Dalla tecnica pastorale alla bellezza del viaggio

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Carissimo popolo di Dio che vive a Cassina de’ Pecchi,

Ogni inizio di anno pastorale potrebbe essere paragonato al viaggio di Cristoforo Colombo alla ricerca di una via per raggiungere le Indie oppure al primo viaggio spaziale per mettere i piedi sulla luna. Questi viaggi sono stati preparati, ciascuno con le proprie conoscenze e capacità, e realizzati con grande ostinazione e audacia. Viaggi che non si sono arenati in rimpianti, in lamentele sterili.

Imprese non messe a tacere dalla paura dell’ignoto o dalla saccenza dei soliti pigri. Questi uomini hanno deciso il viaggio. In modo particolare questi temerari non si sono dispersi nel viaggio, non hanno navigato a zonzo nell’oceano o nello spazio, inseguendo i capricci dei propri sentimenti o le luci effimere delle mode. Hanno intuito che l’oceano sterminato e lo spazio infinito non erano la meta, ma il mezzo d’attraversare. Allo stesso modo anche noi dovremmo intuire che abbiamo un viaggio da compiere, che dovremmo trovare il coraggio di affrontare tutto quello che ci capita dentro. L’avventura della vita interpella la nostra libertà, perché essere liberi significa che la vita non può deciderla il caso. La vita la decido io con le mie scelte, non semplicemente con quello che mi capita, ma anche con quello che cerco. Ma noi abbiamo paura di dire che siamo liberi, perché ammettere che siamo liberi, significa ammettere che possiamo provare la vertigine di decidere qualcosa! Non ci può essere nessun viaggio finché non c’è una meta decisa. Mi permetto di suggerire alcune scelte per educarci a riprendere il cammino.

1. Gesù è venuto a dirci che abbiamo un Padre e poiché abbiamo un Padre, possiamo andare da qualche parte. Questa è la grande possibilità che Cristo ci dà. Nessuno intraprende un’avventura finché non si sente di Qualcuno. La preghiera è l’opportunità che abbiamo di sentirci addosso lo sguardo di Qualcuno. La preghiera non è uno spazio da riempire o un oceano da cavalcare, ma un viaggio da rischiare, Qualcuno che mi aspetta e una meta da raggiungere.

2. Il viaggio ci consegna tanti segni. Molte volte non prendiamo delle decisioni perché abbiamo paura del mistero, abbiamo paura di quello che la vita può riservarci, abbiamo paura di quello che si può trovare dall’altra parte del mare! Impariamo a dare ascolto ai “segni” che la navigazione ci offre. Possono essere volti, parole, azioni benevole e anche un fiore o una foresta hanno il loro perché! 

3. Mettetevi nei guai! L’amore è una decisione. E il decidere ti mette nei guai. Nei guai di chi prende delle decisioni. È la decisione di andare da qualche parte. È la decisone di fare un viaggio. È la decisone di scegliere la direzione.

Iniziare un nuovo anno pastorale comporta mettere insieme, ancora una volta, la ricerca del volto del Padre, i brandelli della nostra vita personale e comunitaria, ma soprattutto scegliere l’amore per viaggiare coraggiosamente verso una meta. Tutto il resto è tecnica pastorale (incontri, avvisi, calendario, …).

don Luigi