che ci appesantiscono, via gli attaccamenti che ci imprigionano».

E poi «la Quaresima sia anche tempo di decisioni comunitarie», cioè di sinodalità, e per ripensare «le abitudini e includere chi non è visto o è disprezzato». Infine la raccomandazione del sorriso. «Si veda la gioia sui volti, si senta il profumo della libertà», anche perché «non siamo in un’agonia, bensì in un parto; non alla fine, ma all’inizio di un grande spettacolo».

Senz’altro queste ultime parole non possono che essere un augurio alla nostra Comunità Pastorale che da oggi inizia (o ri-comincia) un cammino verso il Rinnovo del Consiglio Pastorale.

Don Massimo