Natale è l’attenzione di Dio per l’uomo

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Carissimo popolo di Dio che vive a Cassina de’ Pecchi,  

Attenzione , attenzione! Non è il grido del fruttivendolo al mercato e nemmeno del maestro rivolto agli alunni o dei genitori verso i figli. È la voce leggera di Dio che non ci impone la nostra attenzione, ma ci svela la sua attenzione nei nostri confronti. Natale è la rivelazione dell’attenzione di Dio per l’uomo. Che cos’è l’attenzione? L’attenzione è ancorata nel reale, sa cogliere tutte le sfumature nascoste nel reale per mezzo delle quali si manifesta il mistero. L’attenzione comporta la giustizia, poiché  cerca l’autentico vero della realtà. Inoltre, l’attenzione ha anche una profonda dimensione etica, poiché se guardo con attenzione non solo entro in contatto con la realtà, ma mi lascio toccare da essa, che mi si dona come bisogno di cura. L’attenzione diventa un compito altissimo e difficile di responsabilità. Come si svela l’attenzione di Dio?

1. Si svela ovunque tu vada.

Turoldo, in uno dei tre racconti della sua opera La morte dell’ultimo teologo, quando descrive il bonzo Tsurayuki scrive così: “Un altro giorno mi disse, che Dio poteva essere anche un granello di sabbia, una pupilla d’occhio di colomba, o anche solo il respiro di un uomo. Perciò bisognava essere molto, molto composti. Una sera mi disse: Vede quella luce tra le foglie di susino? E si prostrò fini a terra, a lungo, immobile, fino a quando la luce era scomparsa”. L’attenzione di Dio ci avvolge, non come presenza fastidiosa, ma come presenza da ricercare con attenzione, come capacità di sentire e gustare interiormente il momento presente.

2. Si svela dentro di te.

Ho letto una storia sui pozzi che avevano messo a tacere le sorgenti che c’erano in loro ed erano diventati un deposito di detriti. Tutto intorno era avanzato il deserto. Ma un giorno un pozzo disse no. Quel pozzo aveva sentito dentro di sé il gorgoglio di una musica dimenticata, che era in lui. Allora cominciò a eliminare il superfluo. E dopo tanti anni arrivò a un tesoro che non si comprava e non si vendeva. Quella realtà era dentro di lui. Era acqua. E proprio perché si era svuotato, l’acqua poté ricominciare a salire e a spandersi. Di lì a poco, la vita risorse. Noi siamo il paese dell’acqua viva. Eppure, somigliamo di più al deserto. Non c’è cammino interiore che proceda senza il coraggio di svuotarsi, di buttare fuori quello che ci pesa e ci turba, per poter accogliere il sapore limpido di quella fonte messa da parte, ma alla fine accessibile nel profondo di noi stessi.

3. Si svela in una mangiatoia

Lo svelamento più grande di Dio è la nascita di Gesù, il Dio che si fa uomo, uno di noi. Ce lo ricorda San Paolo nella 2 Corinzi 8,9 “Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà”. Questa è la “grande attenzione” che Dio ha per l’uomo. Un’attenzione che è cura, dialogo e amicizia. Pertanto, vivere il Natale significa scoprire l’attenzione di Dio su di noi! E noi a Natale per chi e per cosa siamo attenti? Attenzione è Natale!

don Luigi