Carissimo popolo di Dio che vive a Cassina de’ Pecchi,
la risurrezione di Lazzaro non è solo il racconto di un miracolo spettacolare, ma rappresenta il vertice della tensione tra la vita e la morte, tra la speranza e la disperazione. In un mondo oggi ferito da conflitti globali, questo brano evangelico assume una rilevanza politica e umana di straordinaria attualità.
Il Vangelo ci mostra un Dio che non è distante: di fronte alla morte di Lazzaro e al dolore delle sorelle Marta e Maria, Gesù scoppia in pianto. Questo dettaglio è fondamentale oggi. In scenari di guerra — dall’Ucraina al Medio Oriente, dal Sudan alla Birmania — il primo sentimento è spesso quello dell’impotenza e del lutto. Il pianto di Gesù legittima il dolore di chi vede la propria casa e i propri affetti distrutti, ricordandoci che la sofferenza non è mai un dato statistico, ma una ferita profonda nella carne dell’umanità.
Il comando di Gesù, “Togliete la pietra”, è un appello diretto alla nostra volontà. Spesso, nei conflitti attuali, ci comportiamo come se la morte fosse l’unica soluzione possibile, chiudendo il dialogo dietro “pietre” fatte di ideologie, vendette e propaganda. Togliere la pietra oggi significa avere il coraggio di rimuovere gli ostacoli alla pace, di aprire varchi di umanità anche laddove l’odore della corruzione e della distruzione sembra prevalere.
Il grido “Lazzaro, vieni fuori!” è il rifiuto divino della logica del sepolcro. Le guerre contemporanee tendono a “seppellire” intere generazioni sotto le macerie e l’odio. La risurrezione di Lazzaro ci ricorda che la vita ha l’ultima parola, ma richiede una voce che abbia il coraggio di chiamare l’altro per nome, non come un nemico da abbattere, ma come un fratello da richiamare alla vita.
Gesù conclude dicendo: “Scioglietelo e lasciatelo andare”. È l’invito a liberare le vittime dai legami dell’odio e del trauma. In un contesto geopolitico frammentato, questo testo ci sfida a chiederci: siamo pronti a lavorare per una “risurrezione” dei popoli, o preferiamo restare a guardare il sepolcro sigillato? La fede nella risurrezione, oggi, si traduce nell’impegno concreto per una pace che non sia solo assenza di guerra, ma pienezza di vita.
don Luigi

