Camminare insieme

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Carissimo popolo di Dio che vive a Cassina de’ Pecchi,

mi piace immaginare l’estate come un tempo in cui si può camminare insieme e immaginare questo cammino nel solco tracciato da Gesù, che girando tra i villaggi e i cortili della Galilea parlava di Dio e del rapporto tra le persone in modo nuovo.

Innanzitutto, un Dio compassionevole, che non punisce, che non si vendica e non gioisce della nostra sofferenza. Un Dio che ci parla attraverso la scoperta di una vita che è di più di quello che si vede, un Dio che è già qui: “Il Regno di Dio è già tra voi”! Per Gesù la prima cosa è la vita della gente, non la religione. La gente sentendolo parlare, e soprattutto vedendolo curare gli ammalati, liberare dal loro male gli indemoniati e difendere i più disprezzati, ha la sensazione che Dio si interessa realmente alla loro vita e non tanto per questioni “religiose”; ma perché il Regno di Dio risponde alle loro aspirazioni più profonde. Inoltre, Gesù vive il rapporto con gli altri in modo nuovo, di fatto esce dalla cerchia della sua famiglia per proporre una famiglia allargata, una logica di convivenza fraterna. Gesù inizia questo annuncio dal mondo degli indigenti. Gesù viveva praticamente come uno di loro senza tetto e senza lavoro stabile. Viveva tra gli esclusi cercando il Regno di Dio e la sua giustizia. Vuole essere un segno chiaro del fatto che Dio non abbandona gli ultimi. In una società in cui vi è gente immersa nella fame o nella miseria, non vi è che un’alternativa: vivere da indifferenti alla sofferenza degli altri o destare il cuore e muovere le mani per aiutare i bisognosi.

Questo è quello che avverte Gesù. I ricchi, che vivono nell’indifferenza verso i poveri, sfruttando i deboli e godendo di un benessere egoista, sono degli sciocchi. La loro vita è un fallimento. L’idea che un ricco possa “entrare” nel regno di Dio non è soltanto impossibile, ma ridicola: “E’ più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel Regno di Dio”. La via che conduce a Dio non passa necessariamente dalla religione, dal culto, dalla confessione di fede, bensì dalla compassione verso i “fratelli piccoli”. La grande rivoluzione religiosa compiuta da Gesù è quella di aver aperto un’altra via di accesso a Dio, diversa da quella del sacro: l’aiuto al fratello bisognoso.

La religione non ha il monopolio della salvezza: il cammino più sicuro è quello dell’aiuto al bisognoso; per esso camminano molti uomini e donne che non hanno conosciuto Gesù. Questo solco fecondo ci ricorda che la vita umana è al bivio tra l’egoismo e la condivisone, tra il “salva te stesso” e “Padre nelle tue mani consegno il mio spirito“. La Bibbia ci insegna che l’idolatria e l’indifferenza ammazzano la fraternità. La scelta di fronte alla quale ci si trova è tra la fiducia nell’altro o il sospetto, tra il consegnarsi come Cristo all’umanità o armarsi per negare un posto all’altro. Per questi motivi proponiamo, anche se controcorrente, l’importanza e la bellezza di camminare insieme.

Don Luigi