La gioia non si compra

7

Carissimo popolo di Dio che vive a Cassina de’ Pecchi,

scriveva papa Francesco nell’enciclica “Laudato sì” al n° 222:  “La spiritualità cristiana propone un modo alternativo di intendere la qualità della vita, e incoraggia uno stile di vita profetico e contemplativo, capace di gioire profondamente senza essere ossessionati dal consumo. È importante accogliere un antico insegnamento, presente in diverse tradizioni religiose, e anche nella Bibbia. Si tratta della convinzione che “meno è di più”. … La spiritualità cristiana propone una crescita nella sobrietà e una capacità di godere con poco”.

Dobbiamo lavorare per trovare la gioia, perché nella nostra cultura ci sono tanti fattori che ci portano lontano dalla gioia verso una gioia e un’eccitazione fittizie. La gioia autentica è dentro le cose. La gioia autentica non giunge dal di fuori. La gioia autentica non genera dipendenza.

Il teologo Matthew Fox, nel suo libro “Creatività. Dove il divino e l’umano si incontrano” descrive molto bene la natura della gioia autentica: “Dobbiamo abbandonare l’abitudine di decidere quale sarà la nostra gioia. (ad esempio, “Quando avrò quest’aumento di stipendio” o “troverò questo ragazzo” o “comprerò quest’automobile” …). Il desiderio ha un posto nella nostra vita, ma la gioia è più profonda del desiderio. Non sarà imposta. Non verrà acquistata né pagata. Per conoscere la gioia dobbiamo conoscere il cuore. Dobbiamo vivere lì dove vive il cuore. Non c’è altra via per la gioia vera. Quando Tommaso d’Aquino afferma: “La gioia è la più nobile delle azioni umane”, ci sprona a porre innanzi la gioia come una priorità nel nostro lavoro e in ogni nostra relazione. Egli ci raccomanda anche di imitare il Creatore, poiché crede che “Dio è sommamente gioioso e quindi sommamente cosciente”. Diventare gioiosi significa diventare coscienti: consapevoli, desti, vigili, premurosi”

La passione e la gioia vanno insieme. Tutte le tradizioni spirituali ci insegnano ad aspettarci la gioia. Dice il Buddha: “Siate gioia per voi stessi”. Alcuni scritti dell’antico induismo dichiarano: “La gioia proviene da Dio. […] Dalla gioia sono giunti tutti gli esseri e alla gioia tutti ritornano”. Il rabbino Abraham Joshua Heschel insegna che “la gioia è una via d’accesso a Dio e che “ogni gioia arriva da Dio”, perché “percepire il Dio vivente vuol dire percepire la bontà infinita, la sapienza infinita, la bellezza infinita. Una sensazione di questo tipo è una sensazione di gioia”. Giuliana di Norwich ci insegna che “la pienezza della gioia è vedere Dio in ogni cosa”.

Don Luigi